Centrodestra unito? Il risiko delle elezioni a Treviglio e Caravaggio e il ruolo della Provincia
La coalizione rappresentata da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia abbozza i primi ragionamenti sul candidato che prenderà il posto di Gandolfi, in scadenza di mandato a dicembre di quest’anno
Bergamo. Archiviata la pratica amministrative, ormai un lontano ricordo, è tempo di nuovi equilibri. Dove? Nella coalizione di centrodestra dove si cominciano a scaldare i motori in vista del prossimo importante appuntamento politico, quello relativo alla scelta del nuovo presidente di Provincia. Non si sta certo parlando di una questione imminente, la scadenza di fine mandato dell’attuale numero uno di via Tasso Pasquale Gandolfi è infatti fissata per dicembre 2025, ma i partiti dell’alveo dell’attuale vice Umberto Valois, in quota Forza Italia, e dell’ex Matteo Macoli, Lega, sembrano aver avviato le prime interlocuzioni. Si tratta di discorsi embrionali, anche perché molto dipenderà dalla stagione che vivrà la Provincia: se l’elezione dell’uomo o della donna che sarà chiamato a sedersi sulla poltrona più ambita rimarrà di secondo livello, con una scelta dunque tra i sindaci in carica, o se, diversamente, tornerà ad essere una volontà popolare. In questo caso, infatti, previa modifica della legge Del Rio da parte del Governo, i cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere il loro nuovo rappresentante.
Al netto delle possibilità, questione che potrebbe influire sulle scelte dei candidati di entrambi gli schieramenti, mentre il centrosinistra sembra ancora in fase di stallo, anche se non mancano le velleità personali specie tra i sindaci freschi di nomina, il centrodestra comincia ad abbozzare quelle che potrebbero essere le future geometrie. Al momento nulla di definitivo, anche se quel che è certo è che il focus sul nuovo presidente di Provincia pare essere strettamente collegato con la scelta dei nuovi sindaci di tre grossi paesi della Bassa bergamasca: Treviglio, Caravaggio e Cologno al Serio.
Equilibri e spartizioni, come sempre accade. E anche se c’è chi non ama affrontare il tema della conta, tant’é. Treviglio e Caravaggio sono al centro di una riconfermata e rinnovata intesa che punta alla sintesi, al raccordo su un nome comune da sostenere nella sfida di ottobre 2026, voto slittato a causa della pandemia. Dopo l’eredità rispettivamente lasciate da Lega, che oggi governa con il sindaco Yuri Imeri, e dal civico Claudio Bolandrini, primo cittadino separato in casa del Pd e, anche per questo, confluito ed eletto nel gruppo Civici Moderati proprio in via Tasso, in quota dunque Forza Italia.
E qui entrano in gioco non solo gli interessi dei singoli partiti, quanto il loro peso politico. Se parliamo di numeri, i dati parlano chiaro: alle ultime amministrative, in provincia, la Lega ha raccolto il 21,8%, Forza Italia il 18,2% e Fratelli d’Italia il 16,5%. E se da un lato c’è il Carroccio che sembra avere gli occhi puntati su Cologno al Serio, oggi guidato da Chiara Drago, in quota centrosinistra, dove la Lega racconta di avere una sezione forte, pronta ad essere rilanciata, Fratelli d’Italia, divisa tra le anime interne al movimento e legate chi al presidente provinciale Andrea Tremaglia, chi all’assessore regionale Paolo Franco e chi al consigliere del Pirellone Michele Schiavi, giovane ma rampante, sembrerebbe rivendicare Treviglio con la candidatura dell’attuale assessore al Bilancio Valentina Tugnoli, fresca di nomina in Anci e vice del deputato figlio d’arte. E Forza Italia? Al momento guarda e riflette. Il vero tema infatti pare più centrato sulle larghe intese, sulle maglie larghe, per capire anche quali saranno i ruoli e, di conseguenza, gli obiettivi.
Lo stato dell’arte racconta di tre partiti che oggi governano in Provincia ciascuno con tre rappresentanti, in una situazione dunque di totale equilibrio. Ma la storia recente mette l’accento anche su una Lega che ha perso consensi e che punta a rilanciarsi. Forza Italia che, con l'”esperimento” Romano di Lombardia, targato Gianfranco Gafforelli, ha di fatto superato e vinto l’impasse generato dalla sezione locale di Fratelli d’Italia andando dritta ad espugnare una roccaforte del centrosinistra.
Azzurri ago della bilancia? Così sembra, anche solo leggendo l’esito del rimpasto in Consiglio provinciale e la direzione bipartisan trovata sotto il cappello del Pd, che pure sta sull’altro fronte ma che di fatto si avvicina, per posizione, certamente di più a Forza Italia piuttosto che alla Lega o al partito con la fiamma, che peraltro in via Tasso sta all’opposizione. Se il centrodestra deciderà, come sembra, di correre unito e compatto, dunque, qualcosa o forse più di qualcosa dovrà essere riconosciuto agli azzurri e se non sarà il candidato della Provincia, lasciando agli altri la possibilità di giocarsi il resto della partita, allora potrebbe essere quello di Treviglio, allargando così il feudo nella Bassa.


