Aruba a Telefisco: “Il 2025 segna i 20 anni della Pec, un pilastro della digitalizzazione in Italia”
“Strumenti come la Pec stanno portando un grosso contributo alla trasformazione digitale del Paese. Si attestano infatti a circa 3,5 miliardi di euro i benefici economici derivanti dal suo impiego nel periodo 2008-2022″
“Nel 2025 la Pec compie 20 anni, per cui pensiamo sia essenziale celebrare un pilastro della digitalizzazione in Italia”. È quanto ha commentato Stefano Sordi, Direttore Generale di Aruba, azienda leader in ambito Pec con 9 milioni di caselle gestite, nel corso di Telefisco. L’evento del Sole 24 Ore, che punta a chiarire le novità fiscali dell’anno, si è svolto oggi presso l’Auditorium Aruba nella cornice del Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro.
È proprio nel 2005 che la Posta Elettronica Certificata prende forma, diventando ciò che è oggi. “Oltre allo strumento in sé, che consente comunicazioni certificate e assicura l’integrità del loro contenuto, – ha spiegato Sordi – la Pec rappresenta un successo italiano in termini di tecnologia. È un sistema che è riuscito a facilitare la comunicazione tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione e continua a farlo. Dopo 20 anni, possiamo dire che la Pec è ancora in perfetta forma, tanto da essere entrata nel gergo comune ed è considerata da tutti lo standard delle comunicazioni che necessitano di un invio ed un recapito certo. La sua crescita non cenna ad arrestarsi, come dimostrano i dati di nuove attivazioni che continuano ad aumentare, mentre si evolve per essere utilizzata anche in Europa”.
“Strumenti come la Pec stanno portando un grosso contributo alla trasformazione digitale del Paese – ha proseguito Sordi -. Si attestano infatti a circa 3,5 miliardi di euro i benefici economici derivanti dal suo impiego nel periodo 2008-2022, sulla base di una serie di criteri che misurano gli effetti della sostituzione della tradizionale raccomandata cartacea con l’equivalente digitale.”
I dati emergono dallo studio di Idc ‘Benefici e opportunità della Pec: pilastro dei servizi digitali fiduciari del futuro’. Secondo lo studio, la Pec sta producendo ulteriori 2,5 miliardi di euro di benefici economici tra il 2023 e il 2026, di cui circa 650 milioni nel solo 2026. Anno in cui saranno circa 20 milioni le caselle Pec attive, che genereranno quasi 3 miliardi e mezzo di messaggi certificati.
Non solo, si stima che l’utilizzo della Pec nel 2026 ridurrà significativamente gli spostamenti verso uffici postali, uffici pubblici e sedi di aziende generati dall’invio di una raccomandata tradizionale, evitando 349 milioni di chilometri di tragitti superflui, con un risparmio di 107 mila tonnellate di CO2 emesse. Lo spazio di archiviazione si ridurrà di 1,7 milioni di metri quadrati e, grazie al minore utilizzo di carta, saranno salvati oltre 70 mila alberi.
Questi dati arrivano in un momento cruciale, in cui il settore dei Trust Services sta attraversando una fase di trasformazione decisiva. La Pec, infatti, si sta evolvendo per diventare un sistema di recapito certificato qualificato utilizzabile in Europa. Questo traguardo consentirà a tutti gli utenti di utilizzare il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata anche per le comunicazioni verso utenti, enti ed imprese europee, mantenendo il valore legale e la sicurezza che da sempre contraddistinguono lo strumento.
Aruba
Aruba Spa (www.aruba.it) fondata nel 1994, è il principale provider italiano di servizi cloud, data center, hosting, e-mail, registrazione domini e Pec. La società, con un capitale interamente italiano, conta 16 milioni di utenti e gestisce una vasta infrastruttura distribuita su 7 Data Center che ospita oltre 2,7 milioni di domini registrati, 9,8 milioni di caselle e-mail, 9 milioni di caselle PEC e migliaia di infrastrutture IT di clienti. Aruba Pec e Actalis sono le due Certification Authority del gruppo, accreditate presso AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) per la fornitura di servizi qualificati. L’infrastruttura Aruba è inoltre qualificata da ACN per trattare i dati ordinari, critici e anche strategici della PA. In 30 anni di attività, Aruba ha sviluppato un’ampia esperienza nella progettazione e nella gestione di data center ad alta tecnologia, di proprietà e distribuiti su tutto il territorio italiano. Il più grande si trova a Ponte San Pietro ed è caratterizzato da infrastrutture e impianti green-by-design conformi ai più elevati standard di sicurezza del settore (Rating 4 Ansi/TIA-942, ISO 22237), a cui si aggiunge l’Hyper Cloud Data Center a Roma, che si estende in un’area di 74.000 metri quadrati al Tecnopolo Tiburtino e a pieno regime comprenderà 5 data center indipendenti. Aruba implementa soluzioni di efficienza energetica nei suoi data center, dimostrando il suo impegno per la sostenibilità e, inoltre, produce energia pulita attraverso impianti fotovoltaici e centrali idroelettriche. Il network delle infrastrutture si estende anche in Europa, con un data center di proprietà in Repubblica Ceca e strutture partner situate in Francia, Germania, Polonia e Regno Unito.


