“Non detto”, la mostra di Viveka Assembergs a Seriate
Nello spazio espositivo Virgilio Carbonari del Palazzo Municipale di Seriate, grazie all’Associazione Seriatese Arti Visive, dal 12 gennaio al 2 febbraio si terrà la mostra “Non detto” della scultrice Viveka Assembergs
Nello spazio espositivo Virgilio Carbonari del Palazzo Municipale di Seriate, grazie all’Associazione Seriatese Arti Visive, dal 12 gennaio al 2 febbraio si terrà la mostra “Non detto” della scultrice Viveka Assembergs. Pubblichiamo l’introduzione del catalogo alla mostra a cura di Carlo Jacopo Assembergs.
“Non detto” nasce dal desiderio di esplorare il dialogo sottile tra materia e idea, corpo e introspezione, forma e significato.
Viveka Assembergs in questa occasione facilita un dialogo intimo e profondo con l’opera d’arte, che non viene semplicemente esposta, ma anche interpretata in prima persona, con l’invito a interrogare il nostro rapporto con lo spazio, con gli altri e con noi stessi.
Lo spazio espositivo, con la sua configurazione, è pensato per favorire questo dialogo, creando un contrasto netto tra scultura e fotografia.
Se un piano accoglie opere intese in maniera plastica, celate nella loro intimità, il piano superiore lascia spazio a un racconto ancora più personale, espresso tramite la fotografia.
Questo mezzo non viene adoperato in maniera convenzionale, ma come strumento per leggere l’opera attraverso gli occhi dell’artista da cui è stata partorita: particolari che potrebbero sfuggire vengono evidenziati, come anche prospettive inedite e non familiari ad uno sguardo frontale dell’osservatore.
Le immagini diventano, per così dire, una lente di ingrandimento che rivela sfumature e sottintesi. Ogni scultura racchiude un suo piccolo segreto, un enigma la cui comprensione è essenziale per oltrepassare la materia e attribuirle significato. Questo enigma rappresenta in sé anche una parte dell’anima dell’artista, un processo emozionale e intellettuale che si traduce in concretezza.
La materia non ha solo il compito di supportare l’idea, ma agisce da veicolo per sentimenti, riflessioni ed esperienze personali. Ogni curva e superficie appare come un frammento di pensiero in divenire, una interpretazione tangibile di ciò che è intangibile.
Un’eccezione alla bipartizione spaziale è rappresentata dall’unica scultura che “contamina” il territorio fotografico e che si posiziona come ultima stazione di questo percorso, chiudendone a cerchio il significato e riportando l’attenzione verso il vero protagonista: la materia. La scelta duale è inoltre un invito a riflettere sulla di coerenza dei due atti creativi proposti, in contrasto per forma, produzione, temporalità ed esigenze.
La fotografia, sebbene non rappresenti una componente centrale del percorso di Viveka Assembergs, viene qui intenzionalmente scelta come supporto alla scultura, da sempre protagonista del suo repertorio artistico, offrendo allo spettatore uno strumento ulteriore per entrare nel vivo dell’opera. Le opere esposte, seppur nella loro immobilità, permettono a chi osserva di leggerne il senso, tramite segni, forme e scelte stilistiche che raccontano una storia e testimoniano diverse fasi del cammino artistico di Viveka. Figure umane, in singolo o in coppia, si alternano tra di loro e, raffigurate in diverse posizioni, convivono con la presenza di un lupo, legato ad una recente svolta ed evoluzione creativa.
Le mani, i piedi, le pose: ogni elemento esprime un’emozione, evoca una memoria. La mostra, non volendo offrire risposte definitive, si conclude con un invito all’interpretazione personale. Le opere, aperte, accolgono le riflessioni di chi le osserva: lo spettatore è invitato a portare via con sé una propria visione, unica e soggettiva, partecipando così alla creazione dell’esperienza artistica. Ogni angolo intende stimolare una risposta interna, una considerazione tanto individuale quanto collettiva, che possa costituire da antidoto ad una visione superficiale della realtà. Viveka Assembergs, in un’occasione per osservare e lasciarsi interrogare dall’arte, ci invita a un dialogo profondo e autentico con noi stessi e con chi ci circonda.
Carlo Jacopo Assembergs


