Albino parla Esperanto: la lingua che unisce il mondo
Il nuovo progetto, chiamato “Corso in Valle” nasce dal desiderio del Gruppo Esperantista di Bergamo, associazione fondata nel 1970 e attiva dal 1980, di diffondere la lingua Esperanto e di rafforzare la propria presenza nelle tre principali valli bergamasche
Il 2025 si apre con una serie di iniziative culturali di grande rilievo per la provincia di Bergamo, tra queste l’inaugurazione del corso di Esperanto presso la biblioteca comunale di Albino.
Questo nuovo progetto, chiamato “Corso in Valle” nasce dal desiderio del Gruppo Esperantista di Bergamo, associazione fondata nel 1970 e attiva dal 1980, di diffondere la lingua Esperanto e di rafforzare la propria presenza nelle tre principali valli bergamasche.
Grazie alla preziosa collaborazione con il Comune di Albino, il corso ha preso il via il 13 Gennaio, accogliendo la partecipazione di tre donne entusiaste di apprendere questa lingua universale. Il progetto proseguirà con una serie di incontri che si terranno il lunedì dalle 17 alle 18.30 sotto la supervisione del professor Gianni Del Pizzo, esperto di Esperanto. Al termine del percorso gli allievi avranno la possibilità di affrontare l’esame tramite l’Istituto Italiano di Esperanto che potrà dar loro la certificazione del raggiungimento del livello A2.
Il Gruppo Esperantista di Bergamo è un’associazione che ha radici profonde nel territorio: attivo dal 1980 a Verdello, grazie al prezioso contributo dell’esperantista Costantino Palmerini, preside delle scuole medie del paese. Fu lui a introdurre, negli anni ’80, i primi corsi di Esperanto presso la scuola media di Verdello, accessibili a tutti, e a fondare la sede ufficiale del gruppo all’interno Biblioteca di Verdello.
Seppur il corso di Esperanto non sia più attivo nelle scuole medie, il Gruppo ha avviato una nuova e importante iniziativa: dal 2008, infatti, insegna la lingua internazionale durante l’orario scolastico alle scuole elementari di Verdello. Questo progetto è stato reso possibile grazie all’impegno dell’insegnante Antonella Pignatiello e della presidente Carla Galizzi.
Ogni anno, viene selezionata una classe del primo anno delle elementari a cui viene insegnato l’Esperanto, con l’obiettivo di prepararla per l’esame di primo grado, che si svolge alla fine della quinta elementare all’Istituto Italiano d’Esperanto. Attualmente il proseguimento del progetto è nelle mani di Nadia Dobetti, insegnante che non solo si occupa di spiegare ai suoi allievi la morfologia e la sintattica della lingua ma anche i suoi ideali di pace e unione.
Tra le altre iniziative del gruppo possiamo contare il lavoro di traduzione fatto per la fondazione MIA, curatrice della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, per introdurre l’esperanto nel supporto audiovisivo della Basilica.
La comunità bergamasca sta dando sempre più spazio a questa lingua che non nasce con l’obiettivo di soppiantare le lingue naturali ma di essere un ponte neutrale che collega i popoli di tutto il mondo. Il polacco Ludwik Lejzer Zamenhof, ideatore di questo linguaggio “artificiale” che pubblicò per la prima volta i propri lavori nel 1887, aveva lo scopo di ideare una seconda lingua che non fosse di nessuno e allo stesso tempo di tutti, per garantire comprensione e pace.
Ed è proprio questa l’eredità che il Gruppo Esperantista di Bergamo ha raccolto con impegno, portando avanti una tradizione di inclusione e di comunicazione. Oggi, più che mai, il gruppo continua a coltivare questi valori, creando spazi in cui l’Esperanto può diventare un ponte tra culture diverse, aperto a tutti. Come affermato da Gianni Del Pizzo: “La vittoria finale io non la vedrò… ma secondo me, più l’Esperanto aspetterà, più sarà maturo per essere adottato!” Parole che rispecchiano una visione lunga e positiva del futuro della lingua internazionale, che, nonostante il tempo e le sfide, continua a rappresentare un simbolo di speranza per una comunicazione globale più semplice e inclusiva.


