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Quei 20 monopattini gettati dalle Mura: “È così che si tratta un patrimonio dell’umanità?”

Giacomo Nicolini, presidente dell’associazione Orobicamente impegnata nella tutela ambientale di Bergamo e colli: “Trovati televisori, batterie, cartelli stradali. Inciviltà crescente, chiediamo più sensibilità e attenzione”

Bergamo. Duecentocinquanta metri di pulizie tra San Lorenzo e la Fara, risultato? “Oltre 300 chili di porcherie, anche inquinanti. Un monopattino lanciato dall’alto, una batteria per auto, un televisore, vetro e metallo – elenca sconsolato Giacomo Nicolini, presidente e fondatore dell’associazione Orobicamente , impegnata nella tutela ambientale di Bergamo e colli -. Gesti che non solo offendono la nostra fatica, ma che di certo non contribuiscono alla tutela e alla bellezza del paesaggio. Alla faccia di un luogo patrimonio dell’umanità”.

I monopattini. “Ne avremo visti una ventina lanciati in fondo alle Mura, ripescati semidistrutti dai nostri volontari. Mi chiedo: che senso ha trattarli così? Fosse per me – riflette Nicolini – li ritirerei dal territorio”, ma questo è un altro discorso. Restando sul tema, invece, il presidente dell’associazione aggiunge al lungo elenco dei “rinvenimenti “delinquenziali anche elettrodomestici e cartelloni stradali divelti. “In media raccoglievamo 50 quintali di pattume l’anno, adesso saranno 60-70”. Segno di una inciviltà crescente? “Sì”, risponde secco Nicolini.

 

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Tenere le Mura pulite ogni anno comporta “un giro completo di 6 chilometri, con circa 180 mila metri quadrati di rivestimento da pulire dalle piante infestanti – spiega il presidente di Orobicamente -. Abbiamo 35 operatori, 20 addetti alle funi con abilitazione ministeriale e 15 che lavorano al suolo”. I primi operano il sabato e in situazioni particolari anche la domenica, i secondi il martedì e il giovedì. “Tra i nostri volontari c’è chi supera i 70 anni e dovrà essere sostituito – fa sapere Nicolini -. Quest’anno contiamo di arrivare a 40 persone, abbiamo richieste da fuori città”.

Il fondatore dell’associazione lancia un piccolo ma sentito appello: “Non veniamo meno al ‘Patto di collaborazione’ che abbiamo sottoscritto con l’amministrazione, ma vorremmo maggiore sensibilità e attenzione da parte di tutti. Anche ai privati che hanno i terreni sotto le Mura andrebbero tirate le orecchie per la gestione del verde, e non solo quella. Non parliamo poi di tutto ciò che troviamo dopo le feste dei laureati. Ne abbiamo discusso più volte, di recente anche a un convegno, ma la situazione non cambia”.