Logo

Temi del giorno:

Il presidente del Gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo: “Siamo nel posto giusto per studiare e imparare, relazionandoci e applicando le nozioni dell’Intelligenza Artificiale ai nostri processi produttivi”

Bergamo. Poco meno di tremila aziende che danno lavoro a quasi 43mila addetti, con 1.291 società di capitale che nel 2023 hanno generato un fatturato di 14,6 miliardi di euro: bastano questi dati sintetici per comprendere quanto il settore della meccatronica sia per Bergamo altamente strategico, cuore di un tessuto produttivo che guarda con sempre maggiore interesse a esperienze di condivisione di valori e innovazioni per affrontare mercati globali mai così sfidanti.

Un comparto che complessivamente pesa per il 15-16% su quello lombardo, toccando il 3,5-4% a livello nazionale, e che nel 2023 ha esportato per circa 9 miliardi: è la conferma della qualità del lavoro delle nostre aziende, un knowhow riconosciuto in tutto il mondo ma che da solo, oggi, non basta più.

Il vento sta cambiando, soprattutto nella produzione di macchinari: l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale richiede nuove competenze e soprattutto nuovi servizi, punti focali sui quali nei prossimi anni, da qui al 2033, esploderà letteralmente un business che su scala globale passerà dagli attuali 5,4 miliardi a oltre 90.

Il punto di partenza, però, è un 2024 che, come sottolinea il presidente del Gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo, Agostino Piccinali, “nella migliore delle ipotesi è stato abbastanza piatto. Sappiamo che le misure stimolanti, principalmente quella del 5.0, non hanno per ora consentito di mettere a terra progetti e richieste precise. Era complicata, la stanno semplificando e le aziende la guardano con speranza per il 2025. Questi momenti di stanca ci consentono però di organizzare eventi come gli Stati Generali della Meccatronica che ci permettono di continuare a fare rete tra aziende e ricerca”.

Un aspetto sul quale Bergamo si è dimostrata lungimirante, con diverse esperienze di rilevanza nazionale: partendo dalla consapevolezza che nessuno, se non pochi eletti e di grandi dimensioni che rappresentano l’eccezione in un territorio composto quasi prevalentemente da Pmi, si possa permettere un centro di ricerca interno, sono nate alcune realtà che fanno della cooperazione un fattore di crescita e competitività.

Dal Kilometro Rosso al consorzio Intellimech, fino al JOiiNT LAB che coinvolge l’Istituto Italiano di Tecnologia: luoghi di collaborazione e, soprattutto, di innovazione spinta, con il mondo della ricerca che trova immediatamente un’applicazione pratica.

“L’Intelligenza Artificiale può essere vista come una grande opportunità o una grande minaccia, ma noi preferiamo la prima – continua Piccinali – I nostri macchinari contengono già grandi quantitativi di dati e consentono di monitorare e gestire gli aspetti produttivi. È un qualcosa che cambierà il modo di fare le macchine, con l’opportunità di aggiungere nuovi contenuti. Le nostre aziende, per caratteristica molto varie per attività e non legate particolarmente all’automotive, che è in sofferenza, hanno anche altre strade: varietà di prodotto e anche di servizi legati alla meccatronica. Guardiamo speranzosi a questa occasione di legare il mondo produttivo a quello della ricerca. Confindustria, Kilometro Rosso, Intellimech: siamo nel posto giusto per studiare e imparare, relazionandoci e applicando queste nozioni ai nostri processi produttivi”.