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Treviolo, Romina Liuzza si dimette da capogruppo del centrodestra: “Non posso fare da parafulmine”

L’ex candidata sindaca, sconfitta alle ultime amministrative, rinuncia anche al ruolo di consigliera: “Quando ho accettato la proposta di candidatura alle provinciali alcuni mi hanno puntato il dito contro. Impensabile una coalizione in questo Comune”. Rebus sostituto

Treviolo. Primo scossone nell’opposizione in Consiglio Comunale a Treviolo: Romina Liuzza ha rassegnato le dimissioni da consigliera e capogruppo della lista di Centrodestra ‘Uniti per Treviolo’.

Una scelta, quella della candidata sindaca sconfitta alle scorse amministrative, che torna ad incrinare i rapporti di una coalizione treviolese che nel passato aveva già fatto notare qualche divergenza, come testimoniato dalla candidatura separata nella corsa alle urne del 2019 e che parte da una condizione definita “insostenibile” da Liuzza: “Sono sorte delle situazioni per le quali non posso fare da parafulmine. Non mi sento più di rappresentare questo gruppo, avendo anche dovuto coprire qualche contenzioso da parte di alcuni esponenti”.

Tutto inizia già nei primi mesi di campagna elettorale, quando “sono stata chiamata per fare la candidata e ho scelto di partecipare con tanta fiducia – spiega Liuzza -, consapevole di due realtà quali Lega e Forza Italia che hanno storicamente fatto molta fatica a comunicare a livello comunale. Ho voluto credere che il passato fosse tale; la realtà è che mi sono trovata con una squadra preconfezionata e aggiustata, causa rinuncia di qualche profilo che ha preferito seguire altri candidati. Ringrazio chi si è messo in gioco, ma una squadra va costruita nel tempo; io mi sono fidata dei rappresentati politici locali, ma non ci sono stati risultati. Sono arrivata a febbraio del 2024 e ho cercato di essere imparziale, ma ho dovuto essere perentoria quando qualcuno cercava di dominare; mi aspettavo che la squadra camminasse tutta insieme. Al momento delle elezioni i dati hanno parlato chiaro, dimostrando che ci sono persone in questa politica da anni che non hanno mostrato la loro valenza”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, come specifica l’ex candidata acuendo la situazione di rumori e tensioni, è avvenuta con la candidatura, nella lista dei papabili consiglieri provinciali stilata da Arrigo Tremaglia per ‘Centrodestra bergamasco’, formazione associata a Fratelli d’Italia: “Da lì tutto è degenerato. La notizia è uscita sui media e qualcuno del mio gruppo ha ben pensato di puntarmi contro il dito, mi hanno attaccata; non ho capito il senso anche perché sono una civica, non iscritta a qualsiasi partito. Qualcuno ha ben pensato di insultarmi e non posso pensare di rappresentare soggetti che non hanno compreso. Non ho più voluto interagire col gruppo perché non trovavo necessario confrontarmi con loro; ho parlato solo con Masper (ex sindaco treviolese a fianco della Lega, ndr), che ringrazio per l’aiuto, spiegandogli che non apprezzavo questo atteggiamento. La scelta di provare ad entrare in Provincia è stata fatta lontana da una logica di partito, volevo dare il mio contributo come Romina ragionando anche in funzione di quella che era stata l’unica offerta arrivata”.

Una scelta sicuramente presa a malincuore per la giornalista 49enne residente a Curnasco di Treviolo dal 1989, che aveva recentemente deciso di intraprendere la carriera politica: “Delle difficoltà nella coalizione chi di dovere è sempre stato messo al corrente e devo dire che da Fratelli d’Italia ho trovato grande solidarietà e comprensione. Creare una coalizione con queste tre forze a Treviolo è impensabile per colpa di alcune manie di protagonismo. Nell’ultima conferenza con i diversi capogruppo in Comune ho detto che avrei preso una decisione; mi sono anche compiaciuta col sindaco (Pasquale Gandolfi, ndr) per il lavoro che sta facendo. Ovviamente, essendo in opposizione, qualcosa era migliorabile, però ho sempre scelto di votare a favore o contro le scelte fatte per il bene del paese”.

“Ho puntato su persone che mi sembravano veramente cariche – chiude Liuzza -, facendo anche delle rinunce. Ci credevo e ho accettato, ma non mi sento più disposta a rappresentare tutto ciò. Il problema non è meramente politico: la differenza la fanno le persone, mi piace la genuinità e credo che la politica non mi rappresenti a pieno”.

Dopo l’ufficialità dell’addio resta da capire chi potrà essere il nuovo capogruppo della lista: seguendo anche le preferenze delle ultime elezioni spiccano l’ex bi-sindaco e decano della politica bergamasca Gianfranco Masper, l’ex candidato primo cittadino nel 2019 di Forza Italia Fabiano Zanchi e Patrick Bonacina.