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Gheppio rinchiuso in una gabbia in giardino, denunciato 50enne a Brembate

Il rapace è stato sequestrato e affidato all’Oasi Wwf Valpredina. A Paladina un uomo è stato sfrattato con 30 uccelli d’allevamento: individuato un custode provvisorio

Brembate. Senza alcuna autorizzazione teneva rinchiuso in giardino un falco. Dopo una segnalazione il Nucleo di Carabinieri Forestali Cites di Bergamo ha accertato che a Brembate un 50enne deteneva illegalmente un gheppio, falco tinnunculus, all’interno di una gabbia nel cortile di casa.

Il rapace, in buone condizioni di salute, è stato sequestrato e affidato al più vicino centro recupero animali selvatici (Oasi Wwf Valpredina). Il 50enne è stato denunciato alla Procura di Bergamo per il reato di furto venatorio. In corso accertamenti riguardo le modalità con le quali l’uomo è entrato in possesso dell’animale.

 

falco uccelli carabinieri forestali

 

In Italia il gheppio è uniformemente distribuito dall’arco alpino fino alle estreme latitudini meridionali della Penisola; nidifica in rocce, alberi, edifici, a qualunque altezza superiore al metro, si nutre di roditori, grossi insetti, lucertole e piccoli uccelli. Per la sua tutela è importante mantenere paesaggi agricoli non intensivi ed in ambito urbano (e rurale, ove la specie nidifica presso edifici o altri manufatti), tutelare i siti di nidificazione quando sono effettuati interventi di restauro o altri lavori su edifici.

A Paladina il Nucleo Carabinieri Forestale di Curno è intervenuto dopo uno sfratto immobiliare: l’uomo “sfrattato” era anche detentore di 30 uccelli d’allevamento (canarino, passero del Giappone ecc..) regolarmente detenuti in 18 gabbie ed in buone condizioni di salute. I militari del reparto Forestale si sono efficacemente attivati individuando un provvisorio custode in grado di garantirne idonee condizioni di detenzione.

I carabinieri forestali ricordano che la fauna selvatica è protetta e ne è vietata la detenzione. L’eventuale recupero di animali selvatici deve essere finalizzato esclusivamente al ritorno alla vita in natura ed è per questo sempre meglio contattare le autorità locali prima di improvvisare un intervento.