Le nomine
|Bim e Parco delle Orobie, fumata grigia: la Lega non cede, la decisione tra dieci giorni
No di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd alla doppia nomina del Carroccio, che prende tempo. L’ipotesi resta la presidenza del Bim al gruppo di Tremaglia e quella del Parco al Pd
Bergamo. Forse era troppo facile immaginare che dal vertice di ieri mattina, lunedì 10 febbraio, si uscisse già con la soluzione in tasca. Del resto, sul piatto, ancora troppe le questioni a cui dare seguito, i nodi da sciogliere e forse anche le velleità da spegnere di alcuni degli interlocutori delle partite, collegate tra di loro, del Bim e del Parco delle Orobie. Ergo, tutto da rifare. A trincerarsi dietro un no secco è stata la Lega, protagonista insieme al suo segretario provinciale Fabrizio Sala di un acceso dibattito consumatosi nella sede cittadina di Forza Italia, in casa del pari ruolo Umberto Valois insieme a Gabriele Giudici, Pd, e Andrea Tremaglia, Fratelli d’Italia, rispetto alla spartizione delle cariche.
Fuoco alle polveri, dunque, almeno in apertura di incontro, con il sindaco di Telgate decisamente sulle sue e tutt’altro che disposto ad arrendersi, pronto a respingere il fronte comune del no messo in campo da parte delle altre forze politiche. Da solo, Sala, con la spadina in mano, pronto a combattere una “guerra” che lo vede in netta minoranza soprattutto quando il discorso verte sulla richiesta di scegliere tra la direzione del Parco e la presidenza del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e Fiumi Brembo e Serio, la cui carica fa decisamente gola a molti, fosse anche solo per l’importanza che questa realtà ha sul territorio.
Le posizioni di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd sono e estrano chiare, granitiche ormai nel tempo, specie rispetto al posizionamento del Carroccio nella partita: niente doppia poltrona, e la ragione è riconducibile al peso attuale del partito all’interno delle dinamiche provinciali. Ragione per cui l’ipotesi ventilata è sempre stata quella di lasciare il passo, sul tema Bim, ad un’attuale rappresentante della Comunità Montana piuttosto che virare sulla figura di Massimo Scandella, uomo di fiducia di Sala e in quota Lega. Forza Italia e Pd non hanno mai fatto mistero di preferire, e di gran lunga, la soluzione traino targato Fratelli d’Italia per il Bim, non della “lista alternativa” proposta da Paolo Franco, almeno così si racconta, e la guida Dem di Marco Milesi al parco delle Orobie.
La Lega, in prima battuta, ha così fatto la voce grossa, cercando di mantenere fede alla sua posizione, senza arretrare di un centimetro, salvo però poi, di fronte all’altrettanto presa di posizione dei presenti, tirare il freno a mano e lasciare l’incontro con la promessa di riflettere e prendere tempo. “Si nasce incendiari ma si muore pompieri”, così recitava un vecchio detto. E forse, questa volta, a dare man forte ad uno spirito più attendista che reazionario non è stato solo il buonsenso, ma anche lo sfavore della conta, con una maggioranza bipartisan, pronta a remare dalla stessa parte. Non certo quella della Lega.
Primo tentativo a vuoto, dunque, e un arrivederci ad una decina di giorni per portare al tavolo nomi e cariche e cercare di trovare finalmente la quadra.






