Omicidio di via Tiraboschi, Mamadi ucciso da 11 coltellate: quella letale al cuore
L’esito dell’autopsia: colpito due volte anche all’addome. Il 36enne ha cercato di difendersi usando la catena della bici. L’assassino viveva in un edificio abbandonato nella zona della stazione
Bergamo. Undici coltellate, di cui due all’addome e quella letale tra torace, polmone e cuore. È ciò che è emerso dall’autopsia sul corpo di MamadiTunkara, vigilante gambiano di 36 anni ucciso il 3 gennaio in pieno centro città da SadateDjiram, 28enne originario del Togo che ha affermato di aver agito per gelosia.
L’assassino viveva in un edificio abbandonato nella zona della stazione dallo scorso 30 dicembre, quando l’allora fidanzata lo aveva mandato via di casa. Durante l’interrogatorio davanti al GIP Stefano Storto, assistito dall’avvocato Michaela Viscardi, ha confermato quanto già dichiarato al momento dell’arresto.
Ha detto di aver colpito con un grosso coltello, detenuto a suo dire per motivi di sicurezza, quello che lui riteneva fosse il suo rivale in amore, ma di non aver premeditato l’omicidio. Sospettava infatti che Mamadi avesse una relazione con la sua ex, una donna italiana che ha però smentito la circostanza.
Lo stesso Sadate ha insistito dicendo di aver visto la ragazza abbracciare Tunkara. Così venerdì 3 gennaio ha atteso nel passaggio Cividini che collega via Tiraboschi a via Ghislanzoni la vittima, che stava arrivando al lavoro in bicicletta. Lo ha scaraventato a terra, poi lo ha sbattuto contro la vetrina della Caffetteria di Porta Nuova e lo ha accoltellato più volte lasciandolo agonizzante sul pavimento.
Mamadi avrebbe provato a difendersi usando la catena della sua bici, invano. Il 28enne è fuggito verso via Moroni, ha preso un treno per Milano e da lì un altro per Chiasso, ma è stato controllato ed è stato trovato senza documenti. Li aveva lasciati nel giubbotto che aveva abbandonato a Bergamo insieme allo zaino durante la fuga. Djiram è stato quindi bloccato dalla polizia svizzera e riconsegnato alle autorità italiane. Ora si trova nel carcere di via Gleno.
Per l’ultimo saluto e la sepoltura la salma di Mamadi farà ritorno in Gambia, sua terra natale, sabato 11 gennaio: giovedì pomeriggio (9 gennaio) alle 15,30 l’Associazione Giovani Gambiani di Bergamo si riunirà per il rito del lavaggio islamico e un momento di preghiera.












