Pandemonium Teatro: gli appuntamenti del week-end e del Giorno della Memoria
Gli appuntamentti di sabato 25, domenica 26 e lunedì 27 gennaio
È ricco di spettacoli il programma del fine-settimana di sabato 25 e domenica 26 gennaio, ma anche per lunedì 27, Giorno della Memoria.
Ecco i dettagli.
Sabato 25 gennaio, ore 21:00, Teatro di Loreto, Bergamo
Compagnia La Piccionaia: FINO A QUANDO LA MIA STELLA BRILLERÀ
(Young Adult +12 anni)
Sabato 25 gennaio, ore 21:00, Teatro degli Storti, Alzano Lombardo (Bg)
Pandemonium Teatro: VIA DA LÌ, STORIA DEL PUGILE ZINGARO
(Young Adult +11 anni)
Domenica 26 gennaio, ore 16:30, Teatro di Loreto (Bg)
Pandemonium Teatro: LA MUCCA E L’UCCELLINO
(+2 anni)
Domenica 26 gennaio, ore 16:30, Teatro degli Storti, Alzano Lombardo (Bg)
Accademia Perduta Romagna Teatri: ZUPPA DI SASSO
(+3 anni)
Lunedì 27 gennaio, ore 20:30, Teatro di Loreto, Bergamo
Pandemonium Teatro: SIAMO STATI NOI
Memoria in coro
(+12 anni)
Dettaglio appuntamenti:
Sabato 25 gennaio, ore 21:00, Teatro di Loreto, Bergamo
Compagnia La Piccionaia: FINO A QUANDO LA MIA STELLA BRILLERÀ
(Young Adult +12 anni)
con Margherita Mannino / drammaturgia Daniela Palumbo / regia Lorenzo Maragoni
“Perché non posso più andare a scuola papà?” “Perché siamo ebrei, Liliana”
Una storia dolorosa, indimenticabile, quella di Liliana Segre che a soli 13 anni viene deportata nel campo di concentramento di Auschwitz. Una storia di cui il mondo deve farsi portatore per tramandare quello che è stato e che non deve mai più accadere.
Un racconto che nasce dalla personale esigenza di aiutare le giovani coscienze a familiarizzare con fatti dolorosi che fanno parte del nostro passato attraverso gli strumenti più adatti.
Il testo, scritto da Daniela Palumbo, ci parla in modo semplice, diretto. Racconta di un’infanzia felice e spensierata, quella di Liliana bambina, di un’adolescenza stravolta, di un viaggio al limite della sopravvivenza e di una prigionia che si fatica ad immaginare. Di un ritorno, difficile, faticoso e di un amore, infine, che fa rinascere.
Questo lavoro di teatro sociale si mostra più che mai fondamentale, imprescindibile in un momento storico in cui i temi dell’immigrazione, della sovranità nazionale, dei confini, tornano a dover essere affrontati in un modo nuovo. La forza del racconto di una vita reale, di fatti realmente accaduti, rende tangibile la precarietà di molti traguardi civili raggiunti dall’uomo. Può sempre succedere qualcosa che rischi di indebolire queste certezze ritenute, fino a poco prima, pienamente condivise.
Ecco allora che quei valori, di umanità, di uguaglianza, di tolleranza, tornano a dover essere difesi, compresi, tutelati.
La storia di Liliana affronta non solo il tema della deportazione ma anche, ad esempio, l’effetto della promulgazione delle leggi razziali che porta alla privazione di una serie di diritti civili. Ancora, si parla di clandestinità, del tentativo di fuga da un paese avverso, l’Italia, verso uno neutrale, la Svizzera.
Lo spettacolo trascende il mero racconto offrendo innumerevoli spunti di dialogo col proprio pubblico. Dalla difficoltà di discernere il bene e il male nel rapporto tra etica e legge scritta, allo sviluppo del concetto di identità personale e collettiva, alla presa di coscienza dell’importanza delle politiche di welfare e della tutela dello Stato verso i suoi cittadini attraverso un sistema di protezione e accoglienza.
La crescita del senso civico si nutre anche di questo tipo di lavori teatrali.
La cultura resta l’unico strumento per combattere l’odio, la violenza, la discriminazione. È Liliana che ci insegna tutto ciò e noi con questo spettacolo, la aiutiamo a portare avanti questo messaggio.
Sabato 25 gennaio, ore 21:00, Teatro degli Storti, Alzano Lombardo (Bg)
Pandemonium Teatro: VIA DA LÌ, STORIA DEL PUGILE ZINGARO
(Young Adult +11 anni) di e con Walter Maconi
Johann Trollmann, detto Rukeli, ha un sogno: diventare un campione di boxe.
Rukeli è stato campione di Germania dei pesi mediomassimi negli anni trenta. Nato ad Hannover, in Germania, Rukeli era sinto (quello che ancora oggi definiremmo “uno zingaro”).
Proprio questa sua diversità lo ha reso un innovatore: è stato il primo pugile professionista a introdurre “il gioco di gambe. Come tutti gli innovatori, anche Johann Trollmann non ebbe una vita facile: nella Germania nazista dove il “vero pugile” era chi stava fermo al centro del ring e tirava pugni basando il suo stile solo su forza e virilità, il ballerino zingaro non poteva certo essere il campione, e così fu condannato a una implacabile discesa negli abissi.
Il titolo “Via da lì” riprende la frase che dal bordo ring i secondi lanciano al loro atleta quando è stretto nell’angolo e lo incitano a uscire dalla trappola. È una frase-invocazione che a livello simbolico raccoglie tante delle piste narrative che la storia portata in scena contiene.
Una storia incredibile, dove sport, successo, politica, Storia, passione si abbracciano togliendo il respiro. Una “piccola” vicenda umana per raccontare la Storia e una delle sue più grandi tragedie: il genocidio di intere etnie, culture e diversità ad opera dei nazisti. Una storia che parla di come lo sport riesca a farci crescere e cambiare, di cosa voglia dire convivere con la propria identità e diversità, di come un sogno possa sfidare i pregiudizi.
Domenica 26 gennaio, ore 16:30, Teatro di Loreto (Bg)
Pandemonium Teatro: LA MUCCA E L’UCCELLINO
(+2 anni) con Giulia Manzini e Lisa Ferrari
C’era una volta una mucca senza vitellino.
C’era una volta un uccellino caduto dal nido.
Quando si incontrano, la mucca trova un figlio, l’uccellino trova una mamma. Non importa se sono di due razze diverse. Però l’uccellino non sa di essere un uccellino, crede di essere una mucca e non vuole volare. La mucca, invece, sa che suo figlio è un uccellino e non una mucca e vuole insegnargli a volare. Ci riuscirà?
Scritto da Lisa Ferrari qualche anno prima che Luis Sepúlveda pubblicasse la celebre fiaba “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, lo spettacolo utilizza un linguaggio prevalentemente non verbale e, con una serie di gag buffe e tenere, racconta il rapporto d’amore fra genitori e figli.
Racconta come questo amore non possa prescindere dall’impegno educativo del genitore, che deve aiutare il figlio a trovare la sua strada. Racconta il rapporto che lega adulti e bambini: quello fra genitori e figli biologici; quello fra genitori adottivi o affidatari e i minori di cui hanno la responsabilità; quello fra gli insegnanti e i loro scolari. È un legame in cui si mischiano affetto, senso di protezione, bisogno l’uno dell’altro e riconoscimento reciproco.
(Lo spettacolo è stato ospite dei seguenti Festival: Giffoni Teatro Festival, Festival Filosofia di Modena, Enfanthéâtre di Aosta).
Domenica 26 gennaio, ore 16:30, Teatro degli Storti, Alzano Lombardo (Bg)
Accademia Perduta Romagna Teatri: ZUPPA DI SASSO
(+3 anni)
di Danilo Conti e Antonella Piroli, con Danilo Conti
La fiaba a cui è ispirato lo spettacolo si perde nelle trame del tessuto popolare fitto di storie, racconti, aneddoti. Risale ad epoche in cui giramondo, vagabondi, soldati reduci da battaglie campali che tentavano di ritornare a casa, di solito a piedi e senza risorse, incontravano gli abitanti di villaggi sul loro percorso.
Stranieri, sconosciuti che chiedevano ospitalità e ristoro e che alle volte con qualche espediente sapevano conquistare la fiducia degli abitanti dei luoghi che attraversavano, risvegliando in questi ultimi sentimenti e sensazioni dimenticate o sopite.
La storia della Minestra di sasso, fonte di ispirazione dello spettacolo, trasversale a diverse culture fiabesche, narra appunto di uno di questi viandanti che raggiunge un villaggio e non trova ospitalità per la paura e la diffidenza degli abitanti. Solamente attraverso un espediente riuscirà a saziarsi. Improvvisa un fuoco nella piazza del paese e, dopo aver chiesto in prestito una pentola, mette a bollire un sasso di fiume. La curiosità prende il sopravvento sulla diffidenza e ben presto tutti gli abitanti del posto desiderano aggiungere qualcosa, chi il sale, chi una verdura, all’ingrediente segreto che bolle in pentola e in alcuni casi la fiaba termina con una festa a cui partecipano tutti allegramente, in altri invece, la minestra se la mangia solamente l’improvvisato cuoco. In tutte le versioni della storia però c’è un denominatore comune: il viandante, così come è apparso se ne va, senza dare spiegazioni, senza dire chi sia. Semplicemente riprende il suo viaggio e scompare anche se lascia una profonda traccia del suo passaggio.
In versioni più contemporanee il posto dei personaggi umani viene preso da animali che simboleggiano differenti psicologie e attitudini: un vecchio lupo, ormai non più cacciatore, poi, galline, maiali, pecore, capre, cavalli, asini, cani, portano a turno vari ingredienti e infine si ritrovano attorno ad un camino in un convivio festoso. Anche in questa versione il lupo vagabondo se ne andrà portando via il suo sasso. Non è infatti tanto nella figura del protagonista, umano o animale che sia, da ricercare il significato o la morale della storia, quanto in quello che questa figura è in grado di lasciare nei personaggi che restano. Ne sono trasformati, riscoprono sentimenti di unione, amicizia, felicità, leggerezza, che avevano dimenticato, abbandonato. La diffidenza verso gli altri, il sospetto, la paura lasciano il posto alla apertura degli animi, a sentimenti veri attraverso un gioco di illusione come quello del sasso. L’attore attraverso l’utilizzo di oggetti e maschere interpreterà i differenti personaggi e li condurrà verso la festosa cena finale.
Lunedì 27 gennaio, ore 20:30, Teatro di Loreto, Bergamo
Pandemonium Teatro: SIAMO STATI NOI
Memoria in coro
(+12 anni)
In scena oltre 30 cittadini e cittadine tra adulti e bambini dai 12 anni con la regia di Federico Nava.
Testo inedito di Federico Nava con estratti di autori del passato.
Gli stermini, le persecuzioni e l’odio del nazismo verso il diverso, il dissidente politico, la disabilità hanno segnato e, in parte, segnano ancora oggi in nostro tempo. Nella ricorrenza dell’80° anniversario del Giorno della Memoria, un coro di cittadini e cittadine salirà sul palco per raccontare le azioni degli uomini, non solo compiute e subite, ma anche quelle che sono state in grado di combattere l’ingiustizia.
L’appuntamento fa parte del progetto “TEATRO LIBERA TUTTI! Percorsi teatrali tra generazioni e territori” e, più in particolare, della sezione CORI CITTADINI, performance pubbliche di narrazione e teatro civile che coinvolgono la cittadinanza con diverse fasce d’età, in occasione di celebrazioni significative che accompagnano la nostra storia.
Prenotazione consigliata: 035 235039 – info@pandemoniumteatro.org
ingresso posto unico 2€
Biglietti:
Info e prenotazioni 035 235039 – info@pandemoniumteatro.org
Prevendite online su Vivaticket / Info, programmi, vendita biglietti sul sito www.pandemoniumteatro.org


