MindFit Clinic: salute & benessere
Dalla poltrona del dentista a quella dello psicologo
Un segnale positivo di cambiamento è il crescente numero di personaggi pubblici che condividono apertamente i loro percorsi terapeutici, riducendo lo stigma attorno alla psicoterapia. Celebrità e influencer dimostrano che chiedere aiuto psicologico è un atto di forza, aiutando a normalizzare il tema della salute mentale
In un’intervista rilasciata per il format “Tra le linee” di Juventus Creator Lab & Cronache di Spogliatoio, pubblicata su YouTube il 9 dicembre 2024, Mattia Perin, portiere della Juventus, ha offerto una riflessione interessante sul tema della salute mentale. Durante l’intervista, il conduttore gli ha chiesto come mai sia considerato normale andare dal dentista, mentre il ricorso allo psicologo è ancora visto con diffidenza e avvolto da pregiudizi.
La risposta di Perin ha aperto uno spiraglio su un argomento spesso trascurato. Il calciatore ha messo in luce l’incoerenza di un sistema che ci spinge a prenderci cura del nostro corpo, ad allenarci per mantenere in forma i muscoli, ma che raramente dedica lo stesso impegno al “muscolo più potente che abbiamo”, ovvero il cervello. Se siamo pronti a perfezionare ogni aspetto della nostra preparazione fisica e a curare ogni dettaglio del nostro lavoro, perché non facciamo altrettanto per la nostra salute mentale?
Le parole di Perin invitano a riflettere sull’importanza di abbattere i tabù e i silenzi che circondano il benessere psicologico, soprattutto in un mondo dove la pressione mentale può essere altrettanto intensa quanto quella fisica.
Un ostacolo importante nell’affrontare la salute mentale è la difficoltà di riconoscere l’esistenza di un problema. Il disagio emotivo può essere sottile e spesso lo ignoriamo o lo giustifichiamo come una fase temporanea della vita. Questo porta molte persone a vivere nella sofferenza per lungo tempo, senza cercare aiuto professionale, convinte di poter superare tutto da sè. Un esempio comune è la sindrome del “va tutto bene”, in cui si tende a minimizzare segni di stanchezza, ansia o stress, pensando che si tratti solo di una fase passeggera.
Le ragioni che ci spingono a non affidarci ad un professionista della salute mentale sono molteplici.
Una delle principali è la mancanza di informazione: molte persone hanno idee confuse e distorte sulla psicoterapia. Non tutti sono pienamente consapevoli di quali siano gli strumenti e le competenze dello psicologo. Spesso, infatti, si pensa che a quest’ultimo si rivolgano solo le persone “pazze” o con problemi gravissimi, mentre in realtà la psicoterapia può essere utile per affrontare tutto ciò che ci crea disagio, dalle ansie quotidiane a lievi tic, da malesseri generalizzati al desiderio di migliorare la qualità della propria vita. Per definizione, lo psicologo si occupa di attività di prevenzione, diagnosi, intervento, promozione della salute, abilitazione-riabilitazione, sostegno e consulenza; un’infinità di opzioni alle quali ognuno di noi può attingere, per un motivo o per l’altro.
Un altro ostacolo è la negazione del problema e la difficoltà ad ammettere di non stare bene. A volte si preferisce ignorare o minimizzare il proprio disagio emotivo, convinti di poterlo superare autonomamente grazie alla forza di volontà, al tempo o all’affetto degli amici. La paura di accedere all’inaccessibile ci fossilizza in uno spazio emotivo che non ci permette di capire, comprendere, affrontare quel dolore o quella fatica. È vero che gli affetti e i familiari possono essere di supporto, ma è necessario evidenziare che uno psicologo offre competenze professionali, un approccio strutturato e strumenti mirati che vanno oltre la semplice empatia. “Passerà”, “Non è niente di grave”, ci ripetiamo, cercando di convincerci che tutto si risolverà autonomamente. Ma il dolore emotivo, se non affrontato, può diventare un peso insopportabile. Sottovalutare l’importanza di un supporto professionale può protrarre il disagio e peggiorare la situazione.
Un altro tabù è la mancanza di tempo e la paura di non ottenere risultati immediati. Sebbene la psicoterapia possa richiedere tempo, i benefici sono duraturi e spesso portano a una maggiore qualità della vita. A volte anche i piccoli passi avanti garantiscono un miglioramento complessivo. È bene inoltre ricordare che i percorsi sono personalizzati e che il terapeuta lavora con il paziente per adattarsi ai suoi bisogni e tempi, senza imporre nulla ma co-costruendo un percorso adatto alle proprie esigenze economiche ed emotive. Spesso poi si sottovaluta la possibilità di accedere ai consultori, servizi del territorio ad accesso libero che hanno la finalità di promuovere e tutelare la salute gratuitamente.
Inoltre, persiste la tendenza a medicalizzare il disagio. Viviamo in un’epoca in cui tutto sembra avere una pillola, una cura. Eppure, la sofferenza psicologica è complessa e multifattoriale, e non sempre si risolve con una semplice prescrizione. C’è il rischio di ridurre il disagio psicologico a un problema medico, senza considerare adeguatamente gli aspetti sociali, culturali e psicologici che lo alimentano. Il malessere emotivo, infatti, non è sempre un “disturbo” che richiede un trattamento farmacologico; molte volte è una reazione a stress, traumi o difficoltà legate alla vita quotidiana. In questi casi, non riconoscere e affrontare le cause sottostanti del disagio potrebbe portare a una visione semplificata e riduttiva del problema.
Inoltre, la medicalizzazione può portare a una visione che privilegia la soluzione rapida e chimica rispetto a un lavoro psicoterapico più profondo, che si concentra sulla comprensione e sulla gestione delle emozioni e dei conflitti interiori.
Un segnale positivo di cambiamento è il crescente numero di personaggi pubblici che condividono apertamente i loro percorsi terapeutici, riducendo lo stigma attorno alla psicoterapia. Celebrità e influencer dimostrano che chiedere aiuto psicologico è un atto di forza, aiutando a normalizzare il tema della salute mentale. Parallelamente, anche la politica sta iniziando a dare maggiore attenzione alla salute mentale, con progressi lenti ma significativi verso politiche più inclusive e un’accessibilità maggiore ai servizi psicologici, segnando finalmente un riconoscimento istituzionale dell’importanza del benessere mentale.
Per concludere, ci tengo a sottolineare l’importanza della prevenzione, spesso sottovalutata. Riprendendo le parole di Mattia Perin: “Non aspettate che vi succeda qualcosa nella vita per chiedere aiuto. Cominciate prima, perché abbiamo un potere totalmente inespresso”.
MindFit Clinic – Psicologia, psicoterapia, performance
Michela Berta
Psicologa ad orientamento cognitivo-costruttivista
Specializzata in sessuologia e in psicotraumatologia


