Doping, accordo Sinner-Wada: il numero 1 del tennis sconterà una squalifica di tre mesi
Incredibile svolta nella vicenda scoppiata lo scorso anno durante il torneo di Indian Wells: l’Itia l’aveva prosciolto per “contaminazione involontaria”, ma il ricorso dell’agenzia mondiale antidoping aveva rinviato il tutto al giudizio del Tas in programma il 16 e 17 aprile
Clamorosa svolta nel caso doping che vede coinvolto Jannik Sinner: l’azzurro, numero uno del tennis mondiale, ha deciso di accordarsi con la Wada, l’agenzia mondiale antidoping, per una sospensione di tre mesi.
A poco più di 24 ore dalle dichiarazioni di James Fitzgerald, portavoce di Wada, che aveva ribadito come la loro richiesta fosse di uno o due anni di squalifica, la vicenda ha preso una svolta inattesa che fa quindi saltare il processo in programma a Losanna il 16 e il 17 aprile.
L’estate scorsa l’Itia, l’International Tennis Integrity Agency, aveva prosciolto Sinner dal caso Clostebol, agente anabolizzante presenta in alcune pomate e spray cicatrizzanti proibito secondo il regolamento (lo stesso che era costato una squalifica all’atalantino Palomino, poi assolto): la contaminazione fu giudicata involontaria, in seguito a un trattamento fisioterapico, ma costò comunque all’azzurro la sottrazione dei punti guadagnati nel torneo di Indian Wells.
La squalifica dovrebbe essere compresa nel periodo tra il 9 febbraio e il 4 maggio: Sinner sarà costretto a rinunciare a quattro tornei Master 1000 (Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid), ma potrebbe tornare in campo in tempo per partecipare agli Internazionali di Roma che scattano il 7 maggio e, soprattutto, per il grande appuntamento col Rolland Garros a fine mese.
IL COMUNICATO DI WADA
L’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) conferma di aver raggiunto un accordo per la risoluzione del caso riguardante il tennista italiano Jannik Sinner, con l’atleta che ha accettato un periodo di ineleggibilità di tre mesi per una violazione delle norme antidoping, dopo essere risultato positivo al Clostebol, una sostanza proibita, nel marzo 2024.
Nel mese di settembre, Wada aveva presentato un ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) nel caso del sig. Sinner, che era stato giudicato da un Tribunale Indipendente come non responsabile né negligente.
Nonostante questo ricorso, le circostanze specifiche del caso hanno portato Wada a considerare un accordo per garantire un esito equo e appropriato, conformemente all’Articolo 10.8.2 del Codice Mondiale Antidoping.
WADA accetta la spiegazione fornita dall’atleta riguardo alla causa della violazione, come indicato nella decisione di primo grado. Wada riconosce che il sig. Sinner non aveva intenzione di barare e che la sua esposizione al Clostebol non ha fornito alcun beneficio in termini di prestazioni, avvenendo a sua insaputa a causa della negligenza di alcuni membri del suo entourage. Tuttavia, secondo il Codice e in base ai precedenti del Tas, un’atleta è ritenuto responsabile della negligenza del proprio entourage. Considerando l’unicità dei fatti di questo caso, è stata ritenuta appropriata una sospensione di tre mesi. Come già affermato, WADA non ha richiesto la squalifica di alcun risultato, ad eccezione di quanto già imposto dal tribunale di primo grado. La Federazione Internazionale di Tennis e l’Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis, entrambe co-respondenti al ricorso di Wada presso il Tas e nessuna delle quali ha impugnato la decisione di primo grado, hanno accettato l’accordo per la risoluzione del caso.
Secondo i termini dell’accordo, il sig. Sinner sconterà il suo periodo di ineleggibilità dal 9 febbraio 2025 fino alle 23:59 del 4 maggio 2025 (inclusi quattro giorni già scontati dall’atleta durante la sospensione provvisoria). In base all’Articolo 10.14.2 del Codice, il sig. Sinner potrà riprendere ufficialmente l’attività di allenamento dal 13 aprile 2025.
Alla luce dell’accordo, Wada ha formalmente ritirato il proprio ricorso al Tas.
LA POSIZIONE DI SINNER
“Questo caso mi tormentava ormai da quasi un anno e il processo ancora sarebbe stato lungo con una decisione che forse sarebbe arrivata solo alla fine dell’anno – ha spiegato il tennista italiano – Ho sempre accettato di essere responsabile della mia squadra e ritengo che le rigide regole della Wada siano una protezione importante per lo sport che amo. Su questa base ho accettato l’offerta della Wada di risolvere il presente procedimento sulla base di una sanzione di tre mesi”.


