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Il video omaggio di Bergamonews per lo storico, autentica sentinella della democrazia. Ruffini: “La sua assenza deve macerare dentro di noi ancora prima che diventi discorso”

Bergamo. “Bisogna fare i conti con la memoria. La memoria stimola la riflessione, suscita conflitti interiori: ed io sono convinto che senza conflitti in fondo la vita valga davvero poco”. Angelo Bendotti lo ripeteva spesso. Era uno dei concetti ai quali teneva di più, un punto cardine del suo pensiero sulla ricostruzione storica legata alla complessità della Resistenza.

È trascorso un mese dall’istante in cui lo storico bergamasco si è accasciato al suolo mentre si preparava, accompagnato dalla moglie Gabriella, per uscire di casa per una visita medica incombente. Un mese esatto da quel drammatico 23 dicembre, quando le istituzioni culturali della città di Bergamo sono state costrette ad iniziare a pensare ad un’attività di restituzione storica senza l’apporto vitale del professore.

“Un mese nel quale più di ogni altra cosa ha prevalso la sua assenza, un costante senso di vuoto – confida Luciana Bramati, vicepresidente dell’Isrec -. Angelo non è più qui, non siede più nel suo ufficio e noi non possiamo più chiedergli consigli. La sua eredità maturerà con il tempo, ma oggi è ancora difficile definirne i contorni”.

E mentre l’Isrec pensa di organizzare una giornata dedicata alla sua figura, all’orizzonte sopraggiunge il venticinquesimo Giorno della Memoria (27 gennaio) e a Bergamo il pensiero non può che errare e volare ad Angelo. Uno storico che in vita ha scoperchiato vasi di Pandora cercando di restituire al meglio la drammaticità dell’esperienza partigiana.

vignetta aggiornata disegno Angelo bendottiAngelo Bendotti

“L’assenza di Angelo deve macerare dentro di noi ancora prima che diventi discorso – riflette Elisabetta Ruffini, direttrice dell’Isrec -. Se c’è una cosa che mi ha insegnato è il sentire nel profondo il ritmo delle cose e non inseguirlo, correre per correre”.

“Con onestà e quella spericolatezza che lui amava, ci stiamo impegnando nella costruzione dell’installazione dedicata al Giorno della Memoria che con lui avevo discusso per la Casa della libertà di Bergamo, l’ex Casa Littoria – rivela la direttrice -. Un primo passo per abitarne l’atrio davanti all’affresco di Antonio Santagata, con la consapevolezza che nei Lager il fascismo, qui impersonato da Antonio Locatelli, si compie”.

“I giorni trascorrono uno dietro l’altro, la nostra attività è ricominciata senza avere avuto il tempo di metabolizzare la perdita – continua Bramati -. Stiamo cercando di mantenere fede a tutte le iniziative che aveva messo in cantiere nella prima parte del 2025”.

Una convinzione era irremovibile nella mente del professore, che della Resistenza “non fosse ancora stato detto tutto”. Ed ecco che allora la speranza per il futuro è che la sua voce continui a risuonare per le vie della città, che la sua esistenza non vada perduta e che la sua essenza di sentinella della democrazia possa ispirare giovani e adulti, anche attraverso i simboli.

Perchè in fondo, usando le sue stesse parole, “i simboli sono importanti, non è vero che conta solo la sostanza. Conta anche l’umanità. Sarebbe come pensare di togliere i simboli all’amore: come farebbero due persone a volersi bene?”.


Ad un mese dalla morte, il video di Bergamonews per ricordare Angelo Bendotti è stato ideato e realizzato da Maurizio Bonfanti con alcuni inediti estratti dalle sue interviste.