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Bim e Parco delle Orobie, fumata bianca: a Lega e Fratelli d’Italia le due presidenze

A Forza Italia e Pd le vice presidenze. La direzione del Parco resta in quota Carroccio e andrà a scadenza naturale

Bergamo. Ci sono volute poco più di due settimane, parecchie telefonate e tre incontri, due nella sede cittadina di Forza Italia e una, l’ultima, quella di ieri, lunedì 18 febbraio, via call, ma alla fine la doppia partita Bim-Parco delle Orobie ha trovato la sua happy ending. E dopo un andare e venire di fumate grigie, con richieste avanzate ma disattese, la quadra del cerchio è finalmente stata trovata. Pur con qualche strascico, almeno così si dice, quando si raccontano i mugugni dei rivieraschi nei confronti delle scelte fatte da Fratelli d’Italia.

A raccogliere i frutti di una trattativa che in realtà era pressoché già stata trovata in mattinata tra i consiglieri di Regione Lombardia, accordo che di fatto ha spianato la strada alla chiacchierata via etere tra i segretari provinciali di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Pd, sono stati i partiti di Fabrizio Sala e Andrea Tremaglia che ottengono quanto avevano richiesto. Nella fattispecie la Lega mette in cassaforte la direzione del Parco delle Orobie, che viaggerà in continuità e fino a scadenza naturale, con alla guida Davide Brumana, numero uno scelto a mezzo concorso, professionista senza tessera di partito, ma di fatto uomo in quota Carroccio, e porta a casa la presidenza del Bim, il Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e Fiumi Brembo e Serio, realtà che faceva gola a molti. 

E il nome designato, quello di Massimo Scandella, sul quale molto si era discusso e che sembra dividere anche le anime degli stessi richiedenti, è rimasto lo stesso. Sorride dunque il sindaco di Telgate che, poco una iniziale fase di stallo in cui sembrava che persino i suoi alleati di coalizione fossero pronti a fargli lo sgambetto, non solo è rimasto in piedi, ma ha praticamente portato a casa l’intera posta in palio senza fare sconti. Felicità anche in casa Fratelli d’Italia che, alzando il tiro con la richiesta di un posto al sole all’interno della doppia partita, ha praticamente messo sotto il Pd, che per la verità non ha mai fatto il diavolo a quattro dall’inizio della trattiva, portandogli via la presidenza del Parco.

Toccherà infatti a Davide Tontini, vicesindaco di Azzone, guidare il Parco.Dem a secco, anche se dalle parti del centrosinistra la narrazione è riferita comunque ad un buon risultato con la “conquista” della vice presidenza: il partito del segretario provinciale Gabriele Giudici ottiene quella del Bim e l’uomo dovrebbe essere sempre lo stesso, Marco Milesi. Oltre a questo, rafforza la sua posizione mantenendo un membro nel Cda del Parco, Luca Pellicioli, già in essere nell’organigramma. In casa Forza Italia arriva la vice presidenza del Parco, anche se sul nome del prescento restano ancora dei nodi da sciogliere e la sfida sembra essere tutta a due, e due poltrone nel Cda del Bim. 

Si conclude così il gioco delle parti che ha visto andare in scena una partita a scacchi cominciata da alcuni e terminata da altri, in cui la Lega, rafforzata al suo interno grazie all’effetto del post Romeo, ha recuperato terreno centrando di fatto tutti gli obiettivi. L’analisi è pure riferita a Fratelli d’Italia che ha cominciato a mettere le proprie pedine nei posti giusti e Forza Italia che continua ad avere sempre il segno +. Un Pd senza infamia e senza lode che, pur rafforzandosi numericamente, porta a caso un bottino pressoché magro, dimostrandosi attore non protagonista di una piece sulla quale è calato il sipario.