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Dissesto del gruppo assicurativo Fwu: “Circa mille bergamaschi coinvolti, sospendete ogni pagamento”

Il motivo del fallimento sarebbe da imputare a un indebitamento troppo elevato. La compagnia vendeva polizze in Italia tramite mediatori e broker, e non direttamente tramite banche o assicurazioni italiane, il che ha reso la situazione ancora più complessa

Circa 1.000 bergamaschi sono coinvolti nel dissesto del gruppo assicurativo Fwu, un caso che sta creando molta preoccupazione tra i risparmiatori. Le polizze vita coinvolte in provincia potrebbero valere più o meno 3milioni di euro, ma ancora non ci sono cifre precise.

Infatti, dopo un tentativo di salvataggio avviato nel luglio scorso, l’impresa è stata dichiarata fallita dalle autorità giudiziarie lussemburghesi, ed è stata avviata la liquidazione coatta.

Il motivo del fallimento sarebbe da imputare a un indebitamento troppo elevato. La compagnia vendeva polizze in Italia tramite mediatori e broker, e non direttamente tramite banche o assicurazioni italiane, il che ha reso la situazione ancora più complessa.

I tempi per il recupero delle somme versate rischiano di diventare lunghi. Intanto molti dei sottoscrittori nei giorni scorsi hanno ricevuto dalla compagnia solleciti di pagamento dei premi arretrati.

Adiconsum Bergamo, già nell’agosto scorso, ha fatto notare che molti di questi prodotti sono stati presentati in modo poco trasparente, alimentando la confusione tra i clienti.

Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo, dice che, “con l’apertura della procedura di liquidazione le polizze restano congelate e non si possono riscattare. Il conto per gli assicurati ora diventa davvero insopportabile. Alla luce del fallimento del piano di risanamento, invitiamo i clienti di Fwu a sospendere qualsiasi pagamento di ulteriori premi, perché vi è ormai il concreto rischio che tali versamenti siano destinati ad un ‘buco nero’. Pertanto, le email di sollecito inviate da Fwu nei giorni scorsi ai clienti non hanno alcun fondamento in quanto il comunicato della Caa legittima, anche giuridicamente, i clienti a non versare ulteriori
premi alle scadenze, perché dimostra che la Fwu è ormai incapace di poter adempiere regolarmente ai propri obblighi contrattuali verso gli stessi clienti, che difficilmente potranno rivedere i propri soldi indietro: dipenderà dalla posizione degli assicurati rispetto agli altri creditori del gruppo Fwu. Il recupero dei fondi potrebbe quindi essere parziale. Dopo questa notizia è necessario e confidiamo che Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, predisponga un canale diretto con la Caa, l’Autorità di vigilanza lussemburghese, per consentire risparmiatori italiani di poter accedere agli strumenti di tutela consentiti dal Paese ove
ha sede la Compagnia, con particolare riferimento al diritto di questi ultimi di poter recuperare le somme versate durante gli anni di vigenza dei contratti. Adiconsum come in passato si attiverà per assistere i clienti di Fwu”.