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Giornata contro il cancro, Lucia De Ponti: “Sosteniamo tutti la ricerca”
Foto da Wiki

La presidente di Lilt Bergamo illustra i significati della ricorrenza del 4 febbraio

Il 4 febbraio è la giornata mondiale contro il cancro. Ogni anno questa ricorrenza pone l’attenzione e invita a riflettere sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e della ricerca scientifica.

Abbiamo intervistato Lucia De Ponti, presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori – Lilt Bergamo, chiedendole di illustrarci i molteplici significati di questa data.

Qual è il senso della giornata mondiale contro il cancro?

Questa ricorrenza ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione della popolazione sulle patologie oncologiche. È importante parlarne per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, perché una percentuale molto alta di queste malattie può essere prevenuta adottando corretti stili di vita. Nel caso in cui il cancro si sviluppi, invece, è fondamentale la diagnosi precoce, che costituisce un altro cardine posto in evidenza in questa giornata.

Spesso si sente parlare di “corretti stili di vita”, ma che cosa s’intende esattamente con questa espressione?

Quando parliamo di corretti stili di vita intendiamo innanzitutto dire di adottare e seguire sane abitudini alimentari. Significa osservare un’alimentazione che tenga conto di un corretto apporto calorico (senza esagerazioni) e un adeguato consumo di frutta e verdura (l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di mangiarne quotidianamente 400 grammi, corrispondente a circa cinque porzioni, come recita lo slogan “five a day”), limitare il consumo degli insaccati e delle carni lavorate, preferire riso e pasta integrali rispetto a quelli raffinati, limitare il consumo di alcol e dire un no deciso al tabacco, in tutte le sue forme, dalle sigarette classiche a quelle elettroniche e ai dispositivi a tabacco riscaldato. Ovviamente il no riguarda anche le droghe, che sono già vietate per legge. L’altro pilastro dei corretti stili di vita è il movimento: si deve evitare di condurre una vita troppo sedentaria.

La nostra società spinge nella direzione opposta

Purtroppo è vero. La Lilt ha svolto un bellissimo lavoro sull’alimentazione coinvolgendo diversi studenti che hanno imparato com’è la corretta nutrizione. A un certo punto, però, abbiamo chiesto che cosa mangiassero una volta tornati a casa e hanno risposto che escono da scuola verso le 13.30-13.45, quindi rincasano verso le 14.45-15 e aprono il frigorifero consumando quello che trovano. Evidentemente non va bene: significa che la scuola e più in generale la nostra società devono modificare la propria organizzazione tenendo conto di queste esigenze, altrimenti diciamo qualcosa ma poi non lo mettiamo in pratica.

Cosa si intende, invece, per diagnosi precoce?

Significa utilizzare gli strumenti che ci vengono messi a disposizione da Regione Lombardia attraverso le campagne di screening. Per alcune forme di tumore abbiamo a disposizione importanti opportunità, valutate in base alle tipologie di popolazione. Più precisamente, per la prevenzione del cancro al seno si può contare sullo screening mammografico che viene offerto annualmente alle donne dai 45 ai 49 anni e a cadenza biennale per le donne dai 50 ai 74 anni, mentre per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del colon retto, per gli uomini e le donne dai 50 ai 74 anni ogni due anni c’è lo screening che analizza la presenza di tracce di sangue occulto nelle feci. Vi è, poi, lo screening per la prevenzione del tumore della cervice uterina, differenziato per fasce d’età e tenendo conto del completamento del ciclo vaccinale, perché possiamo contare su un vaccino contro il papilloma virus. Recentemente, inoltre, Regione Lombardia ha promosso lo screening per il tumore della prostata, introdotto lo scorso novembre e indirizzato agli uomini dai 50 ai 69 anni, che prevede l’esecuzione di un esame del sangue (PSA) e la compilazione di un questionario, mentre la visita viene svolta solamente in uno step successivo qualora fosse necessario eseguire approfondimenti. Altra novità introdotta dalla Regione è lo screening per prevenire il tumore del polmone, rivolto ai fumatori e agli ex fumatori dai 55 ai 75 anni con determinate caratteristiche (devono essere grandi fumatori), ai quali viene messa a disposizione una tomografia del torace ogni due anni. Non dobbiamo dimenticare, infine, che abbiamo due vaccini contro il cancro ed è opportuno utilizzarli.

Quali sono?

Il primo è quello contro il papilloma virus, che si è dimostrato molto efficace nel prevenire nelle donne il carcinoma della cervice uterina (collo dell’utero), ma anche contro diversi tumori maschili. La trasmissione è sessuale e questo virus può provocare patologie oncologiche anche fra gli uomini, come il tumore del pene, della zona perianale e del cavo orale. È importante che i genitori vaccinino i loro figli, sia le ragazze sia i ragazzi: la vaccinazione si può ricevere gratuitamente al compimento del 12esimo anno. Inoltre viene offerto alle ragazze nate nel 1997 e ai ragazzi nati nel 1998, perché ha una funzione protettiva come è specificato nelle indicazioni di Regione Lombardia. Il secondo vaccino, invece, è finalizzato alla prevenzione del tumore del fegato, offerto gratuitamente fino ai sette anni d’età. Tante volte non ci pensiamo, ma se per tante altre forme di cancro potessimo disporre di vaccini come questi saremmo tutti pronti a fare la fila per riceverli.

La giornata mondiale contro il cancro è anche un monito sulla ricerca scientifica. Quali sono le novità in questo campo?

Si sta lavorando tantissimo e ci sono grandi speranze sulla messa a punto di alcuni vaccini efficaci contro diverse patologie oncologiche. Spetta alla popolazione sostenere con contributi economici la ricerca, perché purtroppo abbiamo visto che anche quest’anno non sono state previste grandi risorse per finanziare i gruppi di studio e ricerca in Italia, che sono dotati di una competenza incredibile ma tendiamo a sottovalutarli. A tal proposito lancio un appello affinché la gente si sensibilizzi e li supporti: se il governo non ha stanziato molti fondi, dobbiamo darli noi, ognuno facendo la propria parte, partecipando al sostegno della ricerca. Abbiamo bisogno di tenere i ricercatori nel nostro Paese e farli lavorare qui perché sono bravi: vantiamo centri di notevole prestigio e non capisco perché non si debbano promuovere adeguatamente. Infine, colgo l’occasione per ringraziare tutte le strutture pubbliche e private convenzionate nella provincia di Bergamo per il lavoro che svolgono a favore dei pazienti con grande professionalità, dedizione e umanità: per chi incorre nel percorso della malattia è importante essere seguito da personale non solo competente, ma anche disponibile e attento. Ringrazio, quindi, chi svolge il proprio ruolo con attenzione e pazienza.