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Rincari tariffe, Pezzotta: “Bergamo merita di meglio”. Carnevali: “Al Governo i meriti, a noi il lavoro sporco”

In aula la discussione sulle delibere che riguardano gli aumenti sull’imposta di soggiorno, nidi e mense: scontro tra maggioranza e minoranza

Bergamo. La discussione sull’aumento delle tariffe di nidi, mense, assistenza domiciliare, servizi cimiteriali e anagrafe e catasto arriva in Conglio Comunale, con le delibere proposte dall’amministrazione e si scatena la bagarre politica. Minoranze all’attacco della Giunta, colpevole, a loro dire, di essere stata poco lungimirante rispetto allo stato dei conti e di mettere mano al portafoglio dei cittadini. Monta la polemica, così, sull’ammanco di 8 milioni di euro nelle casse comunali e sulle conseguenti scelte fatte: un botta e risposta che dura una seduta intera su canti e controcanti rispetto a visioni, strategie e metodo, tanto che, nella riunione della capigruppo, si opta solo per la discussione delle delibere sugli aumenti, senza dare spazio all’ordine del giorno urgente presentato dalla minoranza, a prima firma Andrea Pezzotta, con la proposta di un consiglio straordinario interamente dedicato al tema.

Dopo un avvio di seduta in cui è andata in scena la protesta degli attivisti pro Palestina, è il vice sindaco e assessore al Bilancio Sergio Gandi a prendere la parola, a snocciolare cifre e numeri e a portare all’attenzione di maggioranza e minoranza i rincari decisi dalla Giunta, definendoli più volte “non piacevoli ma necessari” per compensare la sofferenza economica e finanziaria derivante dalla già annunciata mancanza di risorse causate dalla manovra di fine anno del Governo. La sottolineatura è riferita al lato trasferimenti che preoccupa e non poco, la stessa che ha indotto l’amministrazione ad illustrare i ritocchi. Si parla di un importo, mancante e complessivo, che si aggira tra gli 8 e i 9 milioni di euro che, conti alla mano, alleggeriscono il potere di spesa di Palazzo Frizzoni. L’analisi è chiara e l’orizzonte non è certo sereno non solo per lo stato dell’arte, ma anche perché i problemi ci sono e restano anche sul fronte delle scelte che arrivano da Roma e che, come sottolineato dalla sindaca Elena Carnevali, ricadono sugli Enti locali, lasciati da un lato a fare i conti con le risorse a disposizione ma senza poterle gestire direttamente, almeno alcune, e dall’altra a barcamenarsi in un bilancio che sicuramente non trova il terreno fertile degli ultimi anni grazie ai fondi del Pnrr.

“Mentre a Roma si prendono le medaglie, i Comuni gridano il loro dolore”, tuona la sindaca, in una replica quanto mai appassionata: “I problemi vengono scaricati tutti sugli Enti Locali e il Governo vive del merito delle iniziative portate avanti. Un esempio su tutti? Il bonus bebè. Iniziativa lodevole, peccato però che a pagarlo siano le amministrazioni comunali. E vorrei ben vedere quale altra Giunta avrebbe avuto la tenuta della mia, considerati i sacrifici che ho chiesto. Abbiamo tagliato per 3,5 milioni di euro, suddivisi tra i vari settori di competenza e stiamo comunque lavorando al massimo per perseguire gli obiettivi che ci siamo prefissati durante la campagna elettorale”.

Dopo l’esposizione, spazio agli interventi. Così Andrea Pezzotta, capogruppo della sua Lista: “Non posso che esprimere il mio più forte e fermo dissenso per come è stato gestito l’aspetto delle spese lievitate. C’è innanzitutto un problema di metodo: la città è il Consiglio Comunale, nell’espressione dei consiglieri tutti, di maggioranza e minoranza. Sarebbe stato più opportuno raccontare di questa necessità in questa sede e non leggerlo sui giornali, in un momento peraltro in cui i lavori del Consiglio erano fermi. La mia contrarietà è totale anche quando si entra nel merito della questione. La città ha il diritto di valutare la strategia dell’agire: non credo che si sia scoperto oggi che servivano fondi per riqualificare i nidi o per gestire l’aumento del personale degli educatori. Penso anche agli investimenti fatti per certe opere discutibili, come la fontana fuori dall’imbocco dell’autostrada o la recinzione di Piazzale Alpini, e mi chiedo se un’amministrazione oculata, prima di spendere certe cifre, non avrebbe dovuto verificarne l’estrema necessità o, ancora meglio, essere lungimirante rispetto alla contingenza del momento storico. Quando ci siamo confrontati in campagna elettorale, sia io che la sindaca, abbiamo lungamente parlato del problema della denatalità e ci siamo ripromessi di intervenire per incentivare le politiche delle famiglie. Oggi, di tutta risposta, siamo in aula a parlare dell’aumento delle quote dei nidi. L’esatto opposto di quanto avevamo annunciato. Con un’amministrazione che dovrebbe andare nella direzione opposta. Come minoranza, abbiamo il diritto e il dovere di capire se la linea portata avanti da questa Giunta è quella corretta perché siamo qui a rappresentiamo i cittadini”.

“Non scopriamo certo oggi che l’inflazione incide sui bilanci – così Alessandro Carrara, Lega -. Chi ci ha raccontato, fino ad ora, di bilanci e di un Comune che gode di conti in ordine, forse non la racconta giusta. In pochi mesi, troppo pochi, qualcosa è cambiato. Ricordo le promesse fatte in campagna elettorale sulla natalità e sulle politiche a favore delle giovani coppie e se la risposta dell’amministrazione è quella di alzare l’imposta sugli asili nidi, allora dico che non siamo certo partiti col piede giusto. In questi anni abbiamo affrontato una serie di spese come ad esempio quelle di Pontesecco, che oggi, francamente, trovo senza senso. Mi chiedo che senso abbiano”. “Parlando dell’aumento della tassa di soggiorno, la preoccupazione è che Bergamo rischi di perdere attrattività: le strutture ricettive non sono state avvisate, non c’è stato un confronto, e non viene nemmeno specificato in che modo verranno utilizzati i 200mila euro annuo di gettito in più – così Giulia Ceci, Forza Italia -. L’amministrazione dimostra una visione miope e superficiale. E cosa pensa, che a pagare saranno sempre i cittadini?”.

“Penso ai birilli di Pontesecco, all’aumento per le Ztl, all’imposta di soggiorno, alle tariffe delle mense scolastiche e quelle degli asili: tutti rincari non certo positivi – così Alberto Ribolla, Lega -. Penso anche ai 400mila euro investiti per il reticolo idrico comunale: un intervento senz’altro giusto e doveroso, ma la domanda sorge spontanea: perché negli ultimi 12 anni non è stato fatto nulla? Tra i soldi spesi per la Capitale della Cultura e quelli per gli eventi di Capodanno, mi chiedo perché vi siete dimenticati della manutenzione di un’area che poi, come si è visto, ha vissuto un’alluvione. E oggi la risposta dell’amministrazione è quella di andare a pescare nelle tasche dei cittadini”.

“E’ un mese e mezzo che non ci vediamo in Consiglio Comunale e scopriamo oggi che mancano 8 milioni di euro – così Arrigo Tremaglia, Fratelli d’Italia -. Mi chiedo anche dove era la sindaca quando, in Parlamento, votava, con il suo partito, i tagli agli Enti Locali. Tentorio ha affrontato un problema ben più grave, quello del Patto di Stabilità, ma lo ha fatto senza toccare i costi dei servizi”.

Così Cristina Laganà, Fratelli d’Italia: “Il Bilancio non è un tema tecnico, ma è il modo in cui decidendo la gestione delle risorse: 9 milioni di euro senza coperture sono un rischio che l’amministrazione si assume liberamente e a prescindere da qualsivoglia taglio governativo rimane un’operazione rischiosa non potendo avere certezza di copertura se non appunto con l’aumento delle tariffe. Prima di mettere le mani nelle tasche dei cittadini sarebbe interessante capire quali sono le operazioni decise per tagliare i costi e le spese della macchina amministrativa. A fronte di tutto questo, pur con la coperta corta, aumentare le tariffe per le famiglie e aumentare il costo delle rette degli asili nido sono scelte che questa amministrazione sta facendo e sta scaricando faziosamente sul Governo, insistendo sulla impossibilità di avere alternative. E non avere alternative è la resa della politica. Mettere e spostare le risorse è una scelta politica, non investire su famiglie e nido, sulle rette e i costi ci impone di ragionare su quanto vale e conta l’educazione dei nostri figli. I dati presentati non sono esaustivi: faremo sicuramente ulteriori verifiche, soprattutto sull’aumento del 38%, quasi il doppio dell’inflazione, da riconoscere agli enti erogatori dei servizi a seguito delle gare d’appalto”.

Le repliche

Tempo di repliche e parola alla sindaca Elena Carnevali: “Rispetto alla questione di metodo, mi permetto di ricordare le dichiarazioni rese e la volontà politica dell’allora sindaco Tentorio che, nel 2012, raccontò alla città la decisione di attuare una spending review. L’impatto della manovra di Bilancio del Governo, chiusa a fine anno, l’abbiamo recepita concretamente solo qualche settimana fa. Non siamo stati in ferie, tutt’altro. E, alla prima occasione utile, abbiamo portato in aula le delibere. La situazione in cui vertono i Comuni è drammatica e a raccontarlo sono i sindaci di ogni appartenenza politica. Basta trasferire sugli enti locali le difficoltà del Governo. Non c’è nessuna amministrazione che sta vivendo un momento di gloria. Il Governo va a prendere i soldi per il bonus bebè dalle casse degli Enti Locali prendendosi il merito dell’iniziativa, lasciando però a noi lavoro sporco. Ci dobbiamo misurare senza ipocrisia e non si può recriminare su scelte fatte nel 2024”.

“Rispetto poi alle promesse fatte in campagna elettorale, ricordo che abbiamo comunque realizzato il servizio degli agenti appiedati e l’azzeramento delle liste d’attesa. Abbiamo cercato di distribuire i rincari e di gravare unicamente sulle tasche dei cittadini. In questo senso ricordo che non possiamo toccare l’Irpef, l’Imu, la tassa di occupazione del suolo pubblico. Io non voglio la medaglia per l’impegno, sia chiaro, ma desidero solo sottolineare che ci vuole una bella tenuta di Giunta per sostenere i 3 milioni e mezzo di euro di tagli. E sui birilli: stiamo aspettando da mesi una risposta dal Ministero”.

Sergio Gandi, assessore al Bilancio: “Se abbiamo sbagliato, lo abbiamo fatto per eccesso di trasparenza. Siamo noi ad aver introdotto il ‘Bilancio chiaro’, e non certo la Giunta Tentorio. Respingo dunque le accuse e le rimando al mittente. Il taglio del Governo è esattamente la somma dei rincari che riguardano tassa di soggiorno, nidi e mense. Sull’imposta di soggiorno si può discutere, ma ho qualche dubbio che un turista decida o meno di soggiornare a Bergamo per un aumento massimo di 50 centesimi. La risposta dei turisti, il feedback, lo avremo con i dati che ci arriveranno tra qualche mese.

Poi, un conto è parlare di dissesto e di buco di Bilancio, un conto invece è parlare di una situazione nemmeno in equilibrio, ma in avanzo. E non potendo disporre di quanto messo da parte nell’anno precedente, abbiamo l’esigenza di andare a reperire fondi da altre parti. Siamo stati corretti e trasparenti e i risultati sono sempre stati positivi. Per quanto riguarda gli 800mila euro della recinzione di Piazzale degli Alpini, specifico che sono stati finanziati con l’avanzo e non è stato acceso nessun mutuo”.

“Non è vero che non è stato fatto nulla rispetto alla manutenzione del reticolo idrico – così l’assessore ai Lavori Pubblici Ferruccio Rota -. Nel 2024 sono stati investiti sul capitolo 300mila euro: è stata fatta una parte del lavoro, si è pensato ad una vasca di laminazione e ora si pensa al completamento. Parlare poi della scelta di costruire la fontana mi sembra francamente un po’ banale: è il punto d’ingresso della nostra città. L’intervento andava fatto anche per una questione di sicurezza stradale. Possiamo essere orgogliosi del fatto che Bergamo ha portato a casa contributi del Pnrr per rifare 5 asili nidi su 12? Quale altra città ha fatto un’operazione così? Abbiamo fatto un capolavoro”.

“In questi 11 anni da consigliere nei quali mi sono occupata di bilancio ho imparato alcune cose ed altre mi sono state insegnate da alcuni tecnici del comune e soprattutto da alcuni colleghi che per esperienza e professionalità ne sapevano più di me – così Francesca Riccardi, capogruppo Pd -. Franco Tentorio, che non è della mia parte ma che è uno dei politici locali con più esperienza nel campo amministrativo e finanziario, diceva che  la forza di  una amministrazione locale, si valuta con la sua capacità di spesa e che cioè il Comune più spende per i servizi ed anche le infrastrutture e più fa gli interessi dei propri amministrati, anche a costo di contrarre debiti. E’ la politica del buon padre di famiglia il cui obiettivo è quello di comprare più cose per la sua famiglia determinandone così la sua crescita. Spendere di più per migliorare i servizi e reperire nuove risorse per nuovi investimenti nella manutenzione e negli investimenti delle infrastrutture, è questo il compito che questa amministrazione si è data”.

Le delibere passano, con 19 voti a favore e 10 contrari.