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“D(i)ritti in Biblioteca”, al via la rassegna che dà voce alle donne

Un ciclo di 9 incontri, alla biblioteca Tiraboschi, per raccontare, attraverso i libri, i diritti e combattere le violenze di genere

Bergamo. Biblioteche non solo come luoghi di cultura e conoscenza, ma anche come casse di risonanza dei diritti. È con questo spirito che nasce la prima edizione di “D(i)ritti in Biblioteca”, una rassegna culturale, che ruota intorno al mondo dei libri, dedicata alla promozione della letteratura femminile e alla sensibilizzazione sui diritti delle donne. Nove appuntamenti, pensati e organizzati con una cadenza mensile, a partire dal mese di febbraio, che hanno l’obiettivo di spalancare le menti e le coscienze su temi di stretta attualità e di forte impatto sociale. La lettura, e in questo caso anche l’ascolto, sia nel caso del reading che nella presentazione di alcune opere, come veicolo di sapere di vita vera e come consapevolezza, senza distinzione alcuna. Una kermesse alla sua prima edizione che lavora già sulla seconda e ha come fondamenta anche e soprattutto la capacità di fare rete, di inserirsi e fare tesoro del tessuto sociale con il fine di coinvolgere e suscitare pensieri e riflessioni, dare voce alle donne, fare rete confermando ancora una volta la sensibilità del mondo bibliotecario ad aprirsi alla città nell’incontro, nel dialogo e nel confronto. Deus ex machina dell’iniziativa la direttrice della biblioteca Tiraboschi, Laura Boni, responsabile dello SBU, dove il ciclo di appuntamenti troverà casa, insieme alla vice presidente dell’associazione Il cerchio di gesso Nadia Savoldelli, al contributo del Comune di Bergamo nel corpo del suo assessorato alla Cultura, a quello dell’associazione Aiuto Donna, presente al racconto dell’iniziativa con Oliana Maccarini, e a Fondazione della Comunità Bergamasca che ha concorso a sostenere economicamente la rassegna.

“Si tratta di un’iniziativa molto importante che testimonia lo straordinario tesoro delle nostre biblioteche – così l’assessore alla Cultura Sergio Gandi –. Un luogo bellissimo, per il quale ci stiamo impegnando anche dal punto di vista dei lavori pubblici, con il complemento degli interventi di riqualificazione degli spazi interni ed esterni. Iniziative come queste raccontano infatti di luoghi che, in questo modo e in mille altri, trovano e vivono anche di altro respiro, accessibili e attrattivi non solo perché depositari della conoscenza, ma anche centri di partecipazione e di incontro della cittadinanza, con una valenza sociale molto alta. Rispetto al tema dei diritti, cuore nello specifico di questa rassegna, credo che la città abbia fatto molto e molto si debba ancora fare, ma penso anche che il passo ulteriore sia quello di rendere protagonisti gli uomini, causa di quanto di drammatico accade alle donne. Il tema è centrale e anche il fatto che io sia presente oggi credo sia un segno tangibile. Parliamo di un appuntamento fondamentale perché promuove e valorizza le voci femminili, affrontando temi attuali e derimenti come la violenza genere e la mancanza di diritti e farlo stringendo alleanze rafforza e avvalora l’impegno. Del resto cambiamenti epocali e culturali hanno ragione di esistere e vengono stimolati se suscitano cambiamenti emotivi. Solo così è possibile fare il salto di scala”.

“D(i)ritti in Biblioteca” non è infatti solo un momento di ascolto: grazie al coinvolgimento di volontari e di docenti universitari, gli incontri si trasformeranno in veri e propri laboratori di pensiero, dove il pubblico sarà invitato a partecipare attivamente, condividendo le proprie esperienze e riflessioni. L’obiettivo è quello di creare un senso di comunità e di promuovere un dialogo costruttivo sulla condizione femminile.” – spiega la responsabile dello SBU Laura Boni – “La Biblioteca Tiraboschi, sede degli incontri, rappresenta uno spazio pubblico sicuro e accogliente, dove le donne possono sentirsi libere di esprimere le proprie opinioni e di confrontarsi. La biblioteca diviene, quindi, fondamentale punto di riferimento culturale e sociale, il luogo dove accedere ad informazioni e conoscenze e dove costruire una società più equa e inclusiva.”

“Siamo convinti che la cultura sia uno strumento potente per abbattere le barriere della discriminazione e che possa diventare uno strumento di trasformazione sociale. Con questo progetto vogliamo offrire un contributo concreto alla costruzione di una comunità inclusiva, dove la voce delle donne sia sempre al centro e sia sostenuta nella loro lotta quotidiana per i diritti e la dignità. Inoltre tutto questo è il frutto di un lavoro di rete: siamo del parere infatti che collaborare con istituzioni e realtà territoriali sia fondamentale per amplificare l’impatto delle nostre azioni, al fine comune di costruire un futuro migliore per tutte e tutti”, così il presidente dell’Associazione Il Cerchio di Gesso APS, Camillo Carboni, con la vicepresidente Nadia Savoldelli

“Se i diritti non sono abitati, si perdono. Per questa ragione questa rassegna rappresenta un’occasione importate per continuare a ricordare cosa sono i diritti soprattutto a coloro che non sanno riconoscerli. L’ONU nel 1993 ha affermato il diritto di una donna ad essere libera dalla violenza ma ha anche atteso fino al 2014, con la Convenzione di Istambul, nel dare uno strumento giuridico valido per esercitarlo. Ricordiamoci che quando una donna varca la soglia del centro antiviolenza porta con sé un bagaglio pieno di diritti mancati. L’impegno quindi ad abitare i diritti deve essere costante e collettivo e D(i)ritti in Biblioteca è un modo significativo per farlo”, ha concluso Oliana Maccarini, presidente dell’Associazione Aiuto Donna.

La proposta è il frutto di una collaborazione tra numerose associazioni del territorio, a testimonianza di un impegno condiviso per la promozione della parità di genere e della cultura del rispetto.

Il progetto è stato realizzato grazie al contributo di: Fondazione della Comunità Bergamasca, associazione La mimosa, Soroptimist Bergamo, Donne per Bergamo-Bergamo per le donne e il Comitato Pari Opportunità dei sindacati Cisl, Cgil, Uil. E la collaborazione di: assessorato Politiche sociali, assessorato Pari Opportunità del Comune di Bergamo, associazione Aiuto Donna-Uscire dalla violenza ONLUS, associazione La Svolta, COOP Lombardia, Cooperativa Sirio.

Inizieremo giovedì 13 febbraio 2025 con Emanuela Canepa che, con il suo romanzo d’esordio “L’animale femmina” ha vinto il premio Calvino 2017, il premio italiano più importante assegnato ai nuovi autori. Il 13 febbraio presenteremo il suo ultimo romanzo “Resta con me, sorella”, nel quale figura centrale è sempre la donna, capace di affrontare sfide, difficoltà, sacrifici, per raggiungere obbiettivi e realizzare i propri sogni. Venerdì 21 febbraio 2025 Un viaggio storico e letterario, a partire dall’Enciclica di Papa Giovanni XXIII, con una ospite d’eccezione, Lucilla Giagnoni, ed il reading “I diritti nella pace”. Un’occasione per meditare sui concetti di Pace e Giustizia dato che “pensavamo di esportare diritti, mentre in realtà stiamo importando privazioni di diritti”. Giovedì 6 marzo 2025 con il Circolo dei Narratori daremo voce a Annie Kopchovsky, conosciuta ome Annie Londonderry, che grazie alla sua caparbietà e determinazione compie il giro del mondo in bicicletta. I Narratori Volontari leggeranno “Annie. Il vento in tasca” di Roberta Balestrucci Fancellu. Giovedì 20 marzo 2025 in occasione della presentazione dell’Archivio delle Filosofe di SWIP-Italia (Società italiana per le donne in filosofia), in collaborazione con Università degli Studi di Bergamo, ospiteremo Claudia Bianchi, professoressa ordinaria presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute S. Raffaele, dove insegna “Pragmatica del linguaggio”, “Comunicazione e cognizione” e dirige il Centro Gender (Interfaculty centre for gender studies). Il confronto con Carla Bianchi prenderà spunto dal libroHate speech. Il lato oscuro del linguaggio”. Giovedì 27 marzo2025 sarà la volta di Federica Molteni con il reading Partigiane: La guerra non ha il volto di donna”. Nell’ottantesimo anniversario della Liberazione abbiamo scelto la proposta di parlare della guerra attraverso i corpi delle donne, attraverso il loro modo di stare nel mondo rovesciato che la guerra porta con sé, senza imbracciare le armi, senza violenza, senza retorica o eroismi. Giovedì 10 aprile 2025 una donna e autrice di grande sensibilità quale Ada Celico che, dopo anni di violenze subite, ha saputo “spezzare le catene” e dedicarsi alle donne maltrattate, dando loro voce nel libro “Io e le spose di Barbablu”, che vuole essere una denuncia ma anche un messaggio di speranza. A dieci anni di distanza da quell’esordio, Ada Celico ci presenta Femminota il suo ultimo libro, nel quale descrive le femminote dello Stretto di Messina, donne di commerci e di sale, contrabbandiere per necessità che nascondevano il prezioso minerale nella doppia fodera dei loro vestiti. Il libro è un inno al coraggio e alla forza di queste donne, capaci di grandi fatiche in nome della propria libertà.

Venerdì 9 maggio 2025 un’ospite ormai conosciuta dai mass media, per la cui presenza abbiamo dovuto particolarmente insistere: Laura Pigozzi, psicologa -psicoanalista “appassionata di umanità”, come lei stessa si definisce.  Attraverso l’ultima suapubblicazione “L’Età dello Sballo: giovani, droghe, psicofarmaci, tra conformismo e dipendenza”verrà affrontato il tema delle dipendenze affettive, spesso alla radice della violenza maschile sulle donne. Giovedì 22 maggio 2025 sarà la volta di “Lo statuto delle lavoratrici, Come ti senti, a cosa hai diritto, dove possiamo cambiare”:un saggio sulla qualità del lavoro di tutti, a partire dal lavoro femminile. Dalla penna di Irene Soave, giovane giornalista del Corriere della Sera, che interpreta l’attualità con sguardo disincantato ma prefigurando prospettive e possibilità, la rivisitazione di alcuni articoli dello statuto dei lavoratori, leggendoli alla luce di quanto succede oggi alle donne e tra le donne nel mondo del lavoro.

Giovedì 29 maggio 2025 la rassegna si chiude, non a caso, con la lunga esperienza di una attivista femminista quale Rosangela Pesenti, Counselor Professionista, Storica, Phd in Epistemologia della complessità e Antropologia,Analista Transazionale, svolge da vent’anni attività di formazione e consulenza per donne e uomini, genitori, insegnanti, studenti sui temi del disagio, della gestione nonviolenta dei conflitti, della differenza di genere e della storia politica delle donne. Presente dal 1978 nell’UDI (Unione Donne Italiane ora Unione Donne in Italia) è stata Presidente dell’Associazione nazionale Archivi UDI dal 2015 al 2019 La riflessione partirà dal libroCome sono diventata femminista edito nel 2020 che riassume sogni, lotte, conquiste, sconfitte.