Origini del Covid: medici e ricercatori contro la versione della Cia
Il report dell’agenzia di controspionaggio degli Stati Uniti non trova condivisione nel mondo della sanità
Sta facendo parecchio discutere quanto emerso da un report della Cia, l’agenzia di controspionaggio degli Stati Uniti, sulle cause della pandemia da Covid-19. Secondo questo reportage, il virus responsabile della pandemia avrebbe avuto origine molto probabilmente in laboratorio. Il documento pubblicato sabato e redatto sotto l’amministrazione di Joe Biden e dell’ex direttore dell’agenzia di intelligence, William Burns, è stato declassificato e pubblicato su ordine del presidente Donald Trump dal nuovo direttore della Cia, John Ratcliffe, che ha prestato giuramento giovedì.
Il dottor Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo, commenta: “Non ho la più pallida idea su quale sia stata effettivamente l’origine del virus e da ormai diverso tempo ho smesso di interessarmi di questa problematica. Penso che, a prescindere dalle cause, dovremmo pensare a quello che è successo e riflettere sui motivi per cui non abbiamo capito ciò che è accaduto rispetto alla necessità di riorganizzare il sistema sanitario e, anzi, abbiamo fatto peggio. Inoltre, dovremmo meditare su quello che la gente non ha capito sulla società umana. Ritengo che non abbia importanza stabilire se tutto sia iniziato dalla fuga di un laboratorio, da un mercato o dai giardini pubblici: il fatto che ne stiamo discutendo è la riprova del fatto che non abbiamo capito niente e che l’emergenza Covid è una lezione incompresa. Viviamo in un mondo in cui è importante decidere di chi è la colpa e non risolvere i problemi, perché si vuole un capro espiatorio che consenta di giustificarsi. Non faccio questo tipo di ragionamenti perché vuol dire prendere in giro le persone: a cinque anni dallo scoppio di quella tragedia si deve fare memoria e porsi domande su cosa abbiamo sbagliato così come su cosa stiamo facendo ancora di sbagliato, perché nel febbraio 2020 fu una tempesta ma perseverare negli errori è assurdo”.

La giornalista e divulgatrice scientifica Roberta Villa, laureata in medicina e chirurgia, afferma: “La Cia non è un organo d’investigazione scientifica, è un organo di altra natura. Come l’Fbi e altre agenzie del governo statunitense negli anni passati e negli scorsi mesi hanno dato valutazioni diverse sulla base di elementi che loro sono in grado di giudicare, così adesso la Cia, stranamente anche alla luce di questo nuovo governo e di questa nuova direzione, ha preso questa posizione, ma i fatti scientifici non sono cambiati da un anno fa a oggi. Quindi, la valutazione degli scienziati è un’altra, cioè che questo virus non può essere stato creato in laboratorio, che potrebbe eventualmente essere sfuggito da una serie di virus naturali presenti in quel laboratorio di Wuhan, ma per tutta una serie di ragioni dimostrate da tanti fatti scientifici basati sulla sequenza genica e i ritrovamenti fatti al mercato, gli scienziati ritengono che sia molto più probabile che il virus sia arrivato attraverso il mercato del pesce di Wuhan”.
La dottoressa Ariela Benigni, segretario scientifico dell’Istituto Mario Negri, dichiara: “La recente dichiarazione del capo della CIA a favore dell’origine del virus dal laboratorio di Wuhan è nota. Purtroppo al momento non ci sono dati che consentano di commentare questa affermazione. Lo potremo fare se e quando saranno forniti più dettagli a riguardo”.


