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Picasso, Munch e il tributo a Fiorucci: le mostre da visitare durante le feste
Foto dal sito di Palazzo Reale Milano

Dalla fotografia alla pittura, dalla moda alla storia dell’arte: ecco una selezione per tutti i gusti delle esposizioni più intriganti del momento

Dalla fotografia alla pittura, dalla moda alla storia dell’arte: ecco una selezione per tutti i gusti delle esposizioni più intriganti da visitare durante le festività natalizie nelle principali città italiane.

A dire il vero, potrebbe bastare qualche toccata e fuga a Milano per fare il pieno di icone, di sorprese e di chicche.

A Palazzo Reale segnaliamo tre mostre.  “Picasso lo straniero” (visibile fino al 2 febbraio) esplora un aspetto poco approfondito della vita e dell’opera di Picasso: la sua condizione di “straniero” e il sentimento di non essere pienamente accettato in Francia, la sua terra d’adozione. Imperdibile la mostra “Munch – il grido interiore” (fino al 26 gennaio), che celebra il ritorno in città del maestro norvegese dopo 40 anni: oltre al celebre Urlo, nella versione litografica, l’esposizione offre una panoramica assai varia e affascinante della sua produzione, affrontando tutte le emozioni umane, dalla disperazione alla passione erotica, con una selezione di intensi autoritratti. Fino al 2 febbraio “Ugo Mulas – l’operazione fotografica” racconta l’intera carriera del celebre fotografo in oltre 250 immagini, molte inedite, insieme a scatti vintage, documenti, libri e filmati. La mostra rivela il profilo di un fotografo “totale”, esplorando il suo lavoro dal teatro alla moda, dai ritratti di artisti internazionali e icone della Pop Art (come Warhol, Duchamp, Lichtenstein) a intellettuali e figure di spicco come Buzzati, De Chirico, Montale e Miller.

Al Castello Sforzesco la piccola e preziosa mostra “Alberto Martini, la danza macabra” (fino al 19.1) ci fa conoscere meglio un notevole autore italiano della stagione della grande grafica europea, che unisce le sinuose linee dell’Art Nouveau ai temi del Simbolismo, con un tocco originale di magico e di grottesco.

Fino al 9 febbraio 2025, il PAC ospita “Marcello Maloberti. Metal Panic”, a cura di Diego Sileo, un progetto pensato appositamente per lo spazio e incentrato sulla città di Milano, protagonista assoluta della mostra: un’esperienza concettuale ma anche fisica, attraverso una ventina di installazioni, capace di sollecitare nel pubblico anche una riflessione sull’uso e l’attivazione dello spazio espositivo, qui valorizzato nelle sue massime potenzialità.

Alla Fabbrica del Vapore, la mostra “Tim Burton’s Labyrinth” (fino al 9 marzo) è invece un caleidoscopico viaggio nel mondo spettrale e giocoso creato dal regista, popolato da personaggi e atmosfere iconiche dei suoi film: il visitatore si immergerà in un vero e proprio labirinto pieno di stravaganze, con modalità interattive a guidare ciascuno verso porte e stanze diverse.

Per chi ama videogames e anime, sempre alla Fabbrica del vapore si tiene fino all’1 marzo la grande esposizione “Amano Corpus Anumae”, per celebrare i 50 anni di attività del visionario maestro Yoshitaka Amano:  oltre 130 opere provenienti dai suoi studi di Tokyo raccontano la storia dell’animazione e dell’intrattenimento mondiale, in un  percorso fatto di arte visiva e narrativa che  unisce le generazioni.

Mentre la Triennale ospita un tributo allo stilista Elio Fiorucci, un uomo che ha cambiato il volto della moda italiana negli anni ’60 e ’70, influenzando generazioni di creativi: la mostra racconta la sua carriera, dalle sue rivoluzionarie collezioni agli iconici negozi Fiorucci, simbolo di una moda pop e trasgressiva che ha segnato un’epoca.

A Torino alla GAM si tiene fino al 16 marzo la prima antologica dedicata all’artista milanese Maria Morganti, che ha messo al centro della propria ricerca il colore, inteso come materia e segno dell’esperienza umana: l’esposizione offre un’immersione nel mondo della Morganti, dove il colore si trasforma in un diario visivo della quotidianità.

La figura di un’altra artista donna, pioniera dell’impressionismo, è ricordata in due mostre in città diverse, a GenovaImpression, Morisot”, allestita a Palazzo Ducale fino al 23 febbraio, e ancora a Torino  Berthe Morisot, pittrice impressionista”, sempre in Gam fino al 9 marzo: sono entrambe occasioni per ammirare il talento di una donna determinata che ha saputo ritagliarsi un posto nella cerchia “maschile” degli impressionisti e soprattutto un posto meritato nella storia dell’arte.

Non solo pittrice  Titina Maselli, ma anche attrice e scenografa italiana, è celebrata a Roma nel centenario della nascita con una mostra antologica allestita in due sedi (fino al 21 aprile),  il Casino dei Principi di Villa Torlonia e il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC) della Sapienza: il doppio percorso illustra una personalità tutta da scoprire, attraverso dipinti, bozzetti, fotografie e materiali inediti in cui si intrecciano tradizione e modernità, con anticipazioni suggestive della pop art italiana.

Roma capitale è invece protagonista al Museo di Roma in Trastevere con “Roma ChilometroZero” (fino al 9 marzo), una mostra che esplora l’incontro tra la città e la fotografia, con uno sguardo intimo, a volte ironico o struggente, sulla metropoli e i suoi ritmi: la rassegna indaga i confini reali e immaginari di un territorio in continua evoluzione, in un’Urbe che, pur essendo da sempre oggetto di rappresentazione, si trasforma costantemente sotto l’obiettivo.

Vale la pena segnalare, per chi passa da Firenze, almeno due mostre. A ottant’anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, la mostra “Retroscena – Storie di resistenza e dissidenza nella Collezione Della Ragione”, allestita al Museo Novecento fino al 2 aprile, celebra gli artisti che hanno vissuto, subito o contrastato il fascismo, affrontando la guerra, le leggi razziali, la persecuzione e la guerra civile. Tra i nomi in mostra, Mario Mafai, Antonietta Raphaël e Renato Guttuso che trovarono rifugio nella villa dell’ingegnere Alberto Della Ragione vicino a Genova per sfuggire alle persecuzioni del regime. A Palazzo Vecchio invece, fino al 26 gennaio, si tiene la mostra “Michelangelo e il potere”, che include oltre cinquanta capolavori dell’artista e dei maestri a lui vicini e offre una doppia prospettiva: da una parte ricostruisce la figura di Michelangelo e i suoi numerosi legami con i potenti, dall’altra esplora il contesto storico e le dinamiche del potere nella Firenze e nell’Italia del tempo.

A Napoli spiccano grandi nomi ma anche personalità emergenti. Mentre alla Galleria d’Italia fino al 16 febbraio vanno in scena le famose icone pop di Andy Warhol con i cicli Marilyn, Mao Tse-Tung ed Electric Chairs, oltre all’opera Triple Elvis, alla Galleria Alfonso Artiaco si scopre l’arte di Diego Cibelli, artista napoletano di Scampia, con “Un vuoto che non ha nome”: una mostra onirica, di particolare suggestione, fatta di carte e di porcellane, metafora dell’umanità – fragile ma ricca di forme, riflesso della vita stessa.

In pochi minuti da Napoli si raggiunge Caserta e la sua splendida Reggia, dove è in corso la mostra “Metawork” di Michelangelo Pistoletto, maestro dell’arte povera e del concettuale italiano: l’esposizione presenta oltre 60 opere di grandi dimensioni, esplorando le riflessioni di Pistoletto su arte e società, con un focus sui concetti di “metamorfosi” e “interconnessione” (la mostra, visibile fino al 30 giugno, è inclusa nel biglietto di accesso alla Reggia).