Presidenza del Parco delle Orobie e Bim, rinviato il voto: Fratelli d’Italia frena Lega e Pd
Il partito con la fiamma, a caccia di una poltrona, fa slittare la decisione grazie all’accordo con i presidenti delle Comunità Montane
Bergamo. E per un tentativo fallito di allunamento del voto, precisamente quello del rinnovo del Cda del Parco del Serio, ce n’è un altro che invece è andato a buon fine. Se infatti la recente storia politica delle dinamiche provinciali racconta di una prova mancata, quella di Claudio Bolandrini, delegato di Pasquale Gandolfi chiamato a tirare le fila degli equilibri di potere e delle logiche di spartizioni della cariche rispetto alle nomine di solo una settimana fa, questa volta i corsi e ricorsi, per dirla alla Vico, hanno avuto esito diverso. Anche se l’origine del tutto è ancora da andare a pescare proprio in quella poltrona mancata dalla Lega. Con, all’ordine del giorno, la disputa per la scelta dei numeri primi di Bim e Parco delle Orobie.
Il Carroccio, rimasto a bocca asciutta nella disputa del rinnovo del Consiglio di amministrazione del Parco del Serio, dopo i mugugni e i sorrisi a denti stretti, non si è certo arreso, rilanciando e alzando la posta con la richiesta di un posto di tutto rilievo. L’obiettivo era la carica più ambita, quella del Bim, un’istituzione che fa gola a tutti i partiti, se non fosse altro che per l’importanza che ricopre nella gestione del territorio e per la consistente quantità di quattrini che muove lo stesso Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Lago di Como e Fiumi Brembo e Serio che, tra i suoi compiti, ha anche quello ridistribuire ai Comuni consorziati le risorse finanziarie, finalizzate allo sviluppo socio economico delle popolazioni residenti.
E lo schema proposto dalla Lega, per ricucire lo strappo con i suoi amministratori, in particolare con i proponenti di Seriate che hanno visto di fatto cassato l’uomo di fiducia proposto per la partita Parco del Serio, è stato il medesimo della Provincia, l’asse, cioè, che tiene in piedi i pesi politici di via Tasso. Come? Chiedendo, di fatto, al Pd e a Forza Italia la sponda per garantire la presidenza a Massimo Scandella, uomo del segretario provinciale Fabrizio Sala, in cambio dell’appoggio, per la nomina del Parco delle Orobie, a quella di Marco Milesi, in quota Pd. Peccato però che non ha fatto i conti con Fratelli d’Italia che sì, in quel di via Tasso sta all’opposizione, ma che certo non ha nessuna volontà di rimanere sempre fuori dai giochi.
Se si fosse tirato dritto, infatti, alla Lega e al Pd sarebbero mancati i numeri per poter portare a casa quanto immaginato. E la ragione sta proprio nello zampino, tutto politico, di chi, in Valle, con il simbolo della fiamma sul petto, la fa da padrone. Un’operazione tutta targata Fratelli d’Italia, meditata e ora raccontata grazie all’aiuto dei presidenti delle Comunità Montane, nella fattispecie Seriana e Val di Scalve, e con una Brembana in bilico, che pur civici e dunque senza tessera di partito in tasca, sono molto più vicini al partito con la fiamma e a Forza Italia piuttosto che al centrosinistra o, ancora, alla Lega. Forte di un no deciso e di un peso equivalente al 52%, e dunque con la certezza di avere in tasca la maggioranza, Fratelli d’Italia ha chiesto un rinvio che ha tutto il sapore di chi ha intenzione di alzare la posta in palio.
“Senza Fratelli d’Italia gli accordi non fanno”. E ancora, “abbiamo tutti i numeri per portare a casa almeno una delle due poltrone. Non ci mancano certo i nomi da proporre”. Ergo, il tempo di sedere sui banchi della minoranza, a meno che non sia una scelta come oggi avviene in Provincia, è finito. E se da un lato è logica che Fratelli d’Italia spinga perché le due nomine siano entrambe di appartenenza del centrodestra, cosa però piuttosto improbabile visto il peso politico che ha la Provincia in entrambe le tornate, dall’altra è anche vero che un primo punto è stato messo a favore del primo partito a livello nazionale: Fratelli d’Italia 1, Lega 0.
Calato il sipario dunque per mancanza di numeri, con una decisione che si sarebbe dovuta prendere il 14 gennaio scorso e che, guarda il caso, ore, è stata posticipata a data di definirsi. Manca ancora il cerchietto rosso sul calendario, ma quel che è chiaro è che le due decisioni, i due rinnovi, Bim e Parco delle Orobie, avverranno se non nello stesso giorno, a brevissima distanza l’una dalle altre.






