Giorno della Memoria
|Il labaro della Brigata Ebraica a Bergamo per la prima volta
Grazie alla collaborazione tra l’associazione Italia Israele di Bergamo e il direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano Sergio Romano
Bergamo. Per la prima volta il labaro della Brigata Ebraica sarà presente a Bergamo, in occasione della celebrazione in Rocca della giornata della memoria, grazie alla collaborazione tra l’associazione Italia Israele di Bergamo e il direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, Sergio Romano.
La Brigata Ebraica era un corpo di circa 5.000 volontari ebrei inquadrati nell’esercito Britannico che, dalla terra di Israele, sbarcarono in Italia nel 1944 per combattere il nazifascismo. La Brigata Ebraica ha ricevuto la medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza.
Il direttore del museo ha dichiarato: “Siamo felici di essere presenti a Bergamo con le insegne della Brigata ebraica nel Giorno della Memoria. Una giornata che, per legge, deve essere dedicata al ricordo degli orrori del nazi-fascismo e a chi li ha combattuti a rischio della propria vita. I volontari della Brigata ebraica, in tal senso, sono un importante esempio di scelta di campo fatta da persone che hanno scelto di rischiare la propria vita per gli altri”.
L’associazione Italia Israele di Bergamo sottolinea anche l’importante presenza e azione della Brigata Ebraica nella nostra provincia, a Selvino, dove, a guerra finita, collaborò nella gestione di Sciesopoli.

Il 21 settembre del 1945 la colonia di Sciesopoli venne affidata alla comunità ebraica milanese e da essa alla Brigata Ebraica. Sciesopoli fu diretta da Moshe Zeiri, un soldato della Brigata ebraica che, insieme a sua moglie Yehudit e con l’aiuto dei suoi collaboratori, seppe trasformare la colonia in una struttura accogliente e funzionale per circa 800 bambini ebrei, moltissimi orfani, sopravvissuti ai ghetti e ai campi di concentramento. A Selvino ritrovarono la gioia di vivere e la fiducia nell’uomo di cui erano stati privati, appresero la lingua dei loro antenati, la lingua della Bibbia, per poi trasferirsi in Israele, la loro nuova patria, dove, molti di loro, fondarono il kibbutz di Tze’elim.
Romano, nel ringraziare le associazioni di arma di Bergamo, sempre presenti alla cerimonia in Rocca, ha infine espresso la profonda preoccupazione per l’aumento vertiginoso di scritti, comportamenti e azioni antisemite che si stano verificando in Italia come in tanti paesi europei.


