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Carenza di neve, il meteorologo: “Ecco da cosa dipende”

Edoardo Ferrara del centro 3BMeteo: “L’ultima nevicata in pianura risale a quattro anni fa”

Il ricordo della nevicata che il 13 gennaio 1985 imbiancò abbondantemente la Bergamasca invita a interrogarsi su quanto le precipitazioni nevose siano diventate rare ai nostri giorni. Oggi la neve si vede molto meno rispetto a quanto accadeva in passato: in pianura risulta sostanzialmente assente e nelle aree collinari i fiocchi sono diventati più rari.

Edoardo Ferrara, meteorologo del centro 3BMeteo, spiega: “I principali fattori che concorrono a determinare il trend della diminuzione delle nevicate negli ultimi dieci anni sono due. Il primo è il riscaldamento globale: fa più caldo, quindi fa più fatica a nevicare in pianura. Quando arrivano le perturbazioni atlantiche la neve cade più facilmente sulle aree collinari e non in quelle pianeggianti. Rispetto agli anni Ottanta si registra mediamente una temperatura superiore di uno o due gradi su gran parte della Pianura Padana: localmente possono esserci variazioni rispetto a questo dato, cioè in alcune zone può fare più caldo e in altre più freddo, ma lo scostamento in media è questo e in tale contesto risulta più difficile che possa nevicare”.

“Il secondo fattore – prosegue Ferrara – riguarda la circolazione atmosferica. Da dieci anni abbiamo un ingombrante anticiclone sull’Europa occidentale che fa sentire i suoi effetti. In primavera, ma anche in una parte dell’estate e dell’autunno, piove molto, mentre in inverno no. Le ripercussioni riguardano soprattutto quest’ultima stagione. Più precisamente, c’è la tendenza ad avere una maggior ingerenza dell’Anticiclone delle Azzorre che blocca l’arrivo delle perturbazioni, così nei mesi invernali piove meno. Anche i prossimi dieci giorni saranno asciutti: a gennaio pioverà veramente poco”.

Il cambiamento climatico, dunque, fa sentire le sue conseguenze. “La presenza dell’anticiclone fa sì che l’aria gelida che scende dall’Artico interessi soprattutto l’Europa centro-orientale per poi spostarsi verso l’area più vicina dell’Europa occidentale e arrivare per esempio alle regioni italiane meridionali. Prima del 2010 la situazione era diversa: questo anticiclone era in pieno Oceano Atlantico, non sull’Europa occidentale, quindi le precipitazioni erano più frequenti sul nord Italia ma anche sulla Francia e sulla Spagna”.

Infine, il meteorologo conclude: “Queste considerazioni non implicano che non nevicherà più in pianura. Potrà ancora succedere, ma si tratterà di episodi sempre più rari e di minore durata. L’ultima vera nericata in questa zona è stata il 28 dicembre 2020 ma dopo qualche giorno non c’era già più traccia della neve: era poca e si sciolse piuttosto velocemente. Da quattro anni non si verificano nevicate: lo scorso novembre ha provato a nevicare un po’ in collina ma non ha imbiancato granché”.