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Nella Casa della Libertà un’installazione dell’Isrec: “I lager sono il coronamento del fascismo”

Nell’atrio dell’ex Casa Littoria piccoli salotti invitano le persone a sedersi e ascoltare la voce di Primo Levi e delle donne che per la prima volta hanno raccontato Auschwitz all’Italia

Bergamo. In occasione del Giorno della Memoria 2025 l’Isrec di Bergamo ha realizzato un’installazione nell’atrio della Casa della Libertà di Bergamo.

La direttrice Elisabetta Ruffini e la vicepresidente Luciana Bramati già da mesi riflettevano insieme al presidente dell’Istituto Angelo Bendottiscomparso lo scorso 23 dicembre – per trovare il modo ‘adatto’ per occupare l’atrio: piccoli salotti che invitano le persone a sedersi e ascoltare la voce di Primo Levi e delle donne che per la prima volta hanno raccontato Auschwitz all’Italia. Donne coraggiose, ai margini della narrazione pubblica, che hanno sentito la necessità di raccontare.

isrec casa della libertà

“Molti tra voi – scrive l’Isrec sui social – sanno quanto in questi anni ci ha guidato nel nostro lavoro quella variante di “Se questo è un uomo” che ci ha suggerito di pensare alla memoria come fantasia per immaginare le forme per fare spazio al passato nel presente”.

Durante il fascismo l’attuale Casa della Libertà era Casa Littoria: grazie a questa installazione l’idea dell’Isrec è di non cancellare il passato ma cercare di lavorare sulla consapevolezza storica.

“Sotto l’affresco dedicato a Antonio Locatelli – prosegue -, abbiamo realizzato un’installazione per abitare quel luogo con le voci delle donne che per prime hanno raccontato all’Italia Auschwitz, intrecciandole con la consapevolezza che Primo Levi voleva fosse di tutti: i lager sono il coronamento del fascismo”.

“Non c’è fascismo senza lager – termina la nota dell’Istituto -. La sfida è allora provare a stare dentro l’atrio di quella che fu Casa Littoria, di fronte all’affresco dedicato a Locatelli, e leggere quel luogo e la storia che consacra in contropelo”.