Grazie Bianca Balti, hai dribblato come una capocannoniera di Serie A la retorica della malattia
Noi malati di cancro apparteniamo solo a noi stessi, alle nostre identità e alle nostre personalità. Ma tutti vogliono un pezzo, in una sorta di beatificazione prematura
Bianca Balti a Sanremo 2025 aveva annunciato in conferenza stampa: “Carlo, io non vengo a fare la malata di cancro” e questa frase semplice e diretta l’ho sentita nel profondo perché quando, ormai un anno fa, ho ricevuto la mia diagnosi, la paura più grande che non riuscivo a estirpare dalla testa era quella di andare al supermercato vicino a casa a piedi, con la tuta che stavo indossando, perché mi accorgevo all’ultimo di non avere, che ne so, il sale o un altro ingrediente di cui non potevo proprio fare a meno, e di rendermi conto che tutti stavano guardando me e non perché quel giorno ero particolarmente raggiante o solare, no, perché vedevano e sentivano la mia malattia.
Avevo un piano che è poi sfumato subito, non dire nulla a nessuno, indossare sempre la parrucca, coprire le occhiaie, dipingermi le sopracciglia e dire a tutti che il mio tempo per fare altro non si era assottigliato per le giornate in ospedale e le cure, no, per un qualche fantomatico importantissimo lavoro che non potevo proprio rivelare.
Non è andata così, lo sapete, scriverne e nascondere la malattia non era conciliabile e, oggi, posso dire che è stata una delle scelte migliori del mio anno ma, fidatevi, quando vi dico che, nel mio piccolo, ho percepito tutta la profondità del desiderio di Bianca Balti di calcare il palco più nazionalpopolare che ci sia in Italia solo per la grande professionista che è.

L’autrice*
Mi chiamo Alessandra. Sono nata in un piccolo paese della bergamasca, Clusone, che se non lo dico mia madre si offende, ma vivo nell’hinterland milanese. Per lavoro scrivo. Amo il cinema e sono golosissima di serie televisive. Sono gattara e vegana.

La mia storia “nel segno del cancro” in breve. Il 29 di dicembre 2023 durante un binge watching notturno di After Life – coincidenze? Io non credo – ho sentito un nodulo nel quadrante inferiore del seno destro e mi sono precipitata con insistenza a fare tutti gli esami del caso. Il 16 gennaio 2024 ho scoperto di avere un carcinoma infiltrante duttale.
Ho poco più di trent’anni e di tutte le sfide che pensavo avrei potuto affrontare non avrei mai scommesso sul cancro al seno ma c’è, è parte di me e ha modificato la mia vita e, forse, anche la persona che sono. Forse è per questo che vorrei scriverne o, forse, per contribuire con un granello nell’universo alla rappresentazione di noi malati oncologici, anche in giovane età, che no, non siamo solo il personaggio che muore velocemente e per primo nelle serie televisive.


