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La celebrazione nella chiesa di San Sebastiano, alla presenza della sindaca Carnevali, dell’assessore alla Sicurezza Angeloni e di tutto il comando cittadino. A fare gli onori di casa la comandante Monica Porta

Bergamo. Una chiesetta, in cima a Città Alta, che ha tutto il senso del raccoglimento. Semplice ma ricca allo stesso tempo, dedicata ad un santo, San Sebastiano, che ha fatto dell’impegno civico il senso della sua vita. Passione che l’ha portato al martirio, ma che non ha mai scalfito, nemmeno per un minuto, in una ritrovata e sempre rinnovata forza interiore, l’aiuto al prossimo. Un artigiano dell’armonia civica. Il primo, ma solo in ordine temporale, tanto intenso e da esempio che, sulle sue orme, metaforiche, si sono messi gli agenti della polizia locale. Di tutta Italia e dunque anche di Bergamo che, per la prima volta, hanno scelto di festeggiare il loro santo patrono con una messa celebrata dal vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi. In un raccoglimento tanto composto quanto potente suono così risuonate parole e moniti rivolti a chi si occupa e preoccupa tutti i giorni della sicurezza della città e dei suoi cittadini.

Un compito e una responsabilità importanti, che certo non devono rimanere isolati nell’azione, ma che devono trovare il sostegno e la collaborazione delle forze tutte, dalla politica alla divisa, fino ad arrivare alla comunità e alla singola persona, ciascuno con i suoi strumenti, ciascuno facendo il suo pezzetto. Una coralità, un’unione d’intenti rappresentata, per l’occasione dalla presenza delle autorità civili, religiose e delle forze armate, con la sindaca Elena Carnevali in testa, dietro di lei l’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni, il questore Andrea Valentino, il comandante provinciale dei carabinieri di Bergamo, i vertici della Guardia di Finanza e quelli della Provincia. Tutti accolti dalla comandante Monica Porta, chiamata a fare gli onori di casa, se così si può dire, e a ringraziare, qualche istante prima della fine della celebrazione, chi l’ha preceduta, Gabriella Messina, che certo non poteva mancare alla ricorrenza. E che ha chiuso la mattinata invitando i tanti agenti che compongono il nucleo di Bergamo a “fare della resilienza uno dei principi fondanti del lavoro insieme all’attaccamento per la propria professione e al senso di appartenenza al proprio luogo di lavoro, tale da poter trovare conforto e aiuto proprio anche tra i colleghi”.

Nell’omelia, il vescovo Beschi ha tracciato le linee fondamentali dell’impegno che, quotidianamente, la polizia locale svolge, rivolgendosi agli agenti come portatori di armonia civica, primi custodi della sicurezza. Una riflessione che, come ci ha insegnato ad ascoltare, è stata capace di spaziare dai grandi temi del fare fino alla contingenza del momento, dall’attualità fino al sentimento del territorio, in un flusso di considerazioni che non hanno mancato di ricordare le affettuose lezioni di Papa Giovanni e Papa Francesco.
“Ricordando la storia di San Sebastiano e celebrando oggi la ricorrenza della Polizia Locale, a lui devota come suo santo patrono, siamo qui a ribadire, ancora una volta e di più, l’importanza del vivere e dell’affrontare questioni come quella della sicurezza, anche stradale, raccogliendo le disposizioni e lo spirito del nuovo codice della strada. Lo facciamo con il cuore e con lo spirito giusto, riconducendo a ciascuno di noi una responsabilità che ha il fine di diventare corresponsabilità di tutti – così il vescovo –. Non basta infatti solo quella del singolo o quella di chi ci governa o della polizia locale. Serve che ciascun cittadino, che ogni persona si impegni per portare avanti un processo in cui, a beneficiarne, siamo tutti. Una sicurezza partecipata che sia così rispondente del bisogno e dei beni comuni”. E da qui l’invito, sentito e forte a “creare un’amicizia civica tra tutti coloro che camminano insieme lungo questa strada, perché l’azione corale si faccia fondamento della sicurezza nel profondo. La sicurezza è complessiva e complessa, e sì alcune situazioni la alimentano. Proprio per questo servono risposte concrete e corali.  L’appello che rivolgo a tutti voi è che chi esercita il servizio per il bene civico, chi si fa garante dell’ordine, ne abbia anzitutto uno interiore, che viva alimentato da una retta coscienza. Se voi, per primi, per primi non credete nel vostro ordine interiore, difficilmente riuscirete a rispondere alla richiesta di prossimità e di vicinanza. Voi siete artigiani dell’armonia civica, facciamoci voce di una città e di una comunità”.

Intitolazione del laboratorio della polizia locale al vice commissario Mario Dino

Subito dopo la celebrazione, la comandante della polizia locale Monica Porta ha raggiunto il comando di via Coghetti per l’intitolazione del laboratorio di analisi documentale al vice Commissario Mario Dino, recentemente scomparso.  Il Vice Commissario Mario Dino ha dedicato oltre 30 anni della sua vita al servizio della Polizia locale.  La sua carriera ha avuto inizio nel 1989 presso il Comune di Ragusa, proseguendo attraverso incarichi in altri comuni lombardi fino al suo approdo, nel 1992, nel Corpo di Polizia Locale di Bergamo, dove ha svolto la maggior parte del suo servizio. Nel corso della sua carriera si è distinto particolarmente nel campo dell’analisi del falso documentale, fondando e assumendo la responsabilità del Laboratorio Analisi dei Falsi Documentali della Polizia locale di Bergamo.

La sua competenza in questo settore specialistico, lo ha portato a essere nominato a più riprese Consulente tecnico per l’Autorità Giudiziaria e lo ha reso punto di riferimento per gli uffici di Polizia della Provincia di Bergamo e delle province limitrofe. Il Vice Commissario Mario Dino ha costantemente perseguito l’eccellenza professionale e l’aggiornamento delle proprie competenze, conseguendo nel 2019 la laurea in scienze dei servizi giuridici presso l’Università degli Studi di Bergamo, discutendo una tesi sulla falsità nell’ambito dei delitti contro la fede pubblica.

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Il suo servizio è stato contraddistinto da numerosi riconoscimenti, tra cui un attestato di Pubblica Benemerenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2008 e un Encomio solenne del Presidente della Regione Lombardia nel 2005.  Di particolare rilevanza è stato il suo impegno nella formazione specialistica: ha tenuto nella sua carriera numerosi corsi e seminari, condividendo la propria esperienza con colleghi e nuove generazioni di operatori di polizia, allargando il Laboratorio Analisi Documentale a due agenti da lui personalmente formati.

Nel 2021, divenuto Ufficiale, ha proseguito la sua attività di formazione degli agenti del Corpo Polizia locale di Bergamo quale Ufficiale di turno per poi divenire Responsabile del Servizio Controllo del Territorio e Manifestazioni, pur continuando la sua opera di formazione in tema di falso documentale e di Polizia Giudiziaria. Il Vice Commissario Mario Dino è venuto a mancare nell’agosto 2024 dopo una lunga malattia, lasciando nel Corpo di Polizia locale di Bergamo un incolmabile vuoto professionale e umano.