Un punto di vista
Oltre “Vermiglio”, Il ruolo della montagna nel cinema
Un’analisi su come diverse pellicole hanno narrato la figura della montagna
L’uomo contemporaneo è perennemente circondato dal frastuono, dal dinamismo e dalla frenesia del mondo cittadino. La città è il luogo in cui il tempo scorre in fretta, in cui fermarsi a pensare è quasi impossibile.
Per Pietro però , protagonista de “Le Otto Montagne”, la città non è così. Come lui stesso dice all’interno del film, essa è il luogo della lentezza, del silenzio, dell’incomprensione, la montagna al contrario, è il luogo in cui il mondo prende vita.
Questa netta distinzione dei due mondi è messa ancora più in luce dalla fotografia utilizzata, fredda nelle scene ambientate in città e calda in quelle ambientate in montagna. È in montagna che Pietro e il padre incontreranno Bruno, ed è sempre in montagna che Pietro riuscirà a trovare nell’amore per essa un punto in comune con il padre (con cui ha sempre avuto un rapporto complicato).
Pietro però è cagionevole di salute, poco atletico e maldestro, caratteristiche che lo rendono secondo lui agli occhi del padre meno fiero e desideroso del suo affetto, provando una flebile gelosia nei confronti di Bruno, che invece rappresenterebbe tutto ciò che Pietro non è. A causa del costante timore di deludere il padre, il loro rapporto conflittuale si concluderà nel completo allontanamento di Pietro dalla sua famiglia. Negli anni di lontananza, Bruno diventerà sempre più legato ai genitori di Pietro, mentre Pietro abbandonerà completamente anche la montagna.
Dopo il lutto del padre, Pietro e Bruno si ritroveranno, ricostruendo insieme la casa in alta quota tanto voluta dal padre. Nel costruirla, Bruno e Pietro riprenderanno il rapporto di grande amicizia che si era bruscamente interrotto molti anni prima. La costruzione della casa diventa così il simbolo sia del loro affetto fraterno che dell’affetto paterno, nel luogo che li ha fatti incontrare.
La montagna è il grande protagonista della pellicola. La sua presenza è costante e possente (sono infatti presenti diversi campi lunghissimi e lunghi, in cui è proprio il paesaggio montano a regnare sovrano molte scene). Essa è come un teatro, in cui le emozioni dei personaggi prendono vita.
La montagna assume un ruolo fondamentale anche ne “I segreti di Brokeback Mountain”, film del 2005 ormai cult del cinema queer mainstream. Un campo lunghissimo apre la pellicola e il paesaggio montano avvolge del tutto il titolo del film. I rumori della natura, una lieve musica country e il paesaggio rurale sono i primi aspetti che immergono lo spettatore.
I due protagonisti, Ennis e Jack (vestiti con colori opposti, proprio come le loro personalità) si osservano a testa bassa, scrutandosi di nascosto. Verranno mostrate diverse scene di lavoro, rappresentando il paesaggio montano come idilliaco e bucolico. Le dinamiche della pellicola si rifanno molto al genere western, da sempre rappresentazione di una virilità etero-normativa, che qui viene stravolta.
I due con il passare dell’estate riescono ad aprirsi e a diventare amici, ma la passione tra Jack ed Ennis inizia a crescere sempre di più e molti momenti in cui traspare un inizio del loro reciproco sentimento sono accanto al fuoco, che pian piano brucia come la loro passione.
La prima scena intima tra Jack e Ennis inizia come una lotta (come per combattere il loro sentimento). Il rapporto è diretto, freddo come la montagna stessa e avviene in piena notte, al buio (metafora di un sentimento da sempre represso per la vergogna). Per entrambi i protagonisti, ma soprattutto per Ennis, l’atto scaturisce un momento di grande conflitto interiore. Significativa la scena in cui Ennis cammina “incontro” ad una tempesta (rappresentazione della tempesta della propria mente) e lo stesso paesaggio da idilliaco si trasforma in ostile.
Durante la notte seguente, il calore del fuoco raggiunge la tenda, rendendo la scena erotica tra Ennis e Jack più accogliente e calda. I due, presa piena coscienza dei propri sentimenti, riescono finalmente ad abbandonare la maschera creatasi per il mondo esterno, vivendo la loro passione pienamente. Con il finire dell’estate i due ritorneranno in pianura e si dovranno separare, continuando le proprie vite l’uno senza l’altro.
Anche in questo caso la città e la pianura, così come ne “Le Otto Montagne”, assumono una connotazione negativa, diventando per Ennis e Jack il luogo della lontananza e della menzogna.
Diversi sono i campi medi che vengono utilizzati, in cui i due protagonisti sono circondati dalle montagne, proprio come se fossero il terzo protagonista della pellicola, che osservano la passione di Ennis e Jack in silenzio.
I due negli anni ritorneranno spesso a Brokeback Mountain, in quanto tempio del loro affetto e rappresentazione del loro amore. Purtroppo, a causa di una società omofoba e della mascolinità tossica che ancora li perseguitano, Ennis e Jack non sono mai riusciti a vivere il loro sentimento al di fuori di Brokeback Mountain. Come dirà lo stesso Jack, del loro amore, è rimasto solo Brokeback Mountain. Il luogo in cui si sono incontrati, in cui finalmente, si sono sentiti realmente felici.
Nel 2017, dodici anni dopo l’uscita de “I segreti di Brokeback Mountain”, uscirà “God’s Own Country – La Terra di Dio” , film britannico indipendente con cui sembra condividere diverse similitudini. La pellicola infatti racconta la crescente tensione erotica tra i due protagonisti (in questo caso Johnny e Gheorghe) sempre in un contesto rurale, ma il paesaggio che accompagna l’evoluzione del loro rapporto cambia drasticamente. Come cornice non troviamo più le alte montagne nordamericane del Wyoming, bensì le desolanti e fredde colline dello Yorkshire britannico.
La tecnica di ripresa utilizzata è la camera a mano, sempre molto vicina ai protagonisti (con diversi primissimi piani e particolari che li ritraggono), voluta per restituire un approccio intimista e introspettivo.
Il paesaggio inglese non è romanticizzato, ma rappresentato in tutta la sua asprezza. La freddezza e l’apparente inospitalità del territorio dello Yorkshire (accentuati ancora di più dalla fotografia) rispecchiano il carattere dei protagonisti e il loro rapporto iniziale. Il territorio rimane comunque un elemento fondamentale nella narrazione. Non a caso, il primo rapporto sessuale tra Johnny e Gheorghe, avverrà proprio tra la terra umida, come per sottolineare anche simbolicamente il legame tra loro e la terra che li ha uniti.
Una pellicola che invece fa della poeticizzazione del paesaggio una sua caratteristica peculiare è senza dubbio “Chiamami col tuo nome”. A differenza del romanzo omonimo, ambientato nella costa ligure, il film decide di raccontare la propria storia nel paesaggio lombardo (decisamente meno conosciuto e poco turistico). La pianura padana (più precisamente la zona del cremasco), grazie alla regia di Guadagnino assume l’aura di paesaggio incantato. L’erba verde, gli alberi da frutto, i ruscelli e i laghetti sono tutti elementi che conferiscono un’estetica da fatato locus amoenus.
La storia d’amore tra Elio e Oliver (i due protagonisti del film) viene approfondita da un punto di vista sia eroico che erotico. Diversi infatti sono i riferimenti all’amore come avventura epica e cavalleresca, e l’erotismo è accennato e soffuso. Fondamentali i momenti di silenzio e noia tipicamente estivi, che trasmettono perfettamente la lenta attesa e realizzazione del rapporto tra Oliver e Elio. Anche se la maggior parte dell’azione avviene nel territorio padano, la montagna svolge comunque una funzione significativa.
La fuga d’amore di Elio e Oliver nelle Alpi Orobie, rappresenta il vero apice del loro rapporto. È durante la scena dedicata alle cascate del Serio che in sottofondo possiamo sentire una delle canzoni più importanti della colonna sonora, “Mystery of Love” di Sufjan Stevens. Nel momento in cui Elio e Oliver si chiamano con i propri nomi, si palesa l’amore come forza incantata e misteriosa racchiusa nei ricordi. La pellicola infatti è la rappresentazione del ricordo di un amore estivo, un sogno d’una notte di mezza estate. Quella poesia nostalgica e magica che solo il ricordo di un amore può trasmettere.


