Le strategie
|Itema e la sfida dei telai connessi nel mondo: “Macchinari da ripensare, spingendo forte sulla servitizzazione”
Tra i principali produttori mondiali di macchine per la tessitura con sede a Colzate, conta 300 milioni di fatturato e più di mille addetti: ogni anno produce circa 4mila macchinari
Modificare il proprio modello di business tradizionale, per sfuggire alla commoditizzazione e offrire ai propri clienti una servitizzazione spinta che generi nuovo valore: è una sfida epocale quella che attende le imprese del settore meccatronico, chiamate a ripensarsi profondamente per giocarsi le proprie chance di competitività su nuovi tavoli, sfruttando le enormi potenzialità date dall’Intelligenza Artificiale e da una gestione consapevole dei dati.
Un processo chiave che Itema, tra i principali produttori mondiali di macchine per la tessitura con sede a Colzate, ha già avviato: con 300 milioni di fatturato e più di mille addetti, il gruppo “sforna” ogni anno circa quattromila telai e attualmente può contarne quindicimila connessi in tutto il mondo che forniscono un flusso continuo di dati.
“L’arrivo massiccio di dati sta impattando notevolmente il modo con cui concepiamo il nostro gruppo e la nostra industria, sia dal punto di vista del processo che da quello del prodotto – spiega Ugo Ghilardi, Ad di Itema Group -. Dal punto di vista del processo dobbiamo migliorare o evolvere il nostro modo di produrre, rendendo più leggeri e veloci i tempi di risposta, a problematiche interne ed esterne, anche lungo la supply chain in un’ottica di grandissima flessibilità. Questo è l’elemento fondamentale dell’utilizzo del dato e dell’elaborazione dello stesso tramite l’Intellingeza Artificiale”.
“Lato prodotto – continua Ghilardi – significa invece ripensare i nostri macchinari, immaginandoli come nativi digital che oggi non sono perché progettati nel 2010 o nel 2015. La tecnologia per noi è fondamentale perché, a costi competitivi, riusciamo ad avere molti più dati. Stiamo progettando un sistema meccatronico che possa darci ancora di più e si sappia autoregolare il più velocemente possibile. Ma abbiamo bisogno anche di una fabbrica che possa produrre quel tipo di macchina e che sia flessibile: in questo senso si inserisce il progetto sul sito di Ponte Nossa, che mira ad avere macchinari più evoluti ma con costi minori”.
Ma la sfida vera, si diceva, è sul piano della servitizzazione: “Dobbiamo capire se possiamo abbinare questo modello di business ai più tradizionali Capex od Opex – aggiunge l’Ad di Itema – Sappiamo che i macchinari di nuova generazione ce lo permetterebbero, ma dobbiamo capire per quale valore aggiunto l’utilizzatore è disposto a pagare. Non basta: abbiamo bisogno di infrastrutture di carattere finanziario, assicurativo e contrattuale che ci permettano di applicare questo modello su ampia scala, anche in Paesi complessi a livello normativo come quelli asiatici, africani e sudamericani. C’è un grande lavoro da fare a livello istituzionale”.
Ed è proprio qui, su questo specifico punto, che secondo Ghilardi si gioca la sfida della competitività: “Siamo chiamati a un ripensamento profondissimo e in tempi limitatissimi. Non possiamo più permetterci di stare sul mercato alle stesse condizioni del 2020, dobbiamo modificare i nostri processi, i nostri prodotti, il nostro modo di essere aziende”.
In Itema, ormai, tutta la parte di ingegneristica è impegnato sul tema della gestione del dato, in particolare nel centro di ricerca Itemalab nato nel 2014 all’interno del parco scientifico e tecnologico Kilometro Rosso.
“I costruttori cinesi di telai – spiega Ghilardi – hanno strutturato un sistema di raccolta dati talmente forte che in questo momento sono molto più avanti di noi rispetto alla creazione di una piattaforma basata sui dati. Sarebbe un grande progetto Made in Italy quello di crearne una per la servitizzazione. Il dato è un elemento imprescindibile, ma monetizzare il dato e costruire il valore e il modello di business sul dato è la vera sfida. Ho il timore che le piattaforme cinesi si stiano occupando molto anche del business model del dato applicato sul macchinario”.
Nell’ottica 2025, Itema si attende un ulteriore anno di transizione, così come all’orizzonte ne prevede altri tre di riequilibrio: “Ci aspettiamo di andare molto bene in Asia, Cina e India in particolare, di crescere negli Stati Uniti e di reggere in Europa, Turchia inclusa, dove la situazione è instabile. Però siamo in un momento di riequilibri internazionali e crediamo che saranno elementi molto lunghi: dobbiamo avere la capacità di reagire in modo molto veloce, perché i tempi di risposta sono fondamentali”.

