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Rissa tra ragazze in stazione, una estrae il coltello e ferisce coetanea: “Noi studenti stanchi di scene così”

Lunedì alle 13,30: 18enne colpita alla nuca finisce in ospedale, non è grave

Bergamo. “Troppi coltelli e armi bianche nelle tasche di giovani e meno giovani, sia italiani che stranieri”. L’allarme era stato lanciato dal questore Andrea Valentino e dal prefetto Luca Rotondi durante il vertice per la sicurezza convocato il giorno dopo l’omicidio del vigilante Mamadi Tunkara in via Tiraboschi. Un allarme che persiste, visto quanto accaduto lunedì 20 gennaio alle 13,30 in piazzale Marconi, davanti alla stazione di Bergamo. A colpire, questa volta, è il fatto che ad avere usato un coltello (o, se non un coltello, un taglierino) sia stata una ragazza di soli 18 anni. Per futili motivi – come ricostruito dagli agenti della Polizia di Stato intervenuti – avrebbe ferito alla nuca una sua coetanea, trasportata in condizioni non gravi all’ospedale Papa Giovanni.

“Le ho viste che si rotolavano per terra, poi una di loro ha tirato fuori il coltello – racconta una studentessa di passaggio, testimone dell’accaduto -. L’altra perdeva parecchio sangue. Non possono continuare a verificarsi scene così, servono più controlli”. Il problema sicurezza in stazione è arcinoto, i controlli delle forze dell’ordine sono aumentati e i primi risultati “si vedono”, ha assicurato il questore. Servizi mirati e attività preventiva sono stati incrementati un po’ in tutta la zona: dalle pensiline fino alla vie Bonomelli, Paglia e Novelli. Ma le forze dell’ordine non hanno la sfera di cristallo: trovarsi al posto giusto nel momento giusto, a volte, è semplice questione di fortuna.

Da quanto si apprende, le ragazze coinvolte nella lite sono entrambe classe 2006, italiane con piccoli precedenti di polizia. La 18enne ferita ha sporto denuncia. “Conosco quel gruppo, sono sempre in giro a disturbare e importunare noi ragazzine – continua la testimone -. Ci hanno provato anche con me, mi hanno avvicinata con la scusa di voler provare la mia borsa. Ho fatto finta di ricevere una chiamata dai miei genitori e mi sono allontanata. Insistevano e mi insultavano. Ringrazio che non mi hanno messo le mani addosso…”.