Logo

Temi del giorno:

Daniela Manda, 39 anni, è stata ascoltata dal pm un mese dopo la terribile aggressione fuori dal supermercato Lidl. Tra le altre cose, teme di perdere il lavoro da magazziniera: una delle 14 coltellate le ha gravemente lesionato il tendine di una mano

Seriate. La voglia di parlare è inversamente proporzionale alla sofferenza che traspare dallo sguardo e dal tono di voce, quello che scandisce le uniche parole pronunciate davanti a uno sparuto gruppo di giornalisti sotto casa: “Non rilascio dichiarazioni”. Mercoledì mattina, però, Daniela Elena Manda ha parlato con il pubblico ministero Emma Vittorio. Lo ha fatto un mese dopo la terribile aggressione che il 6 gennaio quasi le costò la vita. A ferirla, con almeno 14 coltellate, fuori dal supermercato Lidl di Seriate, il marito Daniel Manda, camionista di 48 anni oggi in carcere con l’accusa di tentato omicidio e stalking. In passato già denunciato per maltrattamenti, la moglie aveva rimesso la querela nella speranza di una tregua.

Durante l’interrogatorio – più volte rinviato per problemi di salute – la donna, 39enne di origini romene come il marito, avrebbe confidato al pm di avere paura. “Paura di lui”, perché quando uscirà dal carcere non sa cosa succederà. Una delle coltellate le ha perforato un polmone, un’altra le ha reciso il tendine di una mano. Vista l’impossibilità di sforzarla, tra le tante preoccupazioni c’è anche quella di perdere il lavoro da magazziniera; lo stesso lavoro che il marito non vedeva di buon occhio e che sperava lei abbandonasse. A quanto pare l’uomo, che non accettava la separazione, era anche ossessionato dall’idea che la moglie avesse un amante. Pur di essere lasciata in pace, Daniela era arrivata al punto di dirgli che sì, frequentava un altro. Anche se un altro – avrebbe chiarito alla pm – non c’era affatto.

Di quella tragica mattina, la 39enne ricorda quasi tutto. A partire dallo schiaffo in volto, preludio di una furia incontrollata degenerata in una raffica di coltellate. Una furia interrotta soltanto dal provvidenziale intervento di alcuni passanti. Tra loro, c’è chi ha lanciato sassi. E chi ha preso a ombrellate l’aggressore che si era presentato nel piazzale del supermercato. Come Nicola Rea, 28 anni, militare fuori servizio del 3° Reggimento Sostegno Aves Aquila di Orio al Serio, rimasto ferito a un orecchio. O Stefano Lussana, 42enne elettricista di Pedrengo che ha accostato il furgone senza nemmeno spegnerlo pur di intervenire. Anche una commessa del supermercato è stata encomiabile. Daniela avrebbe espresso il desiderio di incontrarli, per ringraziarli di persona dopo avere visto i servizi in tv.