Logo

Temi del giorno:

Al tavolo insieme al prefetto Luca Rotondi tutti i vertici delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria: sotto la lente il problema delle cosiddette armi bianche e la necessità di implementare e rendere più efficienti gli impianti di videosorveglianza

Bergamo. Dolore e sgomento, ma anche moltissima preoccupazione per un fatto di sangue così grave avvenuto in pieno giorno, in pieno centro cittadino. La morte di Mamadi Tunkara, il 36enne addetto alla sicurezza del supermercato Carrefour accoltellato a morte venerdì pomeriggio in via Tiraboschi, ha riacceso con prepotenza i riflettori sul tema della sicurezza in città, con un vertice urgente convocato per la mattinata di sabato in prefettura al quale hanno partecipato il prefetto LucaRotondi, il questore AndreaValentino, il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, il vicesindaco di Bergamo, Sergio Gandi, e i vertici di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, polizia provinciale e polizia locale.

È stata l’occasione per un aggiornamento sullo stato delle indagini, con il presunto autore del delitto bloccato al confine con la Svizzera e portato in Questura a Bergamo per essere interrogato, ma soprattutto per esplorare a tutto tondo ciò che ognuno, per le proprie competenze, può dare al territorio per garantirne la sicurezza.

Un confronto schietto, nel quale il prefetto Rotondi ha chiesto una cooperazione ancor più stretta e un’implementazione decisa degli impianti di videosorveglianza, rivolgendosi in questo soprattutto al Comune di Bergamo, “che si sta muovendo e ha fatto già molto, ma vogliamo che siano più capillari ed efficienti”.

“Per questo periodo dell’anno erano stati predisposti servizi attentissimi sia in città che in provincia, con tanti equipaggi impegnati – ha spiegato il prefetto – Però fatti come questi fanno emergere la necessità di essere ancora più incisivi”.

Un elemento, in particolare, è finito sotto la lente d’ingrandimento: la presenza ormai diffusa di troppi coltelli o altre cosiddette “armi bianche” nelle tasche di giovani e meno giovani, italiani e stranieri.

“Partiamo dal presupposto che non ci può essere una pattuglia per ogni strada, però c’è un numero di uomini sufficiente ed è quinti importante coordinarsi al meglio, lavorando in sinergia – ha proseguito il prefetto – Ed è altrettanto importante la collaborazione dei cittadini, che invito a segnalare subito ogni situazione sospetta”.

Sull’episodio specifico, il numero uno di via Tasso mantiene il riserbo che in queste ore l’autorità giudiziaria sta tenendo, in attesa di avere un quadro completo e definito dell’accaduto: “Nell’immediatezza del fatto mi sono confrontato con sindaca, polizia municipale e forze dell’ordine, che hanno sentito molti cittadini e commercianti. Chiaro che una questione così grave desti una forte preoccupazione, però bisogna capire che tipo di episodio è, se legato a dinamiche esterne. Non si tratta probabilmente di una rapina, ma più legato a motivazioni a se stanti”.

Omicidio via Tiraboschi vertice sicurezza in prefettura