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Il sindaco Semperboni: “Temo per il futuro di Lizzola: senza collegamento il mio paese muore”
Nel riquadro Walter Semperboni, sindaco di Valbondione

Tra i sostenitori del comprensorio unito figura anche il primo cittadino di Valbondione: “È l’unica strada percorribile”. Sull’impatto ambientale: “Se un fiore muore e la valle rinasce ci metto la firma”

Valbondione. Intorno al progetto del comprensorio unito Colere-Lizzola si è diffuso un dibattito che ha invaso la quotidianità degli abitanti dell’alta valle. Tra i sostenitori della proposta di Rsi, ad esporsi maggiormente sulla questione è stato il sindaco di Valbondione Walter Semperboni.

La stazione di Lizzola sorge infatti nel territorio comunale del Comune più settentrionale dell’intera provincia bergamasca. Il primo cittadino, preso di mira nei mesi scorsi con fotomontaggi e adesivi di scherno, sul comprensorio unito non si è sottratto alla polemica social. Rispondendo nella sezione commenti di un post contro il collegamento, ha messo nel mirino gli “stronzetti, pseudo ambientalisti e comunisti”.

“Non so se il comprensorio unito permetterà a Lizzola di sopravvivere, ma è l’unica strada percorribile che vedo in questo momento – ammette Semperboni -. I detrattori del progetto non offrono alternative reali. Il collegamento con Colere era il fulcro del mio programma elettorale: visto che sono stato eletto, ritengo che la maggioranza dei miei concittadini sia a favore”.

“Temo per il destino di Lizzola. Il comprensorio unito la sola strada per la sopravvivenza”

La vita dell’onlus Nuova Lizzola Coop, l’associazione che gestisce la stazione, è sempre più precaria: gli impianti si avvicinano alla fine del loro ciclo di vita tecnica, con una seggiovia da sostituire entro il 2029 e le altre infrastrutture da rifare entro i prossimi dieci anni . “Temo per il destino di Lizzola – confida il sindaco -. La montagna deve essere vissuta come la città, non possiamo continuare a sopravvivere e basta. La viabilità fa pena: se non portiamo turisti i problemi non saranno risolti, lo spopolamento è sempre più attuale”.

Walter Semperboni (Facebook)Walter Semperboni. Photo Facebook

“Se un fiore muore e la mia valle rinasce ci metto la firma”

“La montagna è bella perchè è vissuta: credo che il progetto possa realizzarsi senza stravolgere la Val Conchetta – prosegue -. Il più alto valore della vita è l’uomo. Non pretendo di avere la verità, l’unica certezza è che Lizzola senza impianti farà la fine di Valcanale. Poi ognuno può decidere se voler bene ad un fiorellino o agli esseri umani: come amministratore se un fiore muore e la valle rinasce ci metto la firma”.

Lo scorso 30 dicembre il sindaco ha lanciato una raccolta firme, in risposta a quella organizzata dal collettivo terreAlt(r)e, per dare voce ai cittadini favorevoli al progetto: ad oggi (domenica 2 febbraio) sono circa 2.800 le sottoscrizioni raccolte.