Logo

Temi del giorno:

La conferma arriva dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota: “Quando è stato rintracciato non erano presenti gli elementi necessari per il fermo”

Bergamo. “Il soggetto non è in stato di fermo”. La conferma arriva dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, che ha risposto ad alcune domande dei cronisti dopo che nella mattina di sabato 4 gennaio è stato rintracciato al confine con la Svizzera il presunto assassino di Mamadi Tunkara, il 36enne ucciso a coltellate venerdì 3 gennaio in via Tiraboschi a Bergamo.

“Quando è stato individuato non erano presenti gli elementi necessari per il fermo – spiega Rota -. Stiamo lavorando da venerdì pomeriggio senza sosta: attualmente non ci sono gli elementi per poter affermare che la gravità giudiziaria sul soggetto è sussistente, ma rimane il principale sospettato”.

Il procuratore aggiunto ha poi confermato il ritrovamento sabato mattina di un’arma in via Paglia, all’altezza del civico 22, un coltello da cucina – sequestrato e portato in laboratorio per analisi – che potrebbe essere quello del delitto.

“Il sospettato è stato riconsegnato dalla polizia svizzera all’Italia perchè controllato e non regolare con i documenti – continua -. Si tratta del modus operandi delle forze svizzere, che rimandano nel paese da cui provengono gli irregolari”.

 

omicidio via tiraboschi I fiori e le candele comparse sul luogo del delitto