Parco delle Orobie e Bim: Lega divisa cerca garanzie, FI a caccia di poltrone e FdI si fa gli sgambetti da sola
Il Carroccio non si fida dell’accordo col Pd e vuole chiudere prima la partita su Scandella. Gli azzurri vogliono la dirigenza del Parco ma Sala non ci sente e il partito con la fiamma si complica la vita da solo a causa delle sue “fratture” interne
Bergamo. Dopo la fumata nera della prima convocazione per la discussione e l’elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione e ora a un mese esatto dalla data di convocazione della nuova assemblea, fissata per il 1 marzo, tornano a ridisegnarsi le geometrie politiche rispetto al riposizionamento dei partiti del territorio all’interno del Bim, il Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e Fiumi Brembo e Serio, la cui poltrona più ambita, quella da presidente, ingolosisce e non poco, se non fosse altro perché tra i suoi compiti, c’è ha anche quello ridistribuire ai Comuni consorziati le risorse finanziarie, finalizzate allo sviluppo socio economico delle popolazioni residenti.
Una nomina che resta strettamente legata a quella del Parco delle Orobie e che continua ad alimentare le stretegie di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Pd, soprattutto dopo il primo mancato happy ending di circa due settimane fa, stagione in cui le ambizioni politiche non hanno trovato compimento.
Acque agitate nel centrodestra che raccoglie quel che resta del discorso, almeno così sembra, e va avanti in una trattativa serrata. Dato di fatto è la volontà della Lega di portare a casa la presidenza, intestando la battaglia a Massimo Scandella, uomo di fiducia di Fabrizio Sala, segretario provinciale. Una scelta che pare granitica, nonostante i tentativi sovversivi di qualche frangia presente all’interno del movimento del premier Matteo Salvini che, pur di non “darla vinta” al sindaco di Telgate e neo eletto vice di Massimiliano Romeo, pare serebbe disposta anche a cedere il titolo di numero uno.
C’è poco da fidarsi, dunque in casa Lega, in cui Sala e compagnia cantante non sembrano doversi difendere solo dalle trame e dagli interessi dei diretti “concorrenti”, Pd in testa, ma pure dai parenti in casa propria. Tensioni e incertezze che hanno infatti portato Sala a voler discutere della questione Bim prima del voto del Parco delle Orobie. Le due vicende, infatti sono e continuano ad essere strettamente legate: solo con il placet sulla designazione del fedele di Sala, allora i Dem possono avere il via libera per la scelta del pari ruolo, sul fronte opposto, di Marco Milesi. Carica ad oggi ricoperta dal leghista Ivan Caccia. Della serie, prima portiamo a casa il risultato e poi manteniamo la promessa. La solita logica spartitoria.
Se non fosse che, a buttare benzina sul fuoco, in un disegno che sembrava pressoché finito, sembra ci stiano pensando ora Forza Italia, new entry della partita, e Fratelli d’Italia, che si è già ricavata un pezzetto di celebrità, sia in positivo che negativo. Per quanto riguarda la forza centrista, sembra infatti che qualcuno abbia bussato alla porta della Lega con la promessa di mantenere fede ai patti a patto di avere in cambio la direzione del Parco delle Orobie, carica tutt’ora in mano alla Lega, nella figura di Davide Brumana, e peraltro non in scadenza di mandato.
Una proposta che però sembra essere stata affatto gradita, tanto da essere respinta al mittente. E mentre gli azzurri cercano, forti di un rinnovato peso nelle logiche politiche di città e provincia, di ritagliarsi un posto al sole anche per non continuare a giocare solo il ruolo di mediatori tra le forze del centrodestra e talvolta “stampella” del centrosinistra, dall’altra il partito con la fiamma cerca una quadra che, al momento, però pare lontana.
Dapprima infatti la mancata possibilità di portare a casa la presidenza del Bim, occasione andata in fumo a causa di una serie di “sgambetti” tra le correnti interne e subito dopo la volontà di rientrare a far parte del gioco facendo leva sul voto dei presidenti delle Comunità Montane, nella fattispecie Seriana e Val di Scalve, con una Brembana in bilico, che pur civici e dunque senza tessera di partito in tasca, sarebbero molto più vicini a Fratelli d’Italia e a Forza Italia piuttosto che al centrosinistra o, ancora, alla Lega.
Di ritirarsi sull’Aventino, a quanto pare, nessuna intenzione.






