Logo

Temi del giorno:

Brunori Sas debutta a Sanremo, in scena le gioie e le paure sulla paternità
Foto da Wiki

Il cantautore calabrese, che nel 2019 aveva affiancato gli Zen Circus nella serata dei duetti, si presenta al pubblico del festival con tutta la sua emozione

Debutta all’Ariston Brunori Sas, il cantautore cosentino amato dal suo pubblico per la sua poetica profonda, che trasforma la realtà del quotidiano in pura emozione. La sfida per lui a Sanremo sarà quella di rimanere fedele a se stesso e al proprio pubblico, facendosi al contempo conoscere da ascoltatori nuovi e lontani dalla sua nicchia: “Mi incuriosisce mettermi alla prova in un contesto in cui tutti quanti siamo cresciuti, uno dei pochi momenti veramente nazional popolari in quest’epoca di frammentazione, e confrontarmi con un pubblico molto più grande del mio”, ha commentato l’artista.

L’impresa non è semplice, ma sembra proprio che Brunori abbia tutte le carte per poter brillare e far emozionare il pubblico del festival: il suo brano in gara s’intitola “L’albero delle noci” e racconta la paternità con l’aiuto di una melodia chiaramente degregoriana. Parla della gioia e della rivoluzione che un figlio porta e di come una nascita sia anche una rinascita, ma anche della paura e del senso di inadeguatezza che il diventare genitore comporta.

L’emozione dunque, ci si immagina, è dietro l’angolo, non solo per il pubblico, ma anche per il cantautore stesso, il quale sente particolarmente intimo il tema della canzone per via della vicinissima nascita della figlia Fiammetta, che Brunori racconta essere stata l’ispirazione e il motore della canzone.

Durante la serata delle cover l’artista si esibirà insieme a due artisti, Riccardo Sinigallia e Antonio Di Martino, che definisce “due pezzi di cuore”: “A entrambi devo molto, per ragioni umane e artistiche – dichiara Brunori -, saperli lì mi rende felice e anche più sereno nell’affrontare quella baraonda come se fossimo a casa nostra a suonare con gli amici”. Anche per questo il trio ha deciso di portare sul palco dell’Ariston una cover di L’anno che verrà di Lucio Dallla.