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Dal buio dell’incidente a una nuova vita: la storia di Mauro Bernardi, primo maestro di sci per disabili

Prima alla guida del suo camion lungo le strade di mezza Europa, poi la sedia a rotelle. Ma il 47enne non si è arreso: “Devo tutto a mia moglie Claudia e a mio figlio Pietro”

Colzate. Dalla paura di non riuscire a farcela e morire, fino ad una nuova vita. Tanto diversa quanto inaspettata. È proprio vero che, a volte, il destino, è pronto a regalarti, anche nei momenti in cui le ombre sono molte di più delle luci, una strada nuova. E i “perché proprio a me?” si trasformano in “perché non ad un altro?”. Così si riassume, o meglio, così racconta Mauro Bernardi, padre e marito di Vertova classe 1977, oggi residente a Colzate, che dal 31 agosto 2005 si è ritrovato su una sedia a rotelle per una paraplegia incompleta. Vittima di un gravissimo incidente stradale, Mauro è stato catapultato da un momento con l’altro a vivere una vita non sua.

Un minuto prima, invincibile, batteva le strade di mezza Europa alla guida del suo camion, un minuto dopo veniva soccorso e letteralmente estratto dall’abitacolo del suo mezzo pesante, incapace di usare le gambe. Il buio e il terrore, la vita che ti passa davanti in un nano secondo, il pianto disperato di un bimbo: “Non ho reagito subito dopo l’incidente – racconta Bernardi -, ci è voluto un po’ di tempo prima di accettare la mia nuova condizione di vita. Sì, è vero: nel momento del mio incidente piangevo perché avevo paura di morire. Se mi tirano fuori vivo, andrò a dire alla gente quanto la vita è preziosa, pensavo. Da camionista che attraversava l’Europa mi sentivo un super eroe, nulla avrebbe potuto fermarmi. E invece non era così. La vita, per me, aveva un progetto diverso. Ci ho messo molto tempo a capire quanto mi era accaduto, e non è stato facile. E devo dire che in questo calvario, la mia famiglia è stata la chiave di volta. Devo tutto a mia moglie che è stata in grado di farmi vivere la nostra nuova quotidinità piena di ostacoli ma anche di tante sfide vinte. E devo tutto anche a mio figlio Pietro che mi ha fatto capire che la vita è bella, bellissima, anche se è diversa e se, ogni tanto, fa delle curve inaspettate”.

Una svolta, quasi un’inversione a U, che l’ha portato a capire che poteva comunque continuare a fare quello che aveva sempre fatto, a inseguire le sue passioni, anche se in maniera diversa, e, soprattutto, a fare del bene agli altri, portando un messaggio di speranza a chi, come era successo a lui, non era più in grado di trovarla nella quotidianità del fare. “Ho deciso di divulgare il mio messaggio di rinascita e di fondare una Onlus, la Enjoyski Sport Odv,  che mi ha permesso di riprendere in mano la mia vita e ho avuto la fortuna di cominciare a sciare, diventando, grazie all’aiuto di Lara Magoni, ai tempi assessore regionale, il primo istruttore italiano di sci per disabili. Una figura che non esisteva. La nuova vita in sedia a rotelle mi ha aperto una serie di nuove ed inaspettate opportunità: a seguito del superamento del relativo test attitudinale, infatti, a giugno 2011 sono stato ammesso ai percorsi formativi per maestri di sci organizzati dalla Snowsports Academy San Marino scuola di formazione per maestri di sci della Repubblica di San Marino. Oggi sono Ski Instructor III°, divenendo di fatto maestro per l’insegnamento a persone che per praticare questo sport devono utilizzare i medesimi ausili e supporti. Anche Lara (Magoni ndr) insegnava ai disabili e lei mi ha spronato, mi ha aiutato a credere in me stesso. A tornare a credere in me, pronto a vivere una seconda vita. E questo è il regalo più bello”.

Bernardi collabora con l’Associazione Condividere la Strada della Vita e l’associazione famigliari vittime della strada attraverso incontri per la prevenzione degli incidenti stradali negli istituti scolastici. Non si ferma mai. “Pratico diversi sport a livello amatoriale quali tennis in carrozzina, handbike, subacquea, nuoto, adaptive nordic walking e naturalmente sci alpino; da qui deriva una delle mie convinzioni più consolidate: lo sport è vita e per chi è disabile lo sport riabilita, reintegra e fa stare bene. In particolare la pratica dello sci alpino nella quale si vive un senso di piena libertà e di totale autonomia in un ambiente considerato normalmente ostile per chi si muove in carrozzina. Da circa 10 anni mi sono specializzato nell’ attività di consulenza nelle scuole e nelle facoltà di scienze motorie in tutta Italia, portando la mia esperienza e le mie conoscenze nell’ambito delle diverse disabilità: sensoriali, motorie e cognitive, intellettive e relazionali. Attraverso incontri e attività mirate porto a conoscenza agli studenti le situazioni in cui possono essere artefici del loro futuro, dalla prevenzione di incidenti causati dall’uso e abuso di alcool e sostanze stupefacenti al modo migliore per affrontare la vita da disabili e da persone che vivono vicino ai disabili”.

Ma, soprattutto, come in questo Natale, regala momenti di spensieratezza e felicità: “Siamo sempre sulla neve. Porto ragazzi e adulti a sciare. È una gioia, grande. Quella di poter restituire quanto pensavo che la vita mi avesse tolto, scoprendo che non era così. Perché la disabilità non è un limite. E’ una risorsa”. Mauro Bernardi è testimone, ogni giorno, del cambiamento, porta con sé la sua sua storia e la racconta, con l’orgoglio di chi ha vinto la difficoltà e l’ha trasformata in opportunità. Lo ha fatto anche in occasione del convegno “Oltre l’ostacolo” che si è tenuto a Bruxelles il 3 dicembre, al Parlamento Europeo dove, davanti agli occhi lucidi dei suoi due angeli custodi, la moglie e il figlio, ha ripercorso gli ultimi anni della sua vita. Lacrime di disperazione, prima, diventate di gioia poi. Per una storia di rinasacita. Che insegna.