Bergamo offre lavoro: 73 nuovi giovani talenti per l’industria orobica
Arrivano da Etiopia ed Egitto grazie alla sinergia della territoriale bergamasca con Its Academy Nuove Tecnologie della Vita. I ragazzi stanno frequentando corsi formativi e verranno inseriti nel sistema produttivo locale
Auditorium di Confindustria. Un unicum sul territorio nazionale che offre una nuova prospettiva per contrastare il gelo demografico e la mancanza di personale specializzato nell’industria orobica: ma l’obiettivo non è solo formare i lavoratori del futuro, bensì trovare nuovi cittadini che possano offrire linfa vitale al territorio bergamasco.
È realtà tangibile il progetto di internazionalizzazione dell’Its Academy Nuove Tecnologie della Vita, sostenuto da Confindustria Bergamo, che prevede l’attivazione di tre hub internazionali ad Addis Abeba in Etiopia, a Il Cairo in Egitto e a Tunisi in Tunisia. L’iniziativa rappresenta un vero e proprio “ponte” tra l’Africa e la Bergamasca, dove negli scorsi mesi sono sbarcati 73 giovani africani per frequentare corsi formativi ed essere poi inseriti nel sistema produttivo.
“La Bergamasca è il cuore europeo della manifattura evoluta – esordisce Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo -. La città di Bergamo è prima in Italia per la qualità della vita, un primato che necessita attenzione e cura. Ora l’imperativo è sostenere questa competitività, investendo con determinazione sulle imprese e sul capitale umano”.
“Le previsioni demografiche sono drammatiche – continua Ricuperati -. La denatalità è un problema crescente, ogni anno le scuole italiane perdono 100mila studenti. Le aziende bergamasche faticano a trovare personale e la mancanza di competenze rischia di limitare gli investimenti”. La territoriale bergamasca ha così deciso di guardare oltre i confini della penisola, scegliendo Paesi come Egitto ed Etiopia dove già operano numerose aziende associate. I primi studenti protagonisti del programma – 50 uomini e 23 donne tra etiopi ed egiziani, tutti diplomati e in alcuni casi laureati – hanno iniziato i corsi formativi lo scorso 17 dicembre, mentre da gennaio 2026 prenderanno il via le attività di tirocinio.
“La mission alla base della nostra azione è costruire una connessione tra formazione tecnica e mercato del lavoro – spiega Giuseppe Nardiello, presidente Its Academy Nuove Tecnologie della Vita -. Lavoriamo in costante sinergia con le imprese: ci comunicano le loro necessità e noi le traduciamo in percorsi formativi”. Una formula di successo che ha portato ad un’esplosione dei corsi che ora inglobano le biotecnologie, la chimica, il settore farmaceutico e quello industriale: dal 2011 sono mille gli studenti diplomati.
Secondo i dati elaborati dall’ufficio studi di Confindustria solamente il 47% delle aziende bergamasche nel corso del 2024 non ha avuto problemi ad individuare il personale adatto alle proprie esigenze: il 32% (1 su 3, ndr) dispone di un ridotto numero di candidati, mentre il 17% incontra persone ritenute “inadatte”. Solamente il 25% dei giovani bergamaschi possiede un diploma terziario, quasi la metà della media europea (44%, ndr).
“Dati tragici che, uniti alla fotografia demografica, mostrano l’urgenza di interventi strutturali – commenta Paolo Piantoni, direttore generale di Confindustria Bergamo -. La provincia di Bergamo entro il 2043 perderà qualcosa come 70mila addetti. L’innovazione tecnologica compenserà in parte la richiesta, ma non sarà in grado di pareggiarla”.

“Questo nuovo approccio potrebbe soverchiare il concetto di immigrazione in Italia – osserva Piantoni -. Si tratta di un’opportunità sistemica: la selezione di talenti in paesi esteri porterà ad un incremento del numero di giovani formati dopo il diploma. La sfida ancora più grande è radicare i ragazzi sul territorio, formare cittadini che vogliano intrecciare la loro vita con la storia di Bergamo”.
I corsi frequentati dai talenti selezionati nel continente africano sono quattro, due in lingua inglese (“Pharmaceutical Plant and Productions” e “Industrial Process Management”) e due in italiano (“Materiali Innovativi e “Informatica Biomedicale 4.0”). A supporto sono previste lezioni dedicate all’allineamento delle competenze e 250 ore di insegnamento della lingua italiana. Le attività didattiche si svolgono tra l’Istituto Natta e le sedi dell’Academy a Brembate e a Treviolo.
Lo step mancante, il prossimo passaggio della progettualità, è legato alla residenzialità: un tema fondamentale quello della casa, chiave per attrarre i talenti. I primi giovani arrivati in Bergamasca sono stati disseminati in quattro Comuni: 26 in città, 20 a Brembate, 10 a Treviolo e 19 a Clusone, nella Casa dell’Orfano. Confindustria e le autorità politiche dicono di star lavorando per trovare una soluzione in modo da dare vigore alla sinergia con l’Academy e continuare a mettere al centro la persona.
Il focus sui comparti di chimica, gomma e materie plastiche
Durante il convengo un focus specifico è stato posto su due comparti. In primo luogo quello della gomma e delle materie plastiche, un’industria che in Bergamasca conta oltre 13mila addetti (prima sul territorio nazionale) e 640 aziende. “Le imprese associate hanno partecipato al progetto perchè vogliono affrontare le sfide del futuro – spiega Silvio Dorati, presidente Gruppo Materie Plastiche e Gomma di Confindustria Bergamo -. Nel comparto sono tre le sfide fondamentali: il riciclo, le modalità di recupero dei rifiuti e la ricerca di nuovi polimeri”.
Poi l’industria chimica, che nel mondo vale circa 5.200 miliardi di euro. “Il 95% dei manufatti di uso comune sono disponibili a costi accessibili grazie alla chimica – sottolinea Mariella Giannattasio, presidente Gruppo Chimici di Confindustria Bergamo -. Questo settore ha un ruolo cruciale nella soddisfazione dei fabbisogni della popolazione mondiale. Le nostre aziende cercano personale nei nuovi ruoli che sono chiamati a gestire la transizione ecologica: i giovani saranno i protagonisti delle professionalità del futuro”.
Gli interventi delle autorità politiche
“Le nostre imprese attendono una risposta concreta ai cambiamenti in atto, il gelo demografico non aspetta più nessuno – dichiara Simona Tironi, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia -. Dobbiamo istituire delle priorità in modo da dare forma ad una visione che possa rispondere alle sfide del futuro. L’internazionalizzazione non può che giocare un ruolo di primo piano: non possiamo più guardare solamente nei nostri confini”.
“La capacità attrattiva delle aziende bergamasche ha sempre dato la possibilità ai giovani di essere inseriti tempestivamente nel mondo del lavoro – afferma Pasquale Gandolfi, presidente della Provincia di Bergamo -. È fondamentale fare in modo che l’investimento vada a vantaggio del nostro tessuto economico e sociale. Bisogna migliorare l’attrattività del territorio: penso a percorsi abitativi di inclusione, per dare la possibilità a questi giovani di realizzarsi e inserirsi nella nostra società”.
“Il corso Its nella scuola italiana della capitale è stato aperto in tempi record – aggiunge l’ambasciatore italiano ad Addis Abeba Agostino Palese, collegato in videochiamata -. Vogliamo continuare a cooperare per sviluppare insieme nuove sinergie”.
“Creare l’ecosistema Bergamo”
Il convegno si è chiuso con una tavola rotonda che ha posto l’attenzione sull’importanza di creare un ecosistema economico, sociale e culturale che favorisca l’integrazione dei ragazzi. A fianco delle attività didattiche i 73 giovani sono stimolati da visite guidate, incontri con le comunità e attività ludiche.
“Un’azienda media deve entrare a quattro mani nella formazione, creando percorsi condivisi per sperimentare nuovi indirizzi – dice Marco Manzoni, vicepresidente Confindustria Bergamo -. Le imprese bergamasche devono aumentare la loro attrattività, dobbiamo mettere i giovani nelle condizioni di scoprire le loro capacità con uno spirito di integrazione”.
“Il progetto è l’opportunità di accogliere persone che diano un valore aggiunto in termini di competenze, oltre che una crescita culturale per il territorio – sottolinea Massimo Morstabilini, sindaco di Clusone -. Sotto l’Orologio stiamo già svolgendo attività di coinvolgimento dei ragazzi nella vita di comunità”.
“Chiave sarà dare la possibilità a questi ragazzi di crescere come persone – riflette don Cristiano Re, delegato vescovile per la vita sociale e la mondialità -. Non si tratta solo di accogliere una cultura diversa dalla nostra, ma trasformare il nostro modo di vivere per diventare cittadini del mondo”.
“This chance changed our lives (“Questa possibilità ha cambiato la nostra vita”, ndr)” confida dal palco Abigail, una della giovani etiope arrivate a Bergamo. E, forse, potrebbe cambiare anche il destino del tessuto economico e sociale bergamasco.


