Uccise l’anziana per la quale lavorava buttandola dalla finestra: condannata a 18 anni
La Corte d’Assise ha emesso la sentenza nei confronti di Krystyna Mykhalchuk, ucraina di 28 anni, collaboratrice domestica della vittima
Bergamo. È stata condannata a 18 anni di reclusione Krystyna Mykhalchuk, la 28enne ucraina accusata dell’omicidio di Rosanna Aber, 77 anni. La donna, il 22 aprile 2022, spinse l’anziana per la quale lavorava come collaboratrice domestica giù dalla finestra del quarto piano dell’appartamento di via Einstein a Bergamo.
I giudici della Corte d’Assise del Tribunale di Bergamo si sono ritirati per circa 2 ore e mezza, prima di emettere la sentenza di condanna a carico della giovane mamma. Hanno riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti rispetto alle aggravanti del nesso teleologico e dell’abuso di relazioni domestiche, per questo hanno abbassato la pena rispetto a quella di 23 anni richiesta dai pubblici ministeri Emanuele Marchisio e Guido Schininà.
I difensori Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta hanno già annunciato che, una volta depositate le motivazioni, faranno sicuramente appello. Per loro infatti sussistevano diversi dubbi rispetto alla colpevolezza della loro assistita, che aveva ammesso di aver effettuato tre prelievi con il bancomat della Aber, rubandole così 2mila euro a causa della sua ludopatia, ma si era sempre dichiarata innocente rispetto alla morte dell’anziana.
Commossi i figli della vittima, che non si sono mai persi un’udienza. Lo stesso per la sorella Lucrezia, molto legata a Rosanna: insieme sarebbero dovute partire per una vacanza a Tenerife, se non fosse accaduta la tragedia. Nessuno dei parenti ha mai creduto alla tesi iniziale del suicidio: la 77enne era una donna vitale, vivace, che dopo aver accudito il marito malato per molti anni, stava tentando di godersi la vecchiaia insieme ai suoi affetti.

