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In Brasile per sfuggire alla bancarotta, arrestato in aeroporto

M.R., 50 anni, si è consegnato di sua spontanea volontà su suggerimento dell’avvocato. Disposto il sequestro, finalizzato alla confisca, di oltre 5 milioni e mezzo di euro

Si è consegnato di sua spontanea volontà, su suggerimento dell’avvocato. M.P., 72enne imprenditore di Urgnano, è stato arrestato martedì all’aeroporto di Malpensa di rientro dal Brasile, dove secondo la Procura di Bergamo si era rifugiato dopo aver compreso i rischi che correva a livello giudiziario. I militari della Guardia di Finanza lo hanno atteso allo scalo milanese insieme alla Polizia di frontiera e ora si trova in carcere a Busto Arsizio.

Insieme ad altre sette persone è accusato di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta e malversazione ai danni dello Stato. Alcuni di loro sono stati arrestati, altri sono indagati senza misure cautelari. A coordinare l’inchiesta il pubblico ministero Emma Vittorio, sulle tracce di un’ingente bancarotta fraudolenta ai danni di una società operante nella Bassa Bergamasca.

Stando a quanto ricostruito, i membri del sodalizio incassavano i finanziamenti statali che servivano ad aiutare piccole e medie imprese durante e dopo la pandemia. I soldi, però, non alimentavano l’attività dell’azienda, al contrario: venivano dirottati in Bulgaria e usati per altre finalità. Tra il 2020 e il 2022, per esempio, incassarono un milione di euro. Fondi che poi spesero in Italia, utilizzando carte di credito emesse dalle banche del Paese est-europeo. Il gip ha disposto il sequestro, finalizzato alla confisca, di oltre 5 milioni e mezzo di euro.