Miyajima dove spiritualità e natura si intrecciano: il fascino dell’autentico Giappone
L’atmosfera di sacralità di questo luogo sospeso nel tempo si respira in ogni angolo dell’isola, dove numerosi cervi Shika, considerati messaggeri degli dei, si aggirano indisturbati per le viuzze contornate di edifici in stile tradizionale
Tra le Nihon Sankei, le tre vedute più celebri del Giappone da vedere una volta nella vita, spicca l’isola di Miyajima: l’isola sacra, dove non si nasce e non si muore, dominata dal gigantesco portale scarlatto che sembra galleggiare sull’acqua seguendo il ritmo incessante delle maree.
L’isola di Miyajima, ovvero “l’isola del santuario”, si chiama in realtà Itsukushima, “isola custodita”: talmente sacra da non poter essere calpestata da piede umano, ha visto sorgere il suo santuario shintoista su palafitte, così che i fedeli potessero accedere ai luoghi di preghiera senza violare la sacralità dell’isola. Anche oggi Miyajima è considerata un luogo sacro, tanto che sul suo suolo non si può né nascere né morire: per questo le donne in gravidanza e i malati terminali vengono condotti sulla terraferma.
Facilmente raggiungibile in traghetto dalla città di Hiroshima, Miyajima ha il suo simbolo nel torii rosso di legno di canfora alto quasi 17 metri che sembra sospeso sul mare, a separare la sfera dell’umano da quella del divino: si attraversa in barca con l’alta marea e a piedi durante la bassa marea, camminando sulla sabbia del fondo oceanico in un incredibile gioco di riflessi.
L’atmosfera di sacralità di questo luogo sospeso nel tempo si respira in ogni angolo dell’isola, dove numerosi cervi Shika, considerati messaggeri degli dei, si aggirano indisturbati per le viuzze contornate di edifici in stile tradizionale. Trascorrere la notte qui in un ryokan, la tipica locanda giapponese, è un’esperienza da non perdere per godere dell’atmosfera suggestiva dell’isola immersa nella quiete: si dorme sui futon srotolati su pavimenti di tatami, concedendosi un rilassante bagno in un onsen e una speciale cena kaiseki dove non possono mancare le ostriche, vera specialità del luogo.
Miyajima è speciale in tutte le stagioni dell’anno, ma è in autunno che esplode in tutta la sua bellezza: ai piedi del monte Misen, alto 535 metri, dalla cui sommità si gode di una vista mozzafiato sul mare interno, si trova il parco Momijidani, la valle degli aceri, che nei mesi autunnali si tinge di tutte le sfumature del rosso. Ed è proprio a forma di foglia d’acero il dolce tipico dell’isola, il Momiji Manju, ripieno di marmellata di fagioli rossi, che si trova nei caratteristici negozi che si susseguono lungo Omotesando street, dove acquistare anche souvenir originali come il tipico shakushi, il cucchiaio di legno per il riso.
Sebbene sia frequentata da numerosi visitatori, Miyajima è ancora un luogo dove spiritualità e natura si intrecciano, per assaporare il fascino dell’autentico Giappone.



