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Culle per la vita: dove la sicurezza a Bergamo offre un futuro

Le culle termiche sono una realtà diffusa su tutto il territorio italiano; Bergamo, nel 2007, ne ha istituita una che nel 2023 ha accolto la piccola Noemi

Il 2 gennaio scorso a Bari, la morte di un neonato di poche settimane ha scosso i cittadini italiani. Il piccolo è stato trovato privo di vita nella culla termica della chiesa di San Giovanni Battista, un macchinario destinato ad accogliere neonati in situazioni di vulnerabilità, garantendo loro un rifugio sicuro. Ma quella notte, la culla non funzionava, e la causa del guasto potrebbe essere stata sottovalutata. Il parroco Antonio Ruccia, insieme al tecnico che aveva effettuato l’ultima manutenzione dell’incubatrice, è ora indagato per omicidio colposo. La procura di Bari sospetta che entrambi fossero a conoscenza del malfunzionamento della culla, ma che non abbiano preso le misure necessarie per prevenire il tragico evento.

Mentre l’inchiesta avanza, il caso di Bari ha riacceso il dibattito sull’importanza di strutture adeguate per accogliere e tutelare nuove vite. Le culle termiche sono una realtà diffusa su tutto il territorio italiano; Bergamo, nel 2007, ne ha istituita una che nel 2023 ha accolto la piccola Noemi.

“La nostra città di Bergamo ospita da molti anni una di queste culle, realizzata dall’iniziativa dell’associazione donne medico con il prezioso aiuto delle suore. È riscaldata d’inverno e raffrescata in estate, e collegata ad un sensore che consente di allertare i volontari della croce rossa e trasferire il neonato all’Ospedale di Bergamo in sicurezza.- racconta la dottoressa Fabiola Bologna, vice presidente nazionale associazione italiana donne medico -. Questo ci permette di far conoscere alle donne in difficoltà le possibilità che lo Stato offre per sostenere il percorso di gravidanza nei consultori, nei centri di aiuto alla vita per tutelare mamme e bimbi nei momenti difficili della vita e trovare insieme soluzioni concrete”.

Questo dispositivo garantisce anonimato e sicurezza, offrendo alle madri che scelgono di non tenere il bambino una possibilità sicura e dignitosa. Il neonato viene accolto in un ambiente protetto, e la struttura è dotata di tecnologie avanzate che assicurano un intervento tempestivo dei soccorsi.

Nel 2019 la culla è stata spostata dal monastero Mastris Domini alla sede della croce rossa in via Broseta.
“Nel perimetro del nostro centro ospitiamo dal qualche anno la ”Culla per la Vita”, collocata in modo da garantire la massima riservatezza di chi vi accede. La struttura è monitorata e controllata h 24 – spiega Gianluca Sforza presidente del comitato di Bergamo della Croce Rossa italiana -. Il recente tragico fatto di cronaca avvenuto a Bari ci ha lasciato addolorati, la nostra culla nel maggio del 2023 accolse una bambina”.

Nel panorama italiano, le culle per la vita rappresentano una rete importante di sostegno sociale che si estende su tutto il territorio, con 66 strutture in 14 regioni. A Bergamo, in questi 18 anni, la culla ha accolto solo Noemi, ma continua a garantire un’opportunità fondamentale: offrire ai bambini un futuro dignitoso e sereno.

Neonata nella culla della Croce Rossa. La mamma ha lasciato un biglietto