Bim e Parco delle Orobie, la Lega si ricompatta e alza la posta: direzione e presidenza o lista alternativa
Il segretario provinciale Sala non arretra sulle richieste ed è pronto a rompere gli accordi con Fratelli d’Italia, Forza Italia e Pd. La decisione domani, venerdì 14 febbraio, nel nuovo incontro nella sede cittadina degli azzurri
Bergamo. Si erano dati appuntamento tra una decina di giorni, ma l’incontro per mettere la parola fine alla scelta delle nomine di presidenza del Bim e del Parco delle Orobie è stato anticipato e la decisione sembra davvero vicina. È infatti fissato per domani mattina, venerdì 14 febbraio, in prima mattinata, sempre nella sede cittadina di Forza Italia, il vertice tra gli azzurri, Lega, Fratelli d’Italia e Pd per chiudere una partita che va avanti ormai da oltre due settimane. e dopo la fumata grigia dell’ultimo summit, quello andato in scena lunedì 10 febbraio, ora è davvero tempo di tirare le fila del discorso, anche se, diversamente da quanto raccontano gli addetti ai lavori, che evidentemente un motivo per vedersi in via anticipata ce l’hanno, la chiusura del cerchio non sembra essere comunque così vicina. Allunghi e poi inversioni, accelerazioni e al tempo stesso rilanci azzardati ma sicuramente strategici, prese di posizione e parecchi esercizi di stile, tutti in chiave politica, volti a consentire a ciascun partito di portare acqua al proprio mulino, e, almeno così pare, più che rappresentare vere e proprie velleità, fatto salvo per la Lega, l’impressione è che a muovere la mano delle altre forze in campo sia più il desiderio di restituire a ciascuno il suo peso più che mettere la bandierina su Bim e su Parco delle Orobie. A raccontarlo, infatti, sarebbero proprio i cambi di passo.
Ma la resa dei conti è praticamente prossima e adesso non si gioca più a carte scoperte, anche per via di una Lega che resta ferma sulla sua posizione, rivendicando la direzione del Parco delle Orobie, carica non in scadenza, e la presidenza del Bim. Un Carroccio che, nonostante i primi tentennamenti che lo volevano diviso sul nome di Massimo Scandella per la presidenza del Bim, uomo di fiducia di Fabrizio Sala, oggi si dimostra di nuovo compatto, e quindi più forte, con tutta l’intenzione di giocare la partita a viso aperto, fino alla fine. Nessun cerino in mano, nessuna volontà di fare la parte della ruota di scorta, ma al contrario il desiderio di portare a casa l’intera posta in palio non solo nell’interesse del territorio e dei propri amministratori, ma anche come esercizio muscolare. Del resto il segretario provinciale ha rafforzato la sua posizione dopo l’elezioni di Massimiliano Romeo a segretario regionale e lo ha fatto non solo perché vicino al capogruppo alla Camera, ma anche in virtù della sua nomina a vice: una condizione dunque che gli consente più libertà di movimento rispetto a quanto avveniva fino a poche settimane fa.
Il sindaco di Telgate sembra infatti pronto all’all-in, anche in nome, così si dice, di una serie di rimostranze arrivategli alle orecchie da parte dei sindaci e dei presidenti delle Comunità Montane di Val Seriana e Val Brembana che non avrebbero gradito la messa in discussione prematura della figura di Davide Brumana, oggi direttore del Parco e con un contratto in scadenza nel 2026, considerata più come una merce di scambio politica che come un valore aggiunto nella guida di un ente importante. La Lega tira dritto e guarda avanti, dunque, e lo fa non solo non muovendosi di un centimetro rispetto alle volontà, ma anche preparando il piano B, ipotizzando anche una rottura del patto con gli alleati, centrodestra in primis, e poi anche con il Pd. Non solo nessun accordo, ma anche la possibilità di mettere sul piatto una lista alternativa per correre da sola, trovando magari un accordo più alto e quindi anche più forte capace di metterla al riparo dagli sgambetti degli altri partiti. Una soluzione che andrebbe certamente oltre il patto di non belligeranza e che consentirebbe anche ad anime diverse, quelle di altri partiti, a cominciare da Fratelli d’Italia, di infilarsi in un pertugio dove una corrente piuttosto che un’altra potrebbe cercare di fare il suo gioco.





