Rossi: “Cattolici e laici? Il Pd è già oltre. Ora uniti per referendum su diritti e lavoro”
Il vice segretario regionale e sindaco di Bonate Sopra commenta il convegno organizzato alla presenza di Romano Prodi e racconta del viaggio Dem nazionale nel terzo settore che partirà proprio dal capoluogo
Bergamo. Lo stato di salute del Pd, le nuove, imminenti, iniziative su scala regionale organizzate dal partito, i grandi temi sui quali insiste la segretaria nazionale Elly Schlein e la riflessione sulla possibilità, che al momento non pare concreta ma in politica mai dire mai, di una nuova frangia cattolica all’interno proprio della formazione Dem. Queste e molte altre ancora le riflessioni di Matteo Rossi, vice segretario regionale e, da giugno, sindaco di Bonate Sopra, pronto a portare in provincia bergamasca le proposte a sostegno di salario, lotta alla precarietà, sanità per tutti, diritto alla casa, allo studio, alla cittadinanza da un lato e investimenti su tecnologia ed energia pulita dall’altro per non perdere ulteriore spazio verso Cina e Stati Uniti. Senza dimenticare il focus, su larga scala, rispetto all’avanzata dell’estrema destra e alla contingenza della posizione del centrosinistra rispetto al recente insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca.
“All’internazionale dell’estrema destra che ha in Trump e nel braccio teso di Musk la sua più forte rappresentazione e nella destra italiana il miglior alleato per indebolire l’Europa rispondiamo sfidando la destra sulla questione sociale – così Rossi –. Protezione e sicurezza sociale sono e devono rimanere le nostre parole d’ordine, perché con questo governo le disuguaglianze stanno aumentando. Il 2024 per il Pd si è chiuso positivamente, le europee e le regionali hanno segnato un avanzamento. La linea politica è quella giusta e la leadership è forte. Occorre lavorare per allargare e rafforzare, perché la frammentazione non aiuta nessuno e di certo la nostra comunità politica non lo capirebbe, e nemmeno gli elettori. Il problema non è il centrismo, ma l’astensionismo. Costruiamo innanzitutto alleanze con i mondi sociali e produttivi, come ad esempio il terzo settore, che incontreremo nei prossimi mesi, anche a Bergamo. E impegniamoci a sostenere i referendum della prossima primavera”.
In questi giorni l’Oxfam ci ha rimandato una fotografia impietosa rispetto al tema dei diritti e delle disuguaglianze: “L’Italia è ventesima su ventisette paesi europei per la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, ci sono 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, il potere d’acquisto si è ridotto del 10% a causa dell’inflazione. Se poi guardiamo all’industria, vediamo che anziché aiutare le imprese nella transizione ecologica e digitale, la legge di bilancio ha tagliato le risorse per le politiche industriali dai 5,8 miliardi del 2024 ai 3,9 del 2025 che scenderanno all’1,2 nel 2027. Così non si aiuta il manifatturiero, ma si velocizza la deindustrializzazione che invece dovremmo combattere. Salario, lotta alla precarietà, sanità per tutti, diritto alla casa, allo studio, alla cittadinanza da un lato e investimenti su tecnologia ed energia pulita dall’altro per non perdere ulteriore spazio verso Cina e Stati Uniti. Le proposte del Pd sono chiare: portare la spesa sanitaria al 7,5% del Pil, assumere più medici e infermieri per abbattere le liste d’attesa, potenziare la medicina territoriale. E abbiamo chiaro in mente anche dove trovare le risorse: tagliando 5,5 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi che sostengono le fonti fossili e frenano la transizione. E soprattutto sostenere il terzo settore, quel patrimonio di solidarietà che in bergamasca conosciamo bene e che viene penalizzato dalla destra al governo”.
Da qui le iniziative volute dal Pd in Lombardia e anche e soprattutto a Bergamo: “Il prossimo 28 febbraio, farà tappa il viaggio del Pd nazionale nel terzo settore. Il capoluogo sarà l’oggetto di questa iniziativa, insieme a Milano e a Como. Vogliamo confrontarci su alcune questioni che non hanno trovato risposta nella legge di bilancio: il taglio al fondo della povertà educativa, la stretta sulle donazioni, il mancato superamento del tetto del cinque per mille per le erogazioni liberali. Sono provvedimenti che colpiscono la solidarietà, e da Bergamo manderemo un segnale chiaro di attenzione. Dobbiamo costruire alleanze sociali, e anche per questo i referendum sulla cittadinanza e sul lavoro sono un terreno importante sul quale dovremo esserci, senza indugi. Il referendum sulla cittadinanza pone una questione di giustizia che riguarda 2,5 milioni di persone e i loro figli. È una battaglia di civiltà nella quale sono impegnate tantissime associazioni del mondo cattolico. I referendum sul lavoro vanno a smontare i meccanismi che ancora generano precarietà e instabilità. Chi vuole combattere il lavoro precario e i salari bassi non può non stare su questa battaglia”.
E la chiosa sul recente convegno che si è tenuto a Milano, alla presenza di Romano Prodi: un incontro importante dal punto di vista politico che di fatto rilancia l’area cattolica all’interno del centrosinistra e, in particolare, nel partito. Al momento non sembra esserci nessuna volontà di fondare un altro partito, ma l’orizzonte politico è lungo: “Le alleanze sociali vengono prima delle alleanze politiche sulle quali comunque c’è bisogno di allargare. Ma attenzione. Io penso che il modello siano le città, il coinvolgimento dei mondi e delle esperienze civiche, dei sindaci, ma non penso proprio che civismo significhi centrismo o moderazione, anzi, spesso le richieste di una maggiore radicalità viene proprio da chi vive l’impegno politico fuori dai partiti, soprattutto dal mondo cattolico. Lo dico da cristiano e da cattolico impegnato in politica: il riferimento è Papa Francesco, che per primo ha posto il tema della conversione ecologica e della pace. Su questo dobbiamo essere più netti e radicali, tornando a parlare di disarmo e cancellazione del debito, temi che abbiamo sostenuto con la candidatura e l’elezione di Cecilia Strada al Parlamento europeo “.



