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Consegnato il progetto al Ministero, si attende la call per i finanziamenti: servono 261 milioni. Sette fermate in 21 minuti, minimo 6 anni per la realizzazione

Ranica. Un passo concreto che un’intera valle aspettava da nove anni. Mercoledì 29 gennaio è stato consegnato al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti il pre-progetto con il tracciato del prolungamento della linea Teb T1 da Albino a Vertova.

Era il 10 ottobre2016 quando a Vertova venne istituito il Comitato per l’estensione della tramvia fino al cuore della Media Val Seriana. Il primo segnale dell’enorme interesse dei cittadini per un’opera che, come spiega il presidente Teb Filippo Simonetti, “porterà rilevanti benefici economici, urbanistici e sociali”.

“Si tratta di un momento storico per la Val Seriana – commenta il sindaco di Vertova Riccardo Cagnoni -. Alla genesi del Comitato avevamo raccolto più di 15mila adesioni e il sostegno di alcuni dei più importanti imprenditori del territorio, come Percassi e Radici, oltre che delle associazioni di categoria: con il treno per Orio e le linee Teb la città di Bergamo e la sua provincia potrebbero presto essere prese come modello nazionale”.

Il pre-progetto era necessario per chiedere l’istanza di finanziamento al Mit entro la scadenza di venerdì 31 gennaio 2025: la richiesta è stata presentata, sotto forma di Protocollo d’Intesa, dal Comune di Albino, capofila dei comuni (Bergamo, Cene, Gazzaniga, Fiorano al Serio e Vertova) coinvolti dall’estensione. Teb sarà il “soggetto attuatore”.

teb prolungamento t1 vertova

“Albino diventerà un nodo centrale dell’intera linea – precisa il presidente Simonetti -. Il Comune di Bergamo non è direttamente interessato come tracciato, ma ha mostrato fin da subito uno spiccato interesse per instaurare un rapporto più profondo con la valle”.

“L’ipotesi di tracciato è stata verificata con le amministrazioni, sono state fatte delle simulazioni in merito all’efficacia della tratta”, dichiara Gianni Scarfone, amministratore delegato di Teb.

Si stima un tempo di percorrenza tra Albino e Vertova di 21 minuti, per un totale di 51 minuti tra Bergamo e il nuovo capolinea. Sui tram che percorreranno l’estensione, secondo le stime fornite da Teb, viaggerebbero 1,7 milioni di passeggeri ogni anno, circa 6mila al giorno.

Il progetto attenderà ora la call di finanziamento ministeriale: per realizzarlo servono 261,5 milioni. “Attualmente non abbiamo elementi per valutare le tempistiche di risposta del Mit – continua Scarfone -. La pubblicazione di bandi del Ministero per il trasporto pubblico di massa innescherà il progetto di fattibilità tecnica ed economica e la progettazione esecutiva”.

Il Mit sta svolgendo in questi mesi un’attività ricognitiva per valutare le proposte legate al trasporto pubblico presenti sul territorio nazionale: un possibile cronoprogramma deve tenere conto – oltre all’attesa per il finanziamento – di tre anni per l’iter di affidamento e tre anni per l’effettiva realizzazione dell’opera. Calendario alla mano, una data indicativa per vedere il prolungamento funzionate è il 2032.

Definitivamente esclusa l’ipotesi di arrivare fino a Clusone: Vertova è il punto di arrivo massimo per la T1, in quanto “si tratta di una metro tramvia urbana, non sarebbe competitivo”.


Il tracciato

Il tracciato del prolungamento fino a Vertova è lungo 7,3 chilometri e si sviluppa quasi parallelamente alla Statale 671 della Val Seriana. Conta sette fermate: l’attuale capolinea Albino, Comenduno, Cene, Rova, Gazzaniga, Fiorano al Serio e Vertova. L’unico Comune non attraversato direttamente dalla tramvia è Cene, il cui territorio viene toccato marginalmente.

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“Abbiamo analizzato una serie di alternative progettuali in modo da ottenere il tracciato ottimale” spiega l’ingegnere Giuliano Lorenzi, dirigente Teb Area Sviluppo T2 e Rup. L’estensione sfrutta una fascia larga mediamente di 8/9 metri che corrisponde al vecchio sedime ferroviario: l’area sarà delimitata lateralmente da barriere fisiche finalizzate a prevenire intrusioni da parte di veicoli e pedoni.

Il tracciato sarà a doppio binario, ad eccezione di un tratto di 900 metri tra la fermata di Gazzaniga (in prossimità dell’attuale stazione) e quella di Fiorano al Serio, dove la linea è a binario semplice. “Il capolinea sarà facilmente accessibile al traffico veicolare dalla rotatoria sulla Statale – continua Lorenzi -. Abbiamo individuato un’area dismessa che potrebbe fungere da parcheggio di interscambio”.


Le infrastrutture

Tre viadotti e una galleria artificiale. Il primo viadotto, denominato “Comenduno”, è lungo 370 metri e permette di scavalcare la Statale e il canale pensile nella frazione di Albino: un’opera indispensabile per superare i vincoli fisici senza interferire con il traffico stradale o con il funzionamento idraulico.

Proseguendo verso l’alta valle, il viadotto “Cene” consente di attraversare il fiume Serio e la Statale con un ponte lungo 320 metri, una soluzione che porta al superamento di uno dei tratti più complessi preservando le infrastrutture esistenti.

Il viadotto “Gazzaniga”, il più lungo (465 metri), permette il superamento di aree industriali e commerciali caratterizzate da alta densità. “Questo ponte consente di mantenere la viabilità attuale anche per servire gli ingressi privati”, precisa l’ingegnere.

Sempre nel Comune di Gazzaniga prevista anche una galleria artificiale, in via XXIV Maggio. “Dalla fermata di Rova a quella della stazione di Gazzaniga, il vecchio sedime è occupato dalla viabilità ordinaria – spiega Lorenzi -. Il progetto prevede una galleria di 300 metri con rampe di accesso e di uscita in trincea aperta”.


Gli interventi delle autorità

“Ci stiamo impegnando per la viabilità complessiva della valle – afferma Giampiero Calegari, presidente della Comunità Montana Valle Seriana – Sono convinto che nessun intervento sia risolutivo per il quadro generale, ma ognuno risolve un problema. L’invito alle amministrazioni locali è di non fermarsi al prolungamento della T1, ma sollecitare interventi sotto ogni aspetto”. Un contributo della Comunità Montana di 150mila euro ha finanziato gli studi di progettualità che hanno portato al progetto.

“Il coordinamento è stato fondamentale – dice Daniele Esposito, sindaco di Albino -. La Teb si è dimostrata un’infrastruttura fondamentale per la capacità di connessione che offre con il capoluogo. L’estensione contribuirà ad alleggerire il traffico su gomma”.

“I bergamaschi quando lavorano in coesione sono da sempre capaci di grandi imprese – sottolinea Marco Berlanda, assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo – Il prolungamento della T1 è l’esempio di una grande impresa che richiede tempi lunghi e una grande determinazione”.

“Inizialmente eravamo critici – dichiara Angelo Merici, vice sindaco di Gazzaniga -. Questi nove anni non sono andati persi, ma sono serviti per analizzare tutte le criticità e arrivare alla migliore soluzione. L’ascolto reciproco è andato incontro alle esigenze future della nostra comunità: la fermata Rova, ad esempio, andrà a servire la casa della Comunità e l’ospedale”.

“È sempre positivo quando vari enti collaborano per individuare la soluzione migliore – riflette Andrea Bolandrina, sindaco di Fiorano al Serio -. Oggi vediamo la risposta della comunità dell’intera valle. Tuttavia, il lavoro sulla mobilità sostenibile non è alternativo a quello su strada”.

“La sinergia territoriale è stata fondamentale – chiosa il consigliere delegato della Provincia Simone Biffi -. Ora non siamo più al punto zero, ma ad un punto di partenza: il progetto presentato ha le gambe per essere valutato e finanziato in tempistiche adeguate”.

“Il progetto intercetta esigenze di mobilità dei lavoratori del territorio, non solo quelle degli studenti – conclude Biffi -. Sarà necessario rivedere il trasporto pubblico di collegamento per potenziare le tratte che portano alle stazioni di riferimento”.