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Rincari per clienti di alberghi e ristoranti nelle Ztl: “Regole poco chiare”. Incontro tra Comune, Ascom e Confesercenti

Il vertice questa mattina, martedì 11 febbraio: saranno presenti la sindaca Carnevali e gli assessori Gandi e Berlanda insieme ai rappresentanti delle associazioni di categoria: “Servono indicazioni precise, per rispondere alle domande dei tanti imprenditori che lavorano in questo settore”

Bergamo. Ztl Città Alta e Colli, novità per i titolari delle attività e per i loro clienti, ma restano ancora tanti dubbi. Il nuovo piano che regola la mobilità delle zone storiche e turistiche della città, deciso a cavallo della fine dell’anno e approvato con una delibera di Giunta che non ha avuto bisogno di passare dal vaglio del Consiglio Comunale, è già entrato in vigore da alcune settimane, ma le domande senza risposta, al momento, restano ancora parecchie. E a farle sono soprattutto i diretti interessati, gli addetti ai lavori che da sempre si occupano di ristorazione o di pernottamenti che, a fronte del nuovo regolamento, non hanno ancora ben capito come di fatto si debbano muovere.

Nella fattispecie, il nuovo regolamento, il cui adempimento sarà in carico ad Atb, racconta di novità per i titolari di pubblico esercizio autorizzati che vogliono posteggiare i propri veicoli nella Ztl del centro storico di Città Alta e dei Colli. Per rendere compatibile questa possibilità con le necessità di sosta dei residenti, il Comune ha introdotto una nuova tariffa della sosta nella Ztl, su strisce gialle, pari a 240 euro annui. Per l’ingresso invece di clienti di attività ricettive o ristoranti, invece, la richiesta di permesso per il solo transito avrà un costo di 1 euro. Per i soli alberghi e hotel, è possibile richiedere il contrassegno per il transito e la sosta al costo di 5 euro, nella misura di un contrassegno fino a 5 camere, 2 fino a 10, 3 fino a 15 camere e 4 a fronte di una disponibilità di oltre 15 camere, e, infine, per gli artigiani il permesso per il transito e la sosta avrà un costo di euro 240 annui.

Da qui la richiesta degli addetti ai lavori, Confesercenti e Ascom Confcommercio in testa, di un appuntamento, fissato per la mattinata di oggi, martedì 11 febbraio, con i vertici del Comune di Bergamo, sindaca Elena Carnevali, assessore al Commercio Sergio Gandi e alla Mobilità Marco Berlanda.

L’invito, trasmesso anche a Liliana Donato, direttore generale di Atb, in una lettera firmata a quattro mani, spiega come “le categorie economiche che rappresentiamo abbiamo manifestato sorpresa riguardo alla mancata concertazione e al breve preavviso sulle recenti novità introdotte a inizio anno. Tali cambiamenti hanno un impatto significativo sull’operatività di numerose imprese del turismo, della ricettività diffusa e del commercio. Oltre a questo, ad oggi, non abbiamo ancora ottenuto risposte esaustive alle molte richieste, ai chiarimenti e alla necessità di maggiori informazioni, sollevate sia durante una riunione organizzata da Visit Bergamo, in presenza anche di funzionari Atb, sia dai singoli operatori contattando direttamente Atb – così si legge -. Riteniamo che l’impatto economico per le imprese, l’aumento degli adempimenti burocratico-amministrativi e le responsabilità in caso di sanzioni per eventuali errori nel procedimento non siano stati considerati con la necessaria attenzione. Ribadiamo con fermezza l’importanza del ruolo delle nostre associazioni nel mantenere un dialogo costruttivo e costante con le Istituzioni. Tuttavia, in questa occasione, rileviamo con rammarico l’assenza di tale confronto. All’incontro presenteremo un documento che raccoglie le domande, i dubbi, le richieste e le osservazioni degli imprenditori, emersi attraverso il confronto diretto in questi giorni. Confidiamo che questo possa favorire un dialogo costruttivo e portare a una mediazione positiva nell’interesse della città, delle strutture di accoglienza e dei cittadini e turisti che scelgono Bergamo come destinazione”.

La discussione attorno a mezzogiorno, con una riunione di carattere prettamente pratico volta a dipanare i tanti dubbi che oggi non sembrano ancora sciolti, a fronte anche di una delibera che si presenta pressoché stringata o quantomeno non completa dal punto di vista delle informazioni. Perché se da un lato è vero che contiene l’indirizzo politico voluto dalla Giunta, che fa capo necessariamente al rincaro delle tariffe, dall’altro però è ben diverso non avere a disposizione tutti gli strumenti per poter far applicare la norma. E, ancora, se un parere era stato chiesto, come del resto dice e prevede la legge, sull’aumento della tassa di soggiorno, in questo caso, invece, le associazioni di categoria hanno praticamente appreso della notizia a cose fatte. Nulla di che, eh, assicurano dagli uffici interessati, ma almeno disporre della materia in maniera chiara e esaustiva, foss’anche per dar conto ai clienti che, raggiunta Città Alta o i Colli, pronti a imboccare una strada a traffico limitato, hanno diritto di sapere perché avranno un sovrapprezzo di 1 euro sull’importo totale da pagare.

“Siamo rimasti basiti dal mancato coinvolgimento da parte dell’amministrazione comunale su una decisione che può sembrare banale ma che in realtà non lo è – così Cesare Rossi, vice direttore di Confesercenti -. Non è infatti tanto l’euro da pagare che colpisce o che sposta l’asse della discussione, quanto le modalità con cui, di fatto, questa nuova tassa è stata introdotta e le ricadute pratiche di una decisione che di fatto, da delibera, si è trasformata in un comunicato stampa e che noi abbiamo appreso dalla stampa. Confesercenti è un’associazione di categoria che risponde quotidianamente ai problemi delle imprese nostre associate, delle filiere del commercio, del turismo e dei servizi, rispondente delle loro necessità e questa situazione ci ha messi nella condizione di non poter svolgere appieno il nostro compito. Spesso infatti ci siamo trovati a non saper rispondere alle domande del caso, e la sensazione di non essere stati coinvolti ci ha decisamente annichilito. L’incontro organizzato con Visit Bergamo, pur utile, non è bastato. Da qui la decisione di scrivere direttamente alla sindaca e agli assessori coinvolti per raccontare il disappunto e l’estrema necessità di creare un tavolo prima politica e poi tecnico che aiutasse prima noi e poi chi rappresentiamo a meglio capire quanto stesse accadendo.

Ricordo anche che ad essere coinvolti non sono solo le attività ricettive, ma anche, ad esempio, i proprietari delle case vacanze, che a Bergamo sono tra le 400 e le 500, tutti investiti da questa novità. Per non parlare dei ristoratori che non hanno la loro attività nel centro storico e non possono mandare i loro clienti a parcheggiare al Parking Fara. Fino ad oggi i ristoratori smarcavano la targa dell’avventore in autonomia e lo facevano a costo zero. Ora cambia tutto e le domande, i dubbi sono tanti, direi troppi. Tutti i motivi per i quali abbiamo chiesto e ottenuto un incontro dal quale ci aspettiamo di uscire con una chiara linea di intervento, una guida politica e strumenti di intervento e procedurali precisi”.

“Il problema non è tanto il contenuto, ormai quello l’abbiamo recepito, quanto la messa a punto della nuova norma, oltre che la sostenibilità dell’operazione – così Oscar Fusini, direttore generale di Ascom Confcommercio -. La questione è squisitamente tecnica e riguarda il mero funzionamento: abbiamo capito che i clienti dovranno pagare 1 euro per poter accedere a zone a traffico limitato, ma, ad esempio, non ci è chiaro come verrà smarcata la targa, per quante volte è concesso il passaggio e se si tratta di una tariffa giornaliera. Del resto non abbiamo avuto un incontro prima di quello previsto per oggi: abbiamo avuto contezza dei fatti perché informati da Visit Bergamo. Nulla di più, anche perché la delibera è succinta rispetto ai principi tecnici di applicazione, tant’è che non spiega nel dettaglio i termini di quanto ci viene chiesto di applicare con una tassa che, tra l’altro, pur non chiara, risulta già in vigore. Da questo incontro, del quale ringrazio la sindaca anche per la rapidità di risposta, ci aspettiamo di poter capire meglio per poter, poi, comunicare ai nostri clienti con puntualità e precisione i termini del rincaro. Nel corso dell’incontro chiederemo anche una sorta di proroga, di un periodo di tolleranza, almeno fino a quando la situazione non sarà più chiara”.