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Regione Lombardia, nasce l’osservatorio sui grandi carnivori per la gestione dei lupi

Verrà istituito entro giugno 2025 e avrà il compito di analizzare i dati e produrre il report annuale sulla presenza, condividendo buone pratiche e coordinandosi a livello nazionale ed internazionale con tutti gli enti coinvolti

Milano. Si è tenuta oggi, mercoledì 22 gennaio, in Commissione Valorizzazione e tutela dei territori montani e di confine – Rapporti tra Lombardia e Confederazione svizzera, un’audizione in merito al tema dei “grandi carnivori” all’interno del progetto Life NatConnect2030. All’incontro hanno partecipato Ersaf Lombardia e la Direzione Generale Territorio e Sistemi Verdi.

“L’audizione – ha commentato il presidente della Commissione Montagna di Regione Lombardia, Giacomo Zamperini – rappresenta un’importante punto di svolta su un tema di cui ci occupiamo da oltre due anni. In passato, non era mai stato considerato, ma dopo aver costituto il Gruppo di Lavoro sui “grandi carnivori”, i risultati cominciano ad arrivare. Grazie al lavoro di questi mesi, finalmente sono state accolte le nostre richieste e, rimodulando un progetto iniziale, a breve nascerà l’Osservatorio Grandi Carnivori, uno spazio dove i tecnici e gli esperti potranno mettere a confronto i dati e le innovazioni tecnologiche. Si compie così un passo importante verso una gestione seria della tematica, per evitare da una parte di alimentare falsi miti ed inutili allarmismi, dall’altra per affrontare seriamente un problema che oggi riguarda la nostra regione, trovando soluzioni efficaci che ci portino ad adottare un piano di controllo dei grandi carnivori, prima che sia troppo tardi. Finalmente, dopo il declassamento, con l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, stiamo avendo dei confronti molto importanti anche con le altre regioni dell’arco alpino per predisporre una linea comune d’intervento su monitoraggio, prevenzione e gestione dei lupi”.

“L’Osservatorio avrà il ruolo principale di dare strumenti per la prevenzione e la mitigazione dei danni, oltre a formare tecnici, operatori e, soprattutto, fornire supporto gli allevatori. Un passo avanti sarà finalmente anche la costituzione di una Task Force specializzata, la Wpiu, Wolf Prevention Intervention Unit, un vero e proprio “Sos lupi” al quale il territorio, i cittadini e le istituzioni potranno rivolgersi per avere informazioni puntuali ed un pronto intervento sul tema lupo, immaginando anche di predisporre un numero telefonico dedicato che possa fornire indicazioni sui corretti comportamenti da adottare in tempo reale”.

“L’osservatorio regionale sui grandi carnivori – afferma il consigliere regionale bergamasco Michele Schiavi – verrà istituito entro giugno 2025, ed avrà il compito di analizzare i dati e produrre il report annuale sulla presenza dei lupi, condividere buone pratiche e coordinarsi a livello nazionale ed internazionale con tutti gli enti coinvolti nella gestione del lupo. A partire da marzo la Commissione Europea potrà procedere con l’iter per arrivare al declassamento del lupo, è necessario aspettare tre mesi dal voto della Convenzione di Berna, e mi auguro che ciò possa avvenire nel più breve tempo possibile: è assolutamente necessario fornire alle regioni gli strumenti adatti per gestire e contenere la specie lupo, anche prevedendo una riduzione del numero degli stessi sul territorio”.

“Durante l’incontro – concludono Zamperini e Schiavi – abbiamo ribadito anche la necessità di coinvolgere maggiormente le associazioni agricole ed i rappresentanti del pastoralismo lombardo, certi che il loro contributo sia indispensabile per rendere questo lavoro realmente efficace. Vogliamo ringraziare Ersaf, Regione Lombardia con i diversi assessorati coinvolti per il loro contributo e, soprattutto, i carabinieri forestali, la polizia provinciale e tutti coloro che stanno dando un grande mano nella gestione dei grandi carnivori in Lombardia e che saranno decisivi per avere un piano di monitoraggio e controllo efficace”.

“La gestione del contenimento dei grandi carnivori, come lupi e orsi, è una questione politica, proprio come lo fu la decisione di eliminare il lupo dai nostri territori 150 anni fa – così Pietro Macconi, Fratelli d’Italia -. Oggi, per determinare la strada da intraprendere, è necessario porsi alcune domande fondamentali e riflettere attentamente: l’ambiente ha sofferto per l’assenza del lupo, al punto da rendere indispensabile la sua reintroduzione? Quali benefici concreti ne derivano per l’ecosistema e per l’uomo? Dobbiamo concedere al lupo totale libertà di espansione, o limitarne la presenza a spazi e riserve specifiche? Un aspetto fondamentale da sottolineare è che il lupo non è più a rischio di estinzione: in Europa si stimano circa 20.000 esemplari, con l’Italia che ospita la popolazione più numerosa dell’Unione Europea, stimata tra i 3.300 e i 3.600 individui. Prima di permettere al lupo di insediarsi ovunque, è necessario rispondere a queste domande. Inoltre, sarebbe utile un confronto tra le aree attualmente libere dalla presenza del lupo e quelle in cui è già presente, per valutare se la sua reintroduzione porti effettivi vantaggi all’ecosistema e alle persone”.
“Un importante segnale di attenzione per le nostre montagne, i loro cittadini e tutti coloro che con grande fatica vi lavorano e che intendono continuare a viverci, ha affermato il consigliere regionale Alberto Mazzoleni – membro di entrambe le commissioni. Con la nascita entro giugno dell’osservatorio grandi carnivori, si troverà finalmente uno spazio dove i tecnici e gli esperti potranno mettere a confronto i dati e le innovazioni tecnologiche. Continua così l’ottimo lavoro svolto dall’assessore all’Agricoltura Beduschi sul tema della tutela delle montagne”.