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Ammanco di 9 milioni di euro, Gandi replica a Pezzotta: “Chi mente non è chi gestisce i conti, ma chi parla di buco sapendo che non esiste”

Il vice sindaco e assessore al Bilancio mette i puntini sulle i dopo l’uscita dell’ex candidato sindaco e capogruppo dell’opposizione in Consiglio Comunale

Bergamo. Non sono certo passate le dichiarazioni fatte da Andrea Pezzotta, capogruppo in Consiglio Comunale della Lista Pezzotta, riguardo gli aumenti delle tariffe decisi dal Comune di Bergamo. E la risposta arriva direttamente da Palazzo Frizzoni, dall’assessore al Bilancio Sergio Gandi: “Non c’è nessun buco nel bilancio del Comune. Ogni anno, nella costruzione del bilancio di previsione, si parte da una situazione di potenziale squilibrio e l’impegno dell’Amministrazione è capire come recuperarlo.  E’ vero invece l’opposto: stiamo mettendo in atto la manovra che mette in equilibrio entrate e spese.

Ogni anno, allorché ci predisponiamo a definire il bilancio di previsione per quell’anno, ci troviamo di fronte a una potenziale situazione di squilibrio tra entrate e spese, del tutto fisiologica, considerato che le entrate tendono ad essere le medesime dell’anno prima mentre le spese, anche solo per effetto del tasso di inflazione, tendono a registrare incrementi.

Quest’anno – come abbiamo spiegato in questi giorni – le criticità sono molteplici: incremento del costo dei servizi in relazione all’incremento del costo della vita e alla crescita delle retribuzioni; incremento delle quote di mutui e interessi da restituire in ordine agli investimenti effettuati in questi anni; estensione dei servizi connessi agli investimenti effettuati con risorse PNRR (asili nido); incremento delle spese di manutenzione del reticolo idrico (x10); spesa sociale in crescita (grave emarginazione e assistenza scolastica agli alunni fragili); maggiori costi connessi alla raccolta rifiuti.

A fronte di queste criticità incolpevoli, il governo fa orecchie da mercante e, anzi, penalizza anche il nostro ente determinando un taglio sul 2025 di oltre 1,2 milioni. Il nostro Comune, per mantenere i propri servizi, deve provvedere quindi in autonomia. Da qui quindi la necessità di mettere mano all’imposta di soggiorno e ad alcune tariffe, sebbene in misura relativa ed equa, tutelando le fasce ISEE più deboli. Preso atto del potenziale squilibrio, si agisce pertanto sia sul lato della spesa, razionalizzando (i tagli), sia – se si può – sul lato delle entrate, cercando per quanto possibile di incrementarle. Da questa esigenza nasce la manovra in atto, che si compone di tagli e di incrementi delle entrate per un valore, in termini quantitativi, della dimensione dichiarata.

Una manovra che, a fronte di criticità plurime come sopra dette, è più articolata di altre che abbiamo conosciuto nel passato. In altri termini, i 9 milioni sono il valore della manovra e non di altro. La situazione è perfettamente sotto controllo e non da oggi né da ieri, ma da oltre 10 anni: basta chiedere, tra gli altri, a chi – anche tra le file della Lista Pezzotta -, ha avuto un ruolo di controllo dei conti negli anni scorsi nell’Organo di revisione. Chi mente non è chi gestisce i conti ma chi parla di “buco” sapendo che non esiste nessun buco”.