Il maestro Frizza si presenta: “Intorno a Gaetano Donizetti costruirò il mio baricentro”
Il mantra del prossimo triennio è “Evoluzione”, continuità e sviluppo: “Internazionalità e qualità artistica per andare oltre rispettando il passato”
Bergamo. Idee chiare ed “Evoluzione”. Dare continuità al lavoro svolto negli ultimi dieci anni ma andare “oltre”, per riportare al centro la figura del compositore e fare della città di Bergamo una “culla della Voce” capace di elevarsi a polo internazionale della lirica tramite la costruzione di ponti tra culture.
È in questi termini che si declina il nuovo inizio del Donizetti Opera, con il nuovo direttore artistico del Festival Riccardo Frizza che si è svelato alla città in una conferenza stampa organizzata nella Sala della Musica del Teatro Donizetti nella mattina di giovedì 23 gennaio.
“Il Festival nel prossimo triennio tornerà all’idea originaria di Gianandrea Gavazzeni, che posizionò il compositore al centro: intorno a Gaetano Donizetti costruirò il mio baricentro – esordisce il maestro, che succede a Francesco Micheli dopo la nomina ufficiale arrivata il 4 dicembre 2024 -. Una rassegna monografica deve essere in grado di offrire il meglio, dobbiamo alzare il livello della qualità artistica”.
Saranno sei le linee guida chiavi che indirizzeranno il Festival fino al 2027. Su tutto l’alta qualità artistica, per produzioni di alto livello con un rafforzamento della ricerca musicologica e l’internazionalità, con gemellaggi e coproduzioni che uniscano comunità e intreccino storie.
Il direttore artistico vuole rendere Bergamo “capitale della Voce“, per celebrarla in tutte le sue forme a partire dalla tradizione belcantistica donizettiana. Obiettivi primari anche la costruzione di una Rete Donizetti, per rendere la città l’epicentro del patrimonio del compositore, e una spiccata attenzione verso i giovani, con iniziative che vedranno il Festival impegnato nell’istituzione di percorsi formativi che valorizzino le Life Skills.
“Per ultimo quello che abbiamo chiamato “Il territorio nel Teatro e il Teatro per il territorio” – prosegue Frizza -. Troppe persone è come avessero un blocco psicologico nei confronti del teatro, non si sentono intellettualmente non all’altezza. Un mito da sfatare, gli spettacoli teatrali storicamente sono sempre stati accessibili al popolo. Vorrei rendere il Teatro Donizetti un luogo vissuto dai bergamaschi, ma allo stesso tempo portare le nostre produzioni nel tessuto della città”.
Gli interventi
“Sostituire Micheli non era un compito semplice – spiega Giorgio Berta, presidente della Fondazione Teatro Donizetti -. Di Frizza mi ha colpito fin dal primo incontro la determinazione. Il termine scelto per questa presentazione (“Evoluzione”, ndr) non è casuale: non sarà una rivoluzione, il patrimonio della Fondazione è frutto del geniale lavoro degli ultimi dieci anni. Vogliamo andare ‘oltre’, pur rimanendo fedelmente ancorati al passato”.

“Si tratta di un momento importante per Bergamo, il Donizetti Opera è uno dei capisaldi della cultura della città – afferma Elena Carnevali, sindaca di Bergamo -. I cardini del prossimo triennio, continuità ed evoluzione, vogliono ridare centralità alla figura di Gaetano Donizetti e a Bergamo come città donizettiana”.
“Il Donizetti Opera è una piccola creatura che deve diventare adulta e per farlo deve uscire dalla città di Bergamo dando continuità all’amore nei confronti del compositore – sottolinea Massimo Boffelli, direttore generale della Fondazione -. Donizetti è un maestro internazionale, in Frizza ho visto il nostro stesso amore per le sue opere”.
“Frizza ha dimostrato fin da subito di avere entusiasmo e idee chiare sugli obiettivi da raggiungere – commenta Sergio Gandi, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo -. Partiamo da una base solida per crescere ancora di più a fianco del nome del ‘nostro’ compositore”.


