Cristiano Doni derubato del Land Rover, dalla sua denuncia l’indagine sulla banda dei fuoristrada
Il 29 settembre 2023 ignoti rubarono il Suv dell’ex capitano dell’Atalanta davanti all’oratorio di Borgo Santa Caterina. I carabinieri iniziarono a mettere gli occhi su una serie di colpi molti simili, che hanno fatto emergere l’esistenza di una rete criminale attiva nel furto e nel riciclaggio d’auto
Bergamo. Tutto è partito dalla denuncia dell’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni. Era il 29 settembre 2023 quando ignoti rubarono il suo Land Rover Vogue in via dei Celestini a Bergamo, davanti all’oratorio di Borgo Santa Caterina. Da quella denuncia, i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Bergamo hanno iniziato a mettere gli occhi su una serie di colpi molti simili, che hanno fatto emergere l’esistenza di una vera e propria rete criminale attiva nei furti d’auto e nel loro riciclaggio.
All’alba di mercoledì 12 febbraio i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, entrambe accusate del furto aggravato di tre Land Rover modello Defender tra i mesi di gennaio e dicembre 2024. In manette M.F., 50enne di Pontida e M.B., 49enne di Cisano Bergamasco. Il secondo è anche accusato di riciclaggio per aver falsificato il numero di telaio di una Mercedes Glc rubata.

Il modus operandi era sempre lo stesso: i due individuavano le auto di interesse, le seguivano per diversi chilometri e quando le condizioni erano favorevoli entravano in azione con strumenti tecnologici. Tra questi, un dispositivo in grado di bypassare i sistemi di sicurezza delle auto e un rilevatore di frequenze per individuare eventuali dispositivi di tracciamento.
Le indagini hanno portato gli inquirenti fino a un capannone a Verderio (Lecco), dove le auto venivano occultate, modificate e preparate per l’esportazione. All’interno sono stati rinvenuti strumenti per la riprogrammazione delle centraline, targhe false e documenti alterati. Un business illegale che, secondo le prime stime, fruttava decine di migliaia di euro.
L’indagine non è ancora terminata. Gli inquirenti stanno verificando se vi siano altre persone coinvolte e se il giro d’affari sia ancora più grosso di quanto emerso finora. Quel che è certo, invece, è che il lavoro dei carabinieri sia nato dalla denuncia dell’ex calciatore professionista, anche se il furto che ha subito non è stato per il momento attribuito ai due uomini finiti in carcere.




